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Francesco rinuncia ai beni paterni, affresco (aspetto artistico)

di Elvio Lunghi
Francesco rinuncia ai beni paterni, affresco (aspetto artistico)

Quando restituisce al padre tutte le sue cose, si spoglia delle vesti, rinuncia ai beni paterni e alle cose effimere, e dice al padre: D’ora in poi posso dire con tutta sicurezza, Padre Nostre, che sei nei cieli, perché Pietro Bernardone mi ha ripudiato.

San Bonaventura nella Legenda Maior ambientò la rinuncia ai beni paterni di Francesco nella piazza antistante il palazzo vescovile di Assisi. Il pittore non mostrò alcun interesse verso una rappresentazione di luoghi reali, limitandosi a dipingere due anonime quinte architettoniche contro il fondo azzurro del cielo, replicando una soluzione già mostrata nella volta dei Dottori della prima crociera.

Il personaggio che afferra il pugno chiuso di Pietro Di Bernardone, per impedirgli di colpire il figlio Francesco, è forse un Console del Comune di Assisi. Indossa un abito lungo color porpora con una mantellina di pelliccia di vaio, e ha sul capo una berretta con un orlo di pelliccia. Il signore nobilmente vestito alle sue spalle, ha le mani guantate, simbolo di nobiltà. La nudità di Francesco è nascosta dal vescovo con un lembo del suo manto. I due gruppi rappresentano la divisione di poteri tra la sfera civile-le magistrature comunali-alla quale si è rivolto Pietro per ottenere giustizia, e la sfera religiosa-il vescovo e i suoi canonici-che appoggiano la scelta del giovane.

 


Elvio Lunghi

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