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Papa Francesco: la fede non arriva per posta

È fondamentale tornare alle proprie radici per alimentare la fede

di Redazione online
Papa Francesco: la fede non arriva per posta
Credit Foto - ANSA/FABIO FRUSTACI

I cristiani «smemorati» non incontrano Gesù. La memoria cristiana è il sale della vita: bisogna ricordare e contemplare i primi momenti nei quali si ha avuto a che fare con Gesù. È fondamentale tornare alle proprie radici per alimentare la fede, che non arriva «per posta». Papa Francesco lo dice nell'omelia della Messa di questa mattina, 7 giugno 2018, celebrata a Casa Santa Marta. 



Senza memoria - afferma il Pontefice, come riferisce Vatican News - non possiamo andare avanti». È un andare indietro col pensiero per incontrare Cristo, «per trovare forze e poter camminare in avanti. La memoria cristiana è sempre un incontro con Gesù Cristo». Per questo «il sale della vita».



E infatti «quando noi troviamo cristiani “smemorati”, subito vediamo che hanno perso il sapore della vita cristiana e sono finiti in persone che compiono i comandamenti ma senza la mistica, senza incontrare Gesù Cristo».



Ognuno ha «tempi di incontro con Gesù». Nella vita di ciascuno ci sono stati «uno, due, tre momenti, in cui Gesù si è avvicinato, si è manifestato. Non dimenticare questi momenti: dobbiamo andare indietro e riprenderli perché sono momenti di ispirazione, dove noi incontriamo Gesù Cristo».



Poi il Vescovo di Roma invita a fare memoria di chi ha trasmesso la fede: «La fede noi non l'abbiamo ricevuta per posta» ma «uomini e donne ci hanno trasmesso la fede». «Io sono un uomo, una donna con radici? O sono diventato sradicato e sradicata? Soltanto vivo nel presente? Se è così, subito chiedere la grazia di tornare alle radici», cioè a quelle persone da cui si è ricevuta la fede.


Per Papa Bergoglio è necessario avere «la memoria della legge. La legge è un gesto di amore che ha fatto il Signore con noi perché ci ha segnalato la strada, ci ha detto: per questa strada non sbaglierai». Esorta dunque il Papa: «Rimandare alla memoria la legge. Non la legge fredda, quella che sembra semplicemente giuridica. No. La legge d'amore, la legge che il Signore ha inserito nei nostri cuori». 



Si chiede Francesco: «Io sono fedele alla legge, ricordo la legge, ripeto la legge?». Poi osserva: «Alcune volte noi cristiani, anche consacrati, abbiamo difficoltà a ripetere a memoria i comandamenti: “Si", sì, li ricordò ma poi a un certo punto sbaglio, non ricordo».



Infine, Il Pontefice consiglia di «prendere qualche minuto per domandarsi» come va la memoria cristiana dei momenti in cui si è incontrato il Signore; e anche «come va la mia speranza, in quale cosa spero». (VATICAN INSIDER - DOMENICO AGASSO JR)



Redazione online

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