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Congo. Ucciso un parroco nel Nord Kivu: un'esecuzione

Congo. Ucciso un parroco nel Nord Kivu: un'esecuzione
Credit Foto - AFP

“Dopo aver celebrato la Messa a Kyahemba una circoscrizione della sua parrocchia, intorno alle 15, don Étienne aveva riunito i suoi collaboratori, quando un uomo armato, accompagnato da altre persone, è entrato nella sala della riunione ed ha sparato a bruciapelo alla testa del sacerdote uccidendolo sul colpo” racconta Mons. Kaboy Ruboneka. “L’omicidio è stato cosi rapido che gli astanti non si sono resi conto del numero di persone che sono entrate nella sala per uccidere don Étienne”.


In una dichiarazione rilasciata a caldo all’Agence France Presse, Mons. Louis de Gonzague Nzabanita Sebakara, Vicario Generale di Goma ha accusato dell’uccisione il gruppo Maï-Maï Nyatura. Nel colloquio con Fides Mons. Kaboy Ruboneka afferma che “è difficile attribuire delle responsabilità. La nostra regione è infestata di gruppi armati diversi, almeno 15, che non si riescono a smantellare nonostante la presenza dell’esercito regolare e dei Caschi Blu della Monusco (Missione Onu nella Rdc)”. “Don Étienne è il terzo prete ucciso nell’area” ricorda il Vescovo. “Le inchieste sui responsabili di queste morti non concludono mai nulla. Da parte nostra faremo di tutto per identificare gli assassini di don Étienne, anche se non ci facciamo molte illusione. In questi casi i testimoni temono per la propria vita e quella dei loro cari e difficilmente offrono elementi utili alle indagini”. Sempre nella diocesi di Goma la domenica di Pasqua era stato rapito Célestin Ngango, parroco di Karambi (vedi Fides 4/4/2018) che è stato poi liberato il 5 aprile (vedi Fides 7/4/2018). Secondo Mons. Kaboy Ruboneka tra i due episodi non vi sono relazioni. “Torno a ripetere: nella nostra regione vi sono così tanti gruppi armati che è difficile capire chi ha commesso quell’azione o quell’altra. Qui nel Nord Kivu viviamo nel caos totale.


La situazione della mia diocesi di Goma, come quella di Butembo-Beni, è incredibile. Siamo completamente abbandonati da tutti; viviamo solo grazie alla Provvidenza. Chiedo ai fedeli della Chiesa universale di pregare per la nostra regione affinché possa ritrovare la pace” conclude Mons. Kaboy Ruboneka. (L.M. - Agenzia Fides)



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