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PAPA FRANCESCO : NON È UNO SPETTACOLO. NON È ‘UN CARNEVALE’. NEANCHE AMA LA ‘PUBBLICITÀ’

«quando verrà il regno di Dio?». Per Papa Bergoglio questo è un interrogativo semplice, che sorge da un cuore buono.

Non è uno spettacolo. Non è «un carnevale». Neanche ama la «pubblicità». Il Regno del Signore cresce con lo Spirito Santo, non con «i piani pastorali». Lo ribadisce papa Francesco alla Messa di questa mattina, 16 novembre 2017, a Casa Santa Marta. 

L’omelia del Pontefice si sviluppa – riporta Radio Vaticana - a partire dalla domanda che i farisei rivolgono a Cristo: «quando verrà il regno di Dio?». 

Per Papa Bergoglio questo è un interrogativo semplice, che sorge da un cuore buono. E compare molte volte nel Vangelo: per esempio, san Giovanni Battista, quando è in prigione, manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se è Lui colui che deve giungere o se si deve attendere un altro; oppure, in un altro brano, viene posto in modalità più «sfacciata»: se «sei tu, scendi dalla croce. Sempre il dubbio», la «curiosità» su quando verrà il Regno di Dio, osserva il Vescovo di Roma.

Ecco la risposta del Figlio del Signore: «Il regno di Dio è in mezzo a voi». Il «lieto annuncio» nella sinagoga di Nazareth quando Gesù, dopo aver letto un passo di Isaia, afferma che quella Scrittura si compie «oggi» tra loro.

Ecco che come il seme che, seminato, cresce da dentro, così il Regno di Dio va avanti «di nascosto» in mezzo «a noi», oppure è nascosto come «la gemma o il tesoro» ma «sempre nell’umiltà». 

Si chiede il Papa: «Ma chi dà la crescita a quel seme, chi lo fa germogliare? Dio, lo Spirito Santo che è in noi. E lo Spirito Santo è spirito di mitezza, spirito di umiltà, è spirito di ubbidienza, spirito di semplicità. È lui che fa crescere dentro il regno di Dio, non sono i piani pastorali, le grandi cose… No, è lo Spirito, di nascosto. Fa crescere e arriva il momento e appare il frutto». 

Nel caso del buon ladrone, Francesco pone il dubbio su chi possa essere stato a seminare il seme del Regno di Dio nel suo cuore: forse la mamma o forse un rabbino; poi, probabilmente, sarà successo che il buon ladrone se ne è dimenticato, ma a un certo punto, «di nascosto», lo Spirito Santo lo fa emergere. Il regno di Dio è sempre «una sorpresa» perché è «un dono dato dal Signore».

Gesù puntualizza pure che «il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: “Eccolo qui oppure eccolo là”. Non è uno spettacolo o più brutto ancora» - anche se spesso lo si pensa, nota con amarezza il Papa - «un carnevale», sottolinea.

Non si «fa vedere con la superbia, con l’orgoglio, non ama la pubblicità: è umile, nascosto e così cresce». Francesco pensa che «quando la gente guardava la Madonna, lì, che seguiva Gesù: “Quella è la mamma, ah…”. La donna più santa, ma di nascosto, nessuno sapeva il mistero del regno di Dio, la santità del regno di Dio. E quando era vicino alla croce del figlio, la gente diceva: “Ma povera donna con questo criminale come figlio, povera donna…”. Niente, nessuno sapeva». 

Il Regno del Signore, dunque, diventa più grande sempre di nascosto perché «c’è lo Spirito Santo dentro di noi» che «lo fa germogliare fino a dare il frutto».

E «tutti siamo chiamati a fare questa strada del regno di Dio: è una vocazione, è una grazia, è un dono, è gratuito, non si compra, è una grazia che Dio ci dà. E noi tutti battezzati abbiamo dentro lo Spirito Santo». 

Il Papa consiglia un esame di coscienza: «Come è il mio rapporto con lo Spirito Santo, quello che fa crescere in me il regno di Dio? Una bella domanda da farci oggi tutti noi: io ci credo, credo davvero che il regno di Dio è in mezzo a noi, è nascosto o mi piace più lo spettacolo?». 

Il Pontefice termina invitando a chiedere allo Spirito Santo la grazia di fare germogliare «in noi e nella Chiesa, con forza, il seme del regno di Dio perché divenga grande, dia rifugio a tanta gente e dia frutti di santità». DOMENICO AGASSO JR - VATICAN INSIDER



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