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Il Cielo è lontano

Chissà quante volte sarà capitato di rivolgere lo sguardo al Cielo invocando l’ascolto e l’intervento di Dio

di Silvia Ceccarelli
Il Cielo è lontano
Credit Foto - Archivio Fotografico Sacro Convento - Panini

Chissà quante volte ci sia capitato di rivolgere il nostro sguardo al Cielo invocando l’ascolto e l’intervento di Dio in circostanze avverse, in quelle stesse circostanze dov’è difficoltoso comprendere le ragioni per cui hanno inizio guerre o conflitti di varia matrice, che seguitano a distruggere indistintamente luoghi e simboli di Paesi meravigliosi sparsi nel mondo e a ingenerare nelle singole popolazioni sentimenti di panico e terrore.

Chissà quante volte, invocando Dio, ci sia sembrato così difficile credere che ancor’oggi si continui ad incrementare in modo sconsiderato il mercato delle armi: strumenti pericolosi e offensivi utilizzati per uccidere, intimorire o respingere il nemico. Sfortunatamente, esiste tuttora una minoranza di uomini la quale ritiene che il nemico sia davvero colui che varca i confini della terra nativa scappando dalla fame e dalla guerra, o addirittura colui che mette a repentaglio la sua vita o la vita dei propri cari pur di trovare rifugio in un Paese dove poter essere accolto con solidarietà e senza pregiudizi di alcuna sorta.

Perché allora non domandare a Dio come sia possibile accettare quegli eventi dolorosi che derivano in buona sostanza dalla follia dell’uomo, il quale facendosi molto spesso cattivo interprete della legge divina, applica una giustizia (a dir suo) che ammette inverosimilmente la pratica di trattamenti crudeli e disumani contro la persona, del tutto privata dei suoi diritti fondamentali e annientata all’ombra delle violenze fisiche e psicologiche subite.

S’è vero che il Cielo sia ancora troppo lontano da questa umanità disposta a cedere di continuo alle lusinghe del male, alle menzogne, o ai falsi miti come il danaro e il potere, saranno d’altra parte beati e ricompensati, oltre la nostra sfera terrestre, i puri di cuore (i quali scontano non di rado errori non commessi), quanti s’adoperano a costruire ponti di pace e non barriere d’odio e di indifferenza, chi si propone di perseguire, anche a danno della sua personale immagine, la verità. Il senso profondo dell’espressione ‘Beati voi’ racchiude in sé la promessa che Dio ho fatto a tutti gli uomini coraggiosi e di buon cuore, affinché essi ripongano la speranza di un mondo migliore nel regno celeste, i cui sentieri conducono sulla via dell’amore, della perfetta beatitudine e della felicità.

Papa Francesco non ha mai smesso di ribadire, sulla scia del santo d’Assisi, la sua posizione in merito all’importanza di un cammino che per far giungere l’uomo alla gioia eterna si fa di volta in volta irto di ostacoli, sicché questi possa apprezzare, proprio nei momenti di maggiore criticità, l’inestimabile valore dei doni divini nella prospettiva di una futura ricompensa (senza il desiderio di possedere null’altro). Se qualsiasi individuo s’impegnasse a vivere la propria esistenza alla luce di questo alto principio evangelico, forse cesserebbero le numerose controversie che minano il bene collettivo allontanando qualsivoglia manifestazione di generosità o di purezza. Avremmo realmente bisogno che ognuno si prendesse cura dell’altro, come Dio s’è proposto di fare con noi.

L’amore colma ogni vuoto, dentro il quale passano, talvolta, anche quei moti perversi e irrefrenabili dell’anima umana. Che avrà pace solo nella dimensione ultraterrena.


Silvia Ceccarelli

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