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LA PREGHIERA DI UN CARCERATO

LA PREGHIERA DI UN CARCERATO
Credit Foto - Roberto Pacilio

Salve e pace e bene, sono Carlo di Pescara, carcerato che non gode di ottima salute. Attualmente sono al carcere di Regina Coeli in quanto è dotato di un reparto clinico. Vi sto scrivendo perché sono devoto a San Francesco e perché ho letto la vostra rivista e vorrei abbonarmi. Come è possibile ricevere il vostro mensile? Affettuosi saluti e se si può una preghiera per me e io la farò per voi. Pace e bene


Caro Carlo, quando le vostre lettere raggiungono la nostra redazione il cuore si riempie di gioia perché attraverso le fredde celle è possibile vivere un momento “redentivo”, segno che c’è una luce che riscalda il cuore e apre la vita a nuove possibilità. La possibilità di ammettere e riconoscere il proprio errore, la possibilità di ricominciare perché la vita è per tutti e sempre un’opportunità. Spero che insieme a questa risposta possa raggiungerti anche la nostra rivista e rendere fecondo il tempo che stai vivendo. L’esperienza di san Francesco ci dice che anche il momento più buio si può trasformare in luce. Affido al Santo di Assisi la tua salute e il tuo cammino. Noi preghiamo per te e nei momenti di colloquio con dio ricordati di noi. Un caro saluto di pace e bene



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