NOTIZIE > religione

Cardinale Kasper: Francesco non si lascia intimidire dalle critiche

Parola di Walter Kasper, cardinale tedesco nativo di Heidenheim

di Orazio La Rocca
Cardinale Kasper: Francesco non si lascia intimidire dalle critiche
Credit Foto - ANSA-ANGELO CARCONI

“Papa Francesco non si lascia certamente intimidire dalle critiche che gli arrivano da dentro e fuori la Chiesa. E' sereno; è persino contento se lo chiamano rivoluzionario, va avanti per la sua strada sulle orme di Cristo, difende i deboli, si batte per il riscatto dei bisognosi, è contro qualsiasi forma di ingiustizia, vuole sempre più una Chiesa in uscita, povera per i poveri, ma nel rispetto della Tradizione, parlando agli uomini e alle donne di oggi sempre e comunque col Vangelo in mano. E chi tenta invano di metterlo contro il papa emerito, e viceversa, sbaglia in malafede, perchè è noto a tutti che tra George Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger c'è continuità, sintonia, stima, affetto reciproco, lo stesso amore per la Chiesa di Gesù”.

Parola di Walter Kasper, cardinale tedesco nativo di Heidenheim, fine teologo con la “passione” per il dialogo interreligioso e l'ecumenismo,  presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani e della Commissione per il rapporto con gli ebrei. Unanimemente riconosciuto come il porporato più bergogliano di tutto il Collegio Cardinalizio, accanto a papa Francesco fin dall'elezione di 4 anni fa, svolgendo, tra l'altro, anche il delicato ruolo di relatore al Sinodo sulla famiglia che ha aperto la Chiesa ai divorziati risposati e si è avvicinata alle coppie sposate civilmente e ai loro figli, attirandosi  le critiche delle componenti ecclesiali più conservatrici e di alcuni cardinali. “Solo chiacchiere – taglia corto Kasper – la verità è che col Sinodo sulla famiglia la Chiesa è più vicina ai sofferenti e alle famiglie ferite, come un ospedale da campo dopo una battaglia, per portare sollievo e aiuto attraverso la Misericordia. Peccato non capire una pastorale tanto umana e vicina a chi invoca aiuto. Cristo è venuto a guarire gli ammalati, non i sani”.

Cardinale Walter Kasper però le critiche a papa Francesco aumentano, sia dalla società civile che dall'interno della Chiesa. Perchè?

“Aumentano le critiche al Santo Padre? Non ne sarei tanto sicuro. Certamente chi dissente alza la voce, fa rumore per farsi ascoltare, ma non incide sulla pastorale del Pontefice. L'azione del Papa è profetica, universale, e come è sempre accaduto i profeti trovano sempre avversari sul loro cammino. In fondo è un fatto positivo, generare reazioni è segno di attenzione e credibilità. Sarebbe deleterio suscitare solo indifferenza. Il Papa lo sa e, come mi ha detto proprio in occasione dei recenti auguri pasquali, è sereno, persino felice, le critiche non lo impressionano e non gli fanno perdere certamente la pace. Mi ha detto che andrà sempre avanti, vicino a poveri, malati, carcerati, perseguitati, con la misericordia di Dio e il Vangelo in mano”.

 Difficile immaginare che le critiche possono fare piacere. Giuliano Ferrara su Panorama lo  ha definito “papa piacione e “politico” perchè cerca il consenso e dimentica la Fede. Possibile che Francesco non si preoccupi di questi giudizi?

“Nessuna preoccupazione e nessuna paura da parte del Papa, il quale sa che avere avversari che la pensano diversamente da lui è cosa normale. Chi lo critica, anche nella Chiesa, è una minoranza che alza la voce solo per farsi sentire, ma pochi lo ascoltano. Il Papa non si lascia intimidire, parla al mondo, guarda all'uomo, ai poveri, agli esclusi, seguendo Cristo. Non a caso è considerato come la più alta autorità morale. E a qualcuno questo può dare fastidio”.

C'è chi, però, definisce Bergoglio come l'ultimo vero “comunista” in circolazione, un Papa che invece di promuovere la fede cristiana fa politica.

“E' un giudizio falso, ingeneroso e fuoriviante. Rispondo con quanto ho scritto alla prefazione dell'ultimo libro di padre Giulio Albanese, Poveri noi! (Edizioni Messaggero Padova – ndr), dedicato all'opera di Francesco dalla parte dei bisognosi, dove ho ricordato che Don Helder Camara, il compianto arcivescovo brasiliano che ha speso tutto la sua vita per il riscatto dei poveri, era solito dire che 'Quando io dò cibo ai poveri mi chiamano santo. Quando chiedo perchè i poveri non hanno cibo mi chiamano comunista'. Succede la stessa cosa con papa Francesco quando difende gli immigrati, denuncia guerre, commercio delle armi, mafie, le iniquità dei sistemi capitalistici,  sfruttamento dei poveri, l'erezione di muri, espulsioni di chi fugge da conflitti, malattie, oppressioni. Dimenticando che è il Vangelo di Cristo che ci impone di aiutare poveri e oppressi, e condannare le ingiustizie. Il comunismo non c'entra”.

  Francesco è accusato anche di scarsa capacità di governo perchè le riforme non decollano, le nomine fanno discutere, le lobby vaticane impazzano. Monsignor Dario Viganò, uno dei suoi più stretti collaboratori, si è dimesso da Prefetto della comunicazione. Come lo spiega?

  “Anche queste sono accuse infondate e stupide. Qualsiasi riforma prima di portare frutti ha bisogno di tempo. Succede anche nelle istituzioni laiche, dove non mancano nomine che fanno discutere e c'è chi difende i propri interessi. E' nella natura umana e la Chiesa purtroppo non ne è immune. Ma il Papa non sta a guardare. Sul caso Viganò tutto è stato chiarito. Il Prefetto ha fatto un passo indietro per evitare di coinvolgere, attraverso la sua persona, il papa da accuse strumentali per aver pubblicato la sintesi di una lettera di Benedetto XVI. Lo ha fatto in coscienza per non esporre ulteriormente il papa emerito in una polemica tra teologi. Non a caso Francesco lo ha nominato subito assessore per completare la riforma dei mass media vaticani”.

 E cosa risponde a chi teme che Bergoglio stia stravolgendo verità evangeliche e dogmi di fede? L'apertura ai divorziati risposati fa ancora discutere anche a due anni dal Sinodo sulla famiglia. Nemmeno sull'ecumenismo le critiche non mancano.

“Il Papa non stra stravolgendo niente perchè, ripeto, applica alla lettera il Vangelo. La novità è che lui parla un linguaggio moderno, destinato al popolo non ai teologi o ai circoli di intellettuali. Il Vangelo è dinamismo, forza che avanza, che non resta ferma. Il Papa ne parla con la dinamicità e la forza delle parole contemporanee, ma senza stravolgere verità evangeliche e fede cristiana. Sbaglia anche chi avanza dubbi sul suo impegno sull'ecumenismo. Ma come si fa a non vedere la bellezza e l'utilità del dialogo e della ricerca di unità con i fratelli ortodossi e le altre Chiese riformate? Come si fa a non apprezzare l'incontro con le altre religioni, e i continui richiami contro le guerre e contro chi uccide in nome di Dio? Il dialogo, l'incontro, l'accoglienza salveranno il mondo. A partire dalle religioni. E il Papa lo sa”.

(PANORAMA)


Orazio La Rocca
Giornalista Panorama

Commenti dei lettori



NON CI SONO COMMENTI PER QUESTO ARTICOLO

Lascia tu il primo commento

Lascia il tuo commento

Nome (richiesto):
Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori):
Il tuo commento(Max. 300 caratteri):
ACCONSENTO NON ACCONSENTO
al trattamento dei miei Dati personali per le finalità riportate nell'informativa, al fine esclusivo di contattare l'utente per sole ragioni di servizio, legate all'evasione delle sue richieste (pubblicazione commenti)
Organo ufficiale di Stampa della Basilica di San Francesco d'Assisi
Custodia Generale Sacro Convento
© 2014 - tutti i diritti riservati
Contatti | Credits