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Città del Vaticano. Quali sono le porte più importanti?

Città del Vaticano. Quali sono le porte più importanti?
Credit Foto - Ansa - MAURIZIO BRAMBATTI

La porta più importante dello Stato di Città del Vaticano e, in senso spirituale, della Chiesa Cattolica, si sa, è senza dubbio la Porta Santa. Oltrepassarla rappresenta un momento importantissimo nella vita di ogni cristiano, il passaggio dal peccato all’indulgenza, la Porta più conosciuta al mondo, porta dell’incontro con Dio, con se stessi e con gli altri. Ma non è solo la porta del Giubileo a rappresentare la Città del Vaticano, ci sono anche altre porte, altrettanto importanti, che ne consentono l’accesso. Riservatissimo.

Entrare e uscire dalla Città non è affatto facile. Ci vogliono permessi, autorizzazioni, e ogni accesso è sempre sorvegliato da gendarmi e guardie svizzere. Per entrare ci vuole un tesserino di plastica con foto e nominativo per dipendenti e cittadini, che deve essere sempre ben visibile. Ma quali sono gli accessi e le porte che caratterizzano l’entrata nello Stato più piccolo del mondo?



Se si arriva da via della Conciliazione appena si mette piede in piazza San Pietro ci si trova già in Vaticano, e da lì ci si può muovere liberamente nella piazza stessa. Superare i controlli per l’accesso in Basilica e da lì visitare la Chiesa di Roma per eccellenza. Anche i Musei Vaticani sono in territorio vaticano. Basta pagare il biglietto di ingresso per visitare il museo più visitato al mondo ed essere già dentro territorio vaticano.



Ma per accedere alla città-fortezza?

C’è l’“Arco delle Campane”, la “porta” che conduce il Papa a contatto con i fedeli, perché è da qui che Francesco esce con la papamobile quando va in udienza il mercoledì in piazza San Pietro. L’arco deve il nome al fatto che sta sotto il locale dove si trovano le campane della basilica. È presidiato dalle guardie svizzere e inaccessibile ai comuni visitatori. Sono tante le foto che ritraggono la papamobile di Francesco uscire dal Vaticano e raggiungere i fedeli di tutto il mondo.

L’ingresso di Sant’Anna è senza dubbio il più conosciuto e prende il nome dalla vicina chiesa. Aperto dalle 5.45 a mezzanotte, da qui si accede alla farmacia, al supermercato solo se si è muniti di tessera, al Servizio Fotografico dell’Osservatore Romano, dove si acquistano le foto fatte all’udienza generale o con il Papa, all'Archivio Segreto, alla Biblioteca apostolica e molti altri uffici. Il cancello funziona sia per i pedoni, sia per le auto: prima si incontrano le guardie svizzere e poi, pochi metri più avanti, i gendarmi a cui bisogna dare le generalità e spiegare il motivo della visita. Per andare in farmacia una ricetta medica e un documento di riconoscimento sono sufficienti a fare da “permesso”. Tantissime persone varcano la Porta di Sant’Anna ogni giorno.



Un altro ingresso importante è quello del Perugino. E’  l’ingresso dal quale generalmente passa il Papa quando torna in auto dai viaggi o dalle visite, perché è il più vicino a Casa Santa Marta. La porta è sorvegliata dai gendarmi e si può entrare sia a piedi sia in auto. Serve la tessera per superare il valico.

Poi arriviamo all’ingresso del Petriano o del Sant’Uffizio : situato nell’omonima piazza, è stato aperto nel 1971 per facilitare l’entrata e uscita all’aula Paolo VI, il luogo delle grandi udienze al chiuso. Il cancello è presidiato da due guardie svizzere. Si entra solo su invito o con il pass stampa se ci sono grandi eventi.



Infine una delle porte più famose del Vaticano è il Portone di Bronzo. Nel colonnato di destra c’è un accesso riservato solo alle autorità, ai dipendenti della Curia e a chi è munito di uno specifico permesso per accedere nel Palazzo Apostolico, sede al terzo piano di quella che era la residenza del Papa (ora Papa Francesco vive presso Casa Santa Marta) e al secondo del cardinale segretario di Stato della Santa Sede. E' il cosiddetto “Portone di Bronzo” attraverso il quale si accede nello scenografico scalone michelangiolesco, che porta ai piani alti della Curia, dell'Apsa, della Prefettura e permette l'accesso al cortile di San Damaso. (Veronica Giacometti - Aci Stampa)



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