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Il sacro mantello di San Francesco arriva in Sardegna

Per tre giorni il sacro mantello di San Francesco arriva in uno dei luoghi più importanti del francescanesimo in Sardegna

di Gelsomino Del Guercio
Il sacro mantello di San Francesco arriva in Sardegna

Per tre giorni il sacro mantello di San Francesco d'Assisi arriva in uno dei luoghi più importanti del francescanesimo in Sardegna. Da domenica 17 a martedì 19 l'importante reliquia del fraticello d'Assisi sosta a Laconi, paese natale di Sant'Ignazio, frate cappuccino e primo santo sardo.

PROCESSIONE E ADORAZIONE

Il programma delle celebrazioni inizia domenica alle 17.30 nella piazza del monumento di Sant'Ignazio, e poi sarà portato in processione per le vie e le piazze di Laconi. La messa solenne è alle 18. Al termine avverrà  l'ammissione di alcune nuove "sorelle" nella Fraternità dell'Ordine francescano secolare. Alle 21 la giornata si conclude con un'ora di adorazione.

Martedì alle 10.30 un'altra solenne concelebrazione eucaristica, alle 15 il santo rosario e poi il saluto del mantello che partirà verso Iglesias.

LA STORIA DEL MANTELLO

Perché il mantello di San Francesco è così celebre? Perché è il protagonista di un incontro - richiamato in un dipinto di Giotto - avvenuto forse nel 1204. Quello di Francesco con un povero a cui dà il proprio mantello.

Bonaventura, il biografo del santo di Assisi, racconta che il giovane era stato per qualche tempo malato, ma «riacquistate le forze fisiche, si procurò, com’era sua abitudine, vestiti decorosi». Com’era sua abitudine: il futuro santo era cioè vanitoso, preoccupato del proprio aspetto; Bonaventura allude addirittura alla sua vita dissoluta, precisando che Francesco «non aveva ancora imparato a contemplare le realtà celesti…». Ma il ragazzo era anche sensibile e generoso, e, incontrando il nobile decaduto, lo commiserò «con affettuosa pietà».

COME MARTINO DI TOURS

Giotto illustra questa capacità d’immedesimarsi nell’altrui situazione, ponendo al centro un Francesco che guarda con commozione l’uomo nato al benessere ma ridotto a una povertà che lo umiliava.

La generosità di Francesco replicava quella di un eroe della prima cristianità, il soldato Martino di Tours, il quale, vedendo un giorno un uomo che soffriva dal freddo, aveva diviso in due il proprio mantello per dargliene la metà; qui Francesco, dando tutto il mantello, ovviamente supera Martino—un fatto, questo, che avrebbe colpito il pellegrino medievale.

Bonaventura non dice dove sia avvenuto questo incontro, ma Giotto ambienta l’episodio in campagna, sotto le mura di Assisi e vicino a un paesello.


Gelsomino Del Guercio

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