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Wim Wenders: Il Papa ci ricorda che in Europa siamo tutti migranti

Intervista di Tv2000 al regista che ha presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes il suo film su Francesco: Una biografia delle sue idee

Wim Wenders: Il Papa ci ricorda che in Europa siamo tutti migranti
Credit Foto - Ansa - CLEMENS BILAN

«Papa Francesco dice molte cose fondamentali sul tema dei migranti. Prima di tutto sottolinea che non hanno un vero e proprio statuto giuridico internazionale e dovrebbero essere protetti dalle norme del diritto internazionale ma soprattutto ci dice che siamo tutti migranti, tutti in Europa siamo migranti». Lo afferma il regista Wim Wenders, in un’intervista a Tv2000 in cui presenta il film “Papa Francesco. Un uomo di parola” proiettato in anteprima mondiale al 71esimo Festival di Cannes.

«Nel mio paese in Germania - ha sottolineato il noto regista - milioni di persone hanno vissuto la realtà dell’immigrazione dopo la Seconda guerra mondiale. Questo ci insegna che la storia e il fenomeno migratorio è parte dell’umanità. Il Papa ci ricorda anche che possiamo vivere tutti con qualcosa in meno rinunciando anche a piccole cose. Se pensiamo solo a crescere ed accumulare che si tratti di Europa, America, Cina o Russia, questo vuol dire lasciare il nostro prossimo. Lasciare dietro di noi centinaia di migliaia di persone. Il Papa ci ricorda di non escludere le persone, ma anzi di preoccuparci di includerle. Questo lo possiamo fare tutti rinunciando a qualcosa, anche a poco. E per il nostro prossimo può fare la differenza».

«Papa Francesco - ha proseguito Wenders - ci ricorda che siamo tutti amati da Dio. Anche se noi non vogliamo Dio, ci ama lo stesso e io ci credo davvero: Dio ci guarda e ci ama e questo riguarda tutti anche chi crede in altre religioni, anche chi non crede in Dio. Ci ama tutti comunque e quando Papa Francesco me lo ha ricordato il mio cuore si è fermato per un attimo. È fondamentale che sia il Papa a ricordarcelo».

Secondo Wenders , il Papa argentino «ci restituisce speranza. La sua positività, il suo ottimismo ci libera dai veleni del nostro tempo. Sì ha ragione lui ce la possiamo fare».

Riguardo al suo film, l’autore spiega: «Ho pensato che il mio cinema potesse avere degli elementi in comune con l’anima del suo messaggio. Non ho voluto fare un film su lui come persona. Non è una biografia di Papa Francesco, è una biografia delle sue idee e queste idee sono molto vicine al mio cuore».

Girare questo film, sottolinea, «è stato uno dei momenti più importanti della mia vita. Avevo iniziato la preparazione già due anni prima e scritto l’ossatura del film prima di conoscere Papa Francesco. La prima volta che l’ho incontrato è stato per una lunga chiacchierata di due ore ed ero molto preoccupato ma dal momento che ha fatto il suo ingresso nella stanza ho capito che non c’era motivo di esserlo». (Vatican Insider) Bergoglio «è stato estremamente disponile e gentile e con una presenza fortissima. Capisci subito che è un uomo dalla presenza forte e capace di fare centro nel cuore della gente. Dopo due minuti tutti noi non avevamo più alcun nervosismo ma solo la voglia di vivere questo momento. Non c’erano telefoni o distrazioni era lì per noi. Sono state due ore speciali e già non vedevamo l’ora di incontrarlo di nuovo».



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