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Il sentimento di essere accolti

Danilo Ferrari Pixabay - Cleverpix
Pubblicato il 24-11-2017

Guardare, conoscere attraverso gli occhi, gustare, assaporare attraverso la vista, vedere e non sentirsi mai sazio, questo ho provato “andando in giro” per l’Italia. Un piacere paragonabile al benessere che si prova bevendo un bicchiere d’acqua fresca di fonte quando si è assetati.

Questa estate ho avuto la possibilità di viaggiare e scoprire, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia bello il territorio italiano, ricco di storia e bellezze naturali, sapientemente tenute insieme, ma scioccamente troppo poco valorizzate, non dando, così, la possibilità ai più di conoscere quanto offra la propria terra. Io stesso, solo grazie ad un incontro fortuito, ho avuto la possibilità di andare a visitare il Santuario Francescano di Cava de’Tirreni.

Al nostro arrivo, la domenica mattina precedente il ferragosto, non troviamo una cittadina semivuota, ma al contrario, animata da famiglie a passeggio lungo i portici del centro storico e dopo averli percorsi gustando l’ombra particolarmente piacevole, a fronte delle alte temperature di questa torrida estate, siamo arrivati al quattrocentesco Borgo Scacciaventi dove si innalza maestoso il Santuario.

La chiesa ha subito più volte danni, causati da vari eventi bellici e naturali. Il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, l'ha quasi rasa al suolo: si sono salvati la facciata, il campanile del 1571, che sfiora i 36 metri di altezza, e gli affreschi del Cinquecento. Il Santuario Francescano che si sviluppa oggi su tre livelli: chiesa superiore, cripta del santuario e chiesa inferiore, è stato ricostruito in questi anni grazie alle donazioni dei fedeli. Aggiungo che ho avuto il piacere di poterla visitare grazie ad una comoda scivola per accedervi, elemento di particolare rilievo per chi come me, sulla sedia a rotelle, non trova spesso ingressi accessibili.

Entrando nell’ampio spazio adiacente il santuario si è accolti dalla frescura di un'immensa tendostruttura che copre tavoli, panche, palco, ed una pasticceria che solo a sbirciarci dentro, fa venire l’acquolina in bocca: babà, delizie al limone, graffe napoletane, pastiere, brioche ripiene di crema di latte, ricotta e panna, sfogliatelle, tiramisù, odori e colori che allietano l’animo.

Alcune locandine pubblicizzavano attività di musica dal vivo e balli, organizzati nei fine settimana. Una preannunciava la festa di ferragosto in onore della Madonna, segni di una continua attività di accoglienza della comunità da parte dei frati, per fare sentire i fedeli nel salotto di casa loro. Seduti su una lunga panca, a gustare un babà all’ombra dei portici, leggo sul viso della gente il piacere di stare in quel luogo, anche solo per conversare tra buoni amici. La parola “accoglienza” trova un senso nel sentimento del sentirsi accolti!

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