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San Biagio e la tradizionale benedizione della gola

Storia, origini e tradizioni popolari della festa

di Antonio Tarallo
San Biagio e la tradizionale benedizione della gola
Credit Foto - GIORNALE DI PUGLIA

La miracolosa guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Questo, è al centro della tradizionale benedizione della gola, con le candele della Presentazione del Signore al Tempio. Vi è un protagonista di questa storia, oltre al ragazzo guarito, ed è San Biagio.

Vediamo, prima di tutto, chi è questo famoso santo, che ha il privilegio di essere festeggiato dopo l’importante festa della “Candelora”. Poco si sa della vita di San Biagio. Notizie biografiche sul Santo, si possono riscontrare nell’agiografia di Camillo Tutini, storico italiano del Cinquecento, che raccolse alcune testimonianze tramandate solamente oralmente.

LA STORIA - San Biagio fu medico e vescovo di Sebaste, in Armenia. Il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dello scontro tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Fu picchiato – una volta catturato dai Romani – e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana. In fine, decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo.

VENERAZIONE - Si tratta di un Santo conosciuto e venerato sia in Occidente, che in Oriente. Il corpo di Biagio è stato deposto nella sua cattedrale di Sebaste. Ma, nel 732, una parte dei resti mortali venne imbarcata da alcuni cristiani armeni per portarla a Roma. Una improvvisa tempesta troncò però il loro viaggio. Si fermarono a Maratea, vicino Potenza. Fu qui che i fedeli accolsero le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diverrà l’attuale basilica, sull’altura detta ora Monte San Biagio. Su questa vetta fu eretta nel 1963 la grande statua del Redentore, alta 21 metri. La benedizione della gola, dicevamo.

TRADIZIONE - È tradizione introdurre, infatti, nel mezzo della celebrazione liturgica della festa del santo, una speciale benedizione alle “gole” dei fedeli, impartita dal parroco incrociando due candele, appoggiate sulla gola del fedele. Anticamente si usava olio benedetto. A riguardo, è assai interessante leggere, quello che Ezio di Amida, medico vissuto nel VI secolo, suggerisce ai dottori dell’epoca, nel caso si trovassero di fronte a casi medici particolari. In “Medicinales”, troviamo queste osservazioni: “Se la spina o l'osso non volesse uscire fuori, volgiti all'ammalato e digli «Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena.»

Ovvero fatto sull'ammalato il segno della croce, puoi proferire le parole che Biagio martire e servo di Cristo usava dire in simili casi «O ascendi o discendi»”. Ma, bisogna pur dirlo, ci sono anche altre interessanti tradizioni popolari, e quindi non prettamente “liturgiche” (importante è sottolineare la differenza) che si sono tramandate nel tempo, in occasione dei festeggiamenti del santo martire. Andiamo, ad esempio, a Milano.

Troveremmo in questo giorno, una famiglia, intenta a mangiare dei resti di panettoni avanzati appositamente a Natale. C’è chi sta preparando dei dolci tipici con forme particolari, che ricordano la figura del santo, benedetti dal parroco, e distribuiti poi ai fedeli. A Lanzara, una cittadina della provincia di Salerno, è tradizione mangiare la famosa “polpetta di San Biagio”. Nella città di Salemi, invece, poiché nel 1542, il santo salvò la popolazione da una grave carestia, causata da un’invasione di cavallette che distrusse i raccolti nelle campagne, in ricordo di questo evento si preparano dei dolci chiamati “cavadduzzi”, letteralmente “cavallette”, per ricordare il miracolo. Poi ci sono i “caddureddi”, la cui forma rappresenta la “gola”, piccoli pani preparati con acqua e farina, benedetti dal parroco e distribuiti anche questi ai fedeli.


Di seguito la preghiera per chiedere la protezione di san Biagio
 “Martire glorioso, S. Biagio, con sincera gioia ti ringraziamo delle tante consolazioni che ci hai donato. Con l’esempio della tua vita cristiana hai testimoniato l’amore fedele e totale per Gesù, salvatore del mondo. Ti chiediamo di essere misericordioso, ottenendoci da Dio la grazia della fedeltà al nostro battesimo. Il mondo di oggi ci corrompe con le attrattive pagane del denaro, del potere, dell’egoismo: aiutaci a divenire i testimoni delle beatitudini evangeliche, per il raggiungimento della felicità e della salvezza eterna. Proteggici dalle malattie della gola, per le quali è ammirabile la tua intercessione: rendi coraggiose le nostre parole e le nostre opere, quali profeti e testimoni della Parola del Vangelo. Ottienici da Dio la grazia di godere con te la beatitudine eterna nel cielo. Amen”.


Antonio Tarallo

Commenti dei lettori

03-02-2019 14:54:49
Patrizia
S.Biagio, proteggi me e la mia famiglia dalle malattie della gola. Amen

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