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La legge del cuore, e del Creato. Cammino da perseguire

Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019

di Antonio Tarallo

“Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. (…) Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi. Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte”.

(Dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019)

Il pontefice cita – nuovamente – San Francesco e il suo “Cantico di frate sole”. Non è la prima volta, e forse non sarà l’ultima. Ha dedicato una intera enciclica, la “Laudato si’”, alla tematica della conservazione del Creato. Questa volta, l’invito a partecipare e – in una certa misura – ad essere noi stessi “armonia” di questo e in questo, ci viene rivolto in occasione di questa Quaresima. Il messaggio è stato scritto – come dice lo stesso papa Bergoglio – per “offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione” verso la Pasqua del Signore.

E’ la pratica della legge di Dio (non intesa come “la Legge”, quella “abbattuta” appunto da Cristo) che bisogna, è necessario perseguire. Ed è, senza dubbio, una legge già inscritta nei cuori di ognuno, è nella nostra propria natura. Nel seguire questa, in quel “riconoscere e mettere in pratica”, è custodito il segreto per vivere in armonia con il Creato, che vuol dire anche vivere in armonia con il prossimo. Nel messaggio del Santo Padre, viene posto l’accento proprio su un dato, fondamentale, ma che molte volte – ahimè – ci sfugge: ognuno di noi è chiamato a fare “del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione”. Si inizia dal proprio essere, dal proprio cuore, dal proprio modo di agire nella vita di tutti i giorni, e questo “sforzo” – che poi “sforzo” non sarebbe, visto l’innata legge del cuore presente in ognuno di noi – ha “ripercussioni” in chi incontriamo, in tutto ciò che incontriamo: in una parola, il Creato.

E, allora, cosa si cela dietro a questo “arcano” termine, il Creato? Ed è in questo caso che ci viene in aiuto il “Cantico” di Francesco di Assisi.  La nota “lode a Dio” del Poverello, comprende il tutto che ci circonda. Mondo animale, la Natura, gli Uomini: tutto questo, è specchio del Dio creatore. Una creazione che va difesa, va rispettata. E nel nostro Oggi, questo elementare dovere, è come se non ci toccasse, non spettasse a noi.   I dati dell’inquinamento – di qualsiasi natura si tratti – parlano chiaro. Il 90% della popolazione mondiale respira aria fortemente inquinata. E’ uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, a dircelo. Secondo i dati dell’OMS, l'inquinamento coinvolge 9 persone su 10 in tutto il mondo.

L’immagine che abbiamo scelto, a mo’ di “copertina”, ci può dare il senso di ciò che stiamo attuando quotidianamente, senza rendercene poi così tanto conto. Un tronco di un albero, reciso. E dentro l’incavo di questo, un pesante masso, un bel pezzo di calcestruzzo. Coprire la Vita, soffocare la legge naturale, e lasciare che il “finto” prevalga non solo su quell’albero, ma sulla nostra stessa vita, a dispetto del “vero”,   dell’ “autentico”. L’albero nasce naturalmente, il calcestruzzo è costruzione fittizia. Questo è il cammino, purtroppo, che stiamo percorrendo. Forse, è arrivato il tempo di togliere la pietra, per poter così “risorgere” noi, e con noi, cercare di far risorgere il Creato.



Antonio Tarallo

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