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I frati di Castelmonte abitano dove si sfidarono il diavolo e la madonna

Nel comune di Prepotto al confine con la Slovenia, sorge l'antico borgo di Castelmonte

di Gelsomino Del Guercio
I frati di Castelmonte abitano dove si sfidarono il diavolo e la madonna

Nel comune di Prepotto, in provincia di Udine, al confine con la Slovenia, sorge l'antico borgo di Castelmonte. In esso vi si trova il Santuario dedicato alla beata Vergine di Castelmonte o, come lo chiamano i friulani, "Madone di Mont" e gli sloveni "Stara gora" (antico monte).

FEDE E OPERE DI CARITA'

Ci sono i Frati Minori che oggi gestiscono il santuario, guidati da Fra Gianantonio Campagnolo superiore della fraternità e rettore del santuario. Tra le attività missioni, opere di carità, percorsi di fede, l'ospitalità presso la casa del pellegrino.

Ma ciò che rende speciale questo luogo abitato dai frati e visitato ogni anno da migliaia di fedeli, è un'antica leggenda che si tramanda da generazioni. Che vede protagonista la vicina cittadina di Cividale oltre alla Madonna e al Diavolo. 

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PONTE DEL DIAVOLO

La storia inizia dal “puìnt del Diàul” [Ponte del Diavolo] di Cividale che, con i suoi archi, sembra un ragnone dalle zampe lunghe. «Un giorno il diavolo sfidò la Madonna. Le si mise di fronte e propose: “Vediamo chi arriva per primo sulla cima di Castelmonte. Chi vince avrà la città di Cividale”. La Madonna accettò la sfida e volarono via da questo ponte...».

I PORTICI

A metà della salita al Santuario, in una località chiamata “Portici” davanti a un sasso con una strana impronta «la Madonna volò rapida in alto. Si appoggiò solo una volta a metà monte su questo sasso che porta il segno del suo piede». «E il Diavolo?». «Anche lui spiccò il volo...».

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BUCO DEL DIAVOLO

Il Diavolo salì velocemente, ma all’atterraggio trovò la Madonna che era già arrivata e stava ad aspettarlo. Sconfitto, andò a sprofondarsi nell’inferno aprendo la voragine chiamata “bùse del Diàul” [buco del Diavolo], che ancora oggi si può vedere sul vicino monte Spich».

UNA LEGGENDA CHE INSEGNA IL BENE

I grandi sanno che, probabilmente, questa leggenda è nata dagli spaventi provocati dalle invasioni barbariche, quando le orde passavano veloci, seminando danni e terrore, ma ai bambini questa leggenda incute ancora molto timore. Eppure è una storia rassicurante: i buoni che abitavano qui hanno vinto, e qui sono rimasti. Con la semplicità di questa storia i genitori trasmettono ai loro figli il desiderio di credere nel bene che ora sperimentano e li preparano a lottare per difenderlo nei momenti difficili della vita.

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Gelsomino Del Guercio

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