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Santa Chiara d'Assisi, donna di grande polso e decisa

Il professor Giovanni Miccoli, una delle più autorevoli voci del francescanesimo, ci presenta la figura di Chiara d'Assisi

di Roberto Pacilio
Santa Chiara d'Assisi, donna di grande polso e decisa

Il professor Giovanni Miccoli, una delle più autorevoli voci del francescanesimo, ci presenta la figura di Chiara d'Assisi, prima donna seguace di Francesco

Chi è santa Chiara? Può spiegarci la sua figura?

Chiara è la prima donna seguace di Francesco. Non è l'unica, oltre alle figure che si raccolgono intorno a lei ve ne sono altre che circondano Francesco; c'è la nobildonna che gli manda i dolcetti quando è sul letto ammalato, Iacopa dei Sette Soli e tante altre. È ovvio che Chiara è la prima plantula: è la scelta di una nobile donna che viene accolta da Francesco e Francesco con gesto inconsueto, come racconta il biografo, l'accoglie tagliandole i capelli con attorno i suoi frati.

Resta incerto se fin dall'inizio si pensa ad una collocazione claustrale di Chiara o se invece la scelta è di vivere nel mondo facendo testimonianza evangelica come fanno i fratelli.

La scelta del claustro avviene molto presto per evitare accuse di vario tipo possibile, gruppi che venivano considerati ereticali facevano una vita evangelica uomini e donne insieme. Francesco aveva una chiarissima preoccupazione di ortodossia e di rispetto della disciplina romana e quindi c'è questa separazione. Che nei biografi di Francesco questo rapporto abbia creato qualche problema emerge dal fatto che Chiara, nella Vita di Tommaso da Celano, compare all'inizio quando Francesco ripara la chiesa di San Damiano e c'è la sua profezia che il convento sarà luogo della raccolta delle sorelle, poi riappaiono solo alla fine a piangere sul cadavere di Francesco.

In realtà sappiamo che Francesco durante le sue malattie spesse volte soggiornò a San Damiano, a San Damiano scrive il Cantico di Frate Sole, a San Damiano aggiunge le famose strofe sulla “sora morte corporale”, raccomanda a Chiara le sue sorelle, le domine.

Quindi il rapporto, in realtà, è molto più stretto e forte di quanto poi nella tradizione biografica, dedicata specificamente a Francesco, emerga.

Come definirebbe santa Chiara con un aggettivo?

Santa Chiara è una donna di grande polso. È molto decisa nella sua vocazione, perché quando il cardinale Ugolino tende ad imporre una regola in cui c'è la rinuncia alla povertà, l'assegnazione di beni al suo monastero, lei rifiuta. Riesce a far approvare da Innocenzo IV, poco prima di morire, una regola in cui molto fortemente la povertà, come rinuncia al possesso dei beni, è riaffermata. È una donna che capisce a fondo il messaggio, il significato della scelta povera di Francesco come via per seguire il modello di Gesù Cristo.

Santa Chiara può essere il simbolo delle donne di oggi?

Questo mi pare molto difficile da dire, dipende dalle scelte soggettive delle donne. Certo è che si tratta di una figura femminile forte.


Roberto Pacilio
Redazione online

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