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Un Parlamento senza Governo

di Mario Scelzo
Un Parlamento senza Governo
Credit Foto - Ansa - Riccardo Antimiani

Il prossimo 28 giugno i capi di Stato e di governo dei paesi dell’eurozona si riuniranno a Bruxelles per il Consiglio Europeo, durante il quale discuteranno di riforma dell'eurozona e del contestato Trattato di Dublino sui migranti, oltre che di budget comunitario. Per farla breve, si prenderanno decisioni di grande importanza per la vita di tutti i cittadini europei, e le scelte che faranno i leader avranno ricadute concrete (si pensi al potere d’acquisto delle famiglie, alla gestione dei flussi migratori, alle politiche per il lavoro) sulla nostra vita quotidiana.



Dalle indiscrezioni che trapelano dal Colle, il Presidente Mattarella sembrerebbe avere come “bussola” delle consultazioni in corso quella di avere, entro quella data, un Governo stabile ed un Presidente del Consiglio con pieni poteri. E’ necessario però fare alcune precisazioni, che magari possono sfuggire ai non addetti ai lavori: l’Italia ha ad oggi un Governo pienamente legittimato ed i due rami del Parlamento sono in attività, anche se ridotta. Proverò a spiegare il lavoro del Governo e di Camera e Senato in questo periodo di transizione.



Lo scorso 24 Marzo Paolo Gentiloni ha presentato le sue dimissioni al Presidente Mattarella, il quale, come da prassi, le ha accettate, ma il Governo resterà in carica “per il disbrigo degli affari correnti” fino alla formazione di un nuovo Governo. In parole povere, ed augurandoci che non ce ne sia bisogno, in caso di terremoto, attentato, o come sembra purtroppo probabile di escalation della tensione in Siria, il Governo Gentiloni ha i pieni poteri per intervenire, emanare decreti, prender parte agli incontri internazionali. Quello che Gentiloni ed il Governo dimissionario non possono fare è il proporre disegni di legge e/o dare “indirizzi” e input al lavoro parlamentare; In pratica, nulla vieta di farlo, ma il Governo non avrebbe poi una maggioranza parlamentare in grado di tramutare le idee in disegni legislativi.



Veniamo al lavoro dei due rami del Parlamento. Come saprete, sono stati eletti i due Presidenti di Camera e Senato, Fico e la Casellati, ed alla loro elezione ha seguito quella dei vice-presidenti e dei questori. Per capirci, al di là dei tecnicismi, la “macchina parlamentare” è quasi del tutto operativa, molti ruoli sono stati definiti, anche se manca un elemento fondamentale per l’operatività del Parlamento, ovvero la composizione delle Commissioni Parlamentari.



Per farla breve, un disegno di legge arriva in Aula dopo il lavoro preparatorio delle commissioni. Se parliamo di ecoreati, ci sarà stata una precedente discussione in commissione ambiente, se parliamo di ius soli, ci sarà stata una discussione nella commissione affari costituzionali e così via. Quale è il problema? Nulla vieta di far partire il lavoro delle commissioni, ma per comporle è necessario rispettare l’equilibrio numerico tra maggioranza ed opposizione. Capite bene che, non esistendo al momento né maggioranza né opposizione, è di fatto impossibile far partire le commissioni.



Tutto vero, ma il paese ha delle scadenze da rispettare che non possono aspettare i tempi incerti della formazione del Governo, per questo esiste la cosiddetta Commissione Speciale: Si tratta di un organismo temporaneo che opera quando non ci sono ancora le commissioni permanenti che, generalmente, vengono costituite dopo la formazione di un governo. Solitamente resta in carica poche settimane ma la sua durata dipende dai tempi necessari per la formazione del nuovo esecutivo. Nel caso specifico di questa fase, le due Commissioni (Camera e Senato) hanno come compito prevalente quello della approvazione dei provvedimenti urgenti (i decreti lasciati in carico dalla scorsa legislatura) e la presentazione alla Unione Europea del Def, ovvero una sorta di anticipo della legge finanziaria.



I due “vincitori a metà” delle ultime elezioni hanno fatto valere il loro peso parlamentare ed in sostanza si sono divisi le poltrone: al grillino Vito Crimi è andata l Presidenza della Commissione Speciale del Senato, ed ora mentre scrivo, a meno di clamorosi colpi di scena, al leghista Molteni sta andando la Presidenza della Commissione Speciale della Camera.



Qualcosa si muove rispetto al tema dei vitalizi. I Presidenti di Camera e Senato hanno concordato di dare mandato ai questori delle due Camere di presentare, nei prossimi 15 giorni una proposta per il superamento dell’attuale sistema dei vitalizi.



Per concludere, la macchina legislativa non è ferma, il Governo è in carica, il Parlamento seppur blandamente ha iniziato a lavorare, ciononostante appare evidente a tutti la necessità e l’urgenza di avere al più presto una Maggioranza di Governo per quanto possibile coesa e propensa a lavorare in un orizzonte temporale ampio. Sembra difficile ipotizzare un Governo in carica per tutti i 5 anni di legislatura, allo stesso tempo la “macchina della politica” ha bisogno dei suoi tempi e probabilmente un Governo troppo breve non riuscirebbe a far partire al meglio il motore. Che accadrà? Citando Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo.



Mario Scelzo

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