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Il Papa: insegnate ai bambini a fare bene il segno della croce

Papa Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul significato della messa e si concentra sui gesti

di Redazione online
Il Papa: insegnate ai bambini a fare bene il segno della croce
Credit Foto - ANSA - OSSERVATORE ROMANO

(IACOPO SCARAMUZZI-VATICAN INSIDER)


«Voi avete visto come i bambini fanno il segno della croce? Non sanno cosa fanno, talvolta fanno un disegno che non è il segno della croce…»: Papa Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul significato della messa e si concentra sui gesti che «rischiano di passare inosservati», fin dai riti introduttivi, sottolineando che «è importante non arrivare in ritardo», dopo l’omelia, «bensì in anticipo, per preparare il cuore a questa celebrazione della comunità». E pregando genitori e nonni a insegnare ai bambini «a fare bene il segno della croce, spiegando che è come avere la protezione la croce di Gesù».

 


La messa, ha esordito il Papa con i fedeli radunati in aula Paolo VI, «è composta da due parti, che sono la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica, così strettamente congiunte tra di loro da formare un unico atto di culto. Introdotta da alcuni riti preparatori e conclusa da altri, la celebrazione è dunque un unico corpo e non si può separare, ma per una comprensione migliore cercherò di spiegare i suoi vari momenti, ognuno dei quali è capace di toccare e coinvolgere una dimensione della nostra umanità. È necessario conoscere questi santi segni per vivere pienamente la Messa e assaporare tutta la sua bellezza». Lo scopo dei riti introduttivi, ha detto in particolare il Papa citando l’ordinamento generale del Messale romano, è di far sì «che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di Dio e a celebrare degnamente l’Eucaristia»: per questo, ha chiosato Francesco, «non è una buona abitudine guardare l’orologio e dire “sono in tempo, ma arrivo dopo il sermone e con questo compio il precetto”: la messa incomincia con il segno della croce perché lì incominciamo a adorare Dio come comunità. Per questo è importante non arrivare in ritardo, bensì in anticipo, per preparare il cuore a questa celebrazione della comunità».

 


Quanto al segno della croce, il «sacerdote che presiede lo traccia su di sé e lo stesso fanno tutti i membri dell’assemblea, consapevoli che l’atto liturgico si compie “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Voi avete visto come i bambini fanno il segno della croce?», ha proseguito il Papa a braccio, «non sanno cosa fanno, talvolta fanno un disegno che non è il segno della croce. Per favore, mamme papà nonni insegnate ai bambini dall’inizio, da piccolini a fare bene il segno della croce, spiegando che è come avere la protezione la croce di Gesù».

 


Quando il sacerdote arriva all’altare, ha proseguito Jorge Mario Bergoglio, lo incensa «perché l’altare è figura di Cristo, quando noi guardiamo l’altare guardiamo dove è Cristo. Questi gesti, che rischiano di passare inosservati – ha notato Francesco – sono molto significativi, perché esprimono fin dall’inizio che la Messa è un incontro di amore con Cristo», e «la comunità è attorno all’altare che è Cristo, non per guardarsi la faccia ma per guardare Cristo, che è al centro della comunità». Sempre all’inizio della messa, il sacerdote «rivolge il saluto liturgico con l’espressione: “Il Signore sia con voi” o un’altra simile, e l’assemblea risponde: “E con il tuo spirito”, in dialogo. Siamo all’inizio della messa e dobbiamo pensare al significato di tutti questi gesti e parole. Stiamo entrando in una “sinfonia”, nella quale risuonano varie tonalità di voci, compreso tempi di silenzio, in vista di creare l’“accordo” tra tutti i partecipanti, cioè di riconoscersi animati da un unico Spirito e per un medesimo fine». Si esprime così «la comune fede e il desiderio vicendevole di stare con il Signore e di vivere l’unità con tutta la comunità», ha detto il Papa, «e questa sinfonia orante che si sta creando presenta subito un momento molto toccante, perché chi presiede invita tutti a riconoscere i propri peccati. Tutti siamo peccatori… forse – ha domandato il Papa ai fedeli – qualcuno di voi non è peccatore, se qualcuno non è peccatore alzi la mano: non ci sono mani alzate, bene, avete buona fede». Francesco ha concluso la catechesi ripromettendosi di proseguire la prossima catechesi dall’atto penitenziale, «andiamo passo passo nella spiegazione della messa», ha detto: «Ma mi raccomando, insegnate bene ai bambini a fare il segno della croce!».

 

A fine udienza il Papa ha ricordato ai fedeli che si avvicina il Natale: «Come i Pastori di Betlemme di tanti anni fa, hanno riconosciuto il Figlio di Dio nato in una stalla, così anche voi – ha detto ai fedeli – sappiatelo riconoscere quando viene nel mistero dell'Eucaristia. La Notte del Natale illumini con la gioia e con la pace la vita di ciascuno di voi, delle vostre famiglie, delle persone a voi care e, in modo particolare, delle persone sole, dei sofferenti e dei senza tetto». Dopo la catechesi un circo cubano ha eseguito uno spettacolo ed ha concluso con una fanfara che ha intonato le note di «buon compleanno» per il Papa che ha appena compiuto 81 anni.


Redazione online

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