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Venezia e San Marco, tra Storia e curiosità

di Antonio Tarallo
Venezia e San Marco, tra Storia e curiosità

L’Evangelista San Marco. E si pensa subito a Venezia. E’ un binomio che da tempo, è nell’immaginario di tutti, fedeli e no. San Marco e la sua Basilica. Imponente, con la grande piazza davanti, resa famosa da innumerevoli film, alcuni anche comici. Come, ad esempio, “Totò truffa”, perché non nominarlo.  Il malcapitato nelle grinfie dei malfattori Totò e Nino Taranto, lo vediamo contare i piccioni di piazza San Marco. Esilarante. Oppure, se vogliamo scovare nel repertorio “alto”, basterebbe citare il coro dell’ “Ernani” di Giuseppe Verdi, quando – in pieno Risorgimento – gli stessi veneziani tramutarono il canto del “Si ridesti il leon di Castiglia”, in “Si ridesti in leon di San Marco”. L’insurrezione contro gli austriaci era ormai alle porte. La data del 25 aprile, dunque, oltre alla festa della Liberazione, da tempo immemorabile, è legata alla festa di San Marco, celebrato sì in tutta Italia, ma particolarmente nella città che rimane per antonomasia, “la più romantica delle città italiane”, Venezia. Ma perché il nome del famoso Evangelista è legato alla città lagunare? Scopriamolo.

 La dedicazione della basilica del santo, il 25 aprile 1094 e il ritrovamento delle spoglie.

La cerimonia della dedicazione e consacrazione della basilica a lui dedicata, avvenne il 25 aprile 1094, e fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle sue reliquie. Infatti, di queste, non si conosceva più l’ubicazione. Dopo la messa celebrata dal vescovo, si spezzò il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dell’ambone. Comparve, per incanto, la cassetta contenente le sue reliquie. Si narra che un profumo dolcissimo si sparse per tutta l’enorme basilica.  Era il prodigio del ritrovamento delle spoglie del santo.

Il simbolo del leone alato

Abbiamo ben in mente, il famoso simbolo del leone alato, con l’aureola sopra il capo, che artiglia un libro con la scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”. Questo, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della città. Il leone simboleggia la forza della parola dell'Evangelista, le ali l'elevazione spirituale, mentre l'aureola è il tradizionale simbolo cristiano della santità. Il Leone compare in tutte le città che sono state sotto il dominio della Repubblica Veneta, e inoltre in bandiere, gonfaloni, stemmi, statue e monete. Anche nella bandiera della Marina mercantile, e in quella militare della Repubblica Italiana, il famoso Leone di San Marco, compare possente e fiero.

La basilica, curiosità

Il 31 gennaio 829 segna l’inizio di un nuovo corso per la storia di Venezia. E’ la data dell’arrivo del corpo di san Marco, da Alessandria d’Egitto. Il culto dell’Evangelista divenne popolare per tutta la città lagunare, tanto da far dimenticare presto l’antico patrono Teodoro. Per questo fu eretta la basilica che vediamo tutt’oggi nel suo splendore. Fin dalle sue origini, la basilica, fu nominata “cappella palatina” e, dunque, teatro delle cerimonie più importanti, quelle ufficiali: vi era consacrato il doge neoeletto, e venivano consegnate le insegne agli ammiragli, proprio sull’altare del maestoso luogo di culto. Pochi sanno, forse, le preziose colonne della facciata, giunsero addirittura da Costantinopoli, nel 1204, assieme a molti rilievi decorativi.

Il campanile di San Marco

Il campanile di San Marco, così tutti lo chiamano e così da tutti è conosciuto, è una poderosa torre a pianta quadrata. Alta circa 99 metri, compresa la cuspide di coronamento. Anticamente era anche faro dei naviganti, prototipo di tutti i campanili lagunari. Delle cinque campane originali rimane solo la più grande, conosciuta come “Marangona”. Le altre, poi sostituite con delle copie, furono distrutte nel crollo del campanile del 1902.

Tre patriarchi di Venezia, pontefici

Nel secolo scorso, ben tre patriarchi sono in seguito divenuti papi: san Pio X, san Giovanni XXIII ed il venerabile Giovanni Paolo I. Quest’ultimo fu, tra l’altro, protagonista di un episodio “profetico”. Nel settembre 1972, Albino Luciani, patriarca di Venezia, ricevette Paolo VI in visita alla città lagunare. Papa Rocalli, proprio in piazza San Marco, davanti a migliaia di persone, si tolse la stola pontificia e la pose sulle spalle del patriarca, Albino Luciani, il futuro Giovanni Paolo I.



Antonio Tarallo

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