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Francesco all'Urbi et Orbi: “Nei bambini del mondo in conflitto rivediamo Gesù”

Il Papa affacciandosi alla loggia centrale di San Pietro per il tradizionale messaggio natalizio, alla città di Roma e al mondo

di Redazione online
Francesco all'Urbi et Orbi: “Nei bambini del mondo in conflitto rivediamo Gesù”
Credit Foto - ANSA-ANGELO CARCONI

(ANDREA TORNIELLI

- VATICAN INSIDER)

«Oggi, mentre sul mondo soffiano venti di guerra e un modello di sviluppo ormai superato continua a produrre degrado umano, sociale e ambientale, il Natale ci richiama al segno del Bambino, e a riconoscerlo nei volti dei bambini, specialmente di quelli per i quali, come per Gesù, “non c’è posto nell’alloggio”».Lo ha detto il Papa affacciandosi alla loggia centrale di San Pietro per il tradizionale messaggio natalizio Urbi et Orbi, alla città di Roma e al mondo. 

Francesco ha ricordato che a Betlemme, «dalla Vergine Maria, è nato Gesù. Non è nato per volontà umana, ma per il dono d’amore di Dio Padre». Suo Figlio «assume la nostra carne mortale, si fa piccolo e povero per salvarci. E questo ci riempie di commozione, perché troppo grande è la tenerezza del nostro Padre». Bergoglio indica nei pastori, umili e vigilanti, l’atteggiamento giusto per i credenti di ogni tempo. Quindi ricorda, citandole una ad una, le tante situazioni di conflitto nel mondo, le cui conseguenze sono pagate anche dai bambini. 

«Vediamo Gesù - continua il Pontefice - nei volti dei bambini siriani, ancora segnati dalla guerra che ha insanguinato il Paese in questi anni. Possa l’amata Siria ritrovare finalmente il rispetto della dignità di ogni persona, attraverso un comune impegno a ricostruire il tessuto sociale indipendentemente dall’appartenenza etnica e religiosa». 

Francesco affida a «Gesù Bambino il Venezuela perché possa riprendere un confronto sereno tra le diverse componenti sociali a beneficio di tutto l’amato popolo venezuelano». E invita a riconoscere il piccolo nato a Betlemme nei bambini che, insieme alle loro famiglie, «patiscono le violenze del conflitto in Ucraina e le sue gravi ripercussioni umanitarie e preghiamo perché il Signore conceda al più presto la pace a quel caro Paese». 

Il Papa ricorda ancora i bambini i cui genitori «non hanno un lavoro e faticano a offrire ai figli un avvenire sicuro e sereno. E in quelli a cui è stata rubata l’infanzia, obbligati a lavorare fin da piccoli o arruolati come soldati da mercenari senza scrupoli». Cita quindi i piccoli migranti e rifugiati: «Vediamo Gesù nei molti bambini costretti a lasciare i propri Paesi, a viaggiare da soli in condizioni disumane, facile preda dei trafficanti di esseri umani. Attraverso i loro occhi vediamo il dramma di tanti migranti forzati che mettono a rischio perfino la vita per affrontare viaggi estenuanti che talvolta finiscono in tragedia». 

L’ultimo invito nel messaggio del Pontefice è a rendere il nostro mondo «più umano, più degno dei bambini di oggi e di domani». Insieme alla solenne benedizione natalizia, Francesco ha rivolto gli auguri di Buon Natale, e ha chiesto che la nascita di Cristo «rinnovi i cuori, susciti il desiderio di costruire un futuro più fraterno e solidale, porti a tutti gioia e speranza». 


Redazione online

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