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Burkina Faso, i francescani in corsia aiutano poveri e malati

Il Centro San Massimiliano Kolbe, unico riferimento per la salute di circa 110mila abitanti, ha bisogno di elettricità, acqua potabile e formazione per il personale medico

Burkina Faso, i francescani in corsia aiutano poveri e malati
Credit Foto - vaticaninsider.it

Annunciare Cristo tra i malati e i poveri. «Semplicemente – racconta padre Tomasz Kret – stiamo cercando di vivere come ci ha chiesto San Francesco. E l’esempio di San Massimiliano Kolbe ci offre uno sguardo particolare: dobbiamo condividere con gli altri quello che abbiamo ricevuto, offrendo il nostro tempo, le nostre mani e il nostro amore. Poi Dio pensa a tutto il resto». In Burkina Faso, nel comune rurale di Sabou, opera dal 2003 il Centro medico San Massimiliano Kolbe che offre un’assistenza gratuita per le persone indigenti.

Nato come una piccola farmacia parrocchiale, in breve tempo si è trasformato prima in un Centro nutrizionale per i bambini e, successivamente, si è ampliato in una realtà ospedaliera aperta a tutti «senza distinzioni di appartenenza religiosa ed etnica. Attraverso la parrocchia vengono selezionati i pazienti che necessitano di assistenza sanitaria ma non hanno capacità economiche: a loro il servizio sanitario viene offerto gratuitamente».

«Le cure ai malati di Hiv vengono, invece, proposte secondo un sistema basato sull’analisi del reddito, con una partecipazione del paziente che oscilla tra il 10 e il 90% rispetto al valore della prestazione», spiega Kret.

L’Ospedale rappresenta l’unico riferimento per una popolazione di circa 110mila abitanti in un contesto sociale nel quale la sanità è uno dei punti deboli, basti pensare che il Burkina Faso occupa il 181° posto nel mondo (su 187 nazioni) nell’Indice di Sviluppo Umano. La presenza di un medico ogni 33mila abitanti la dice lunga sulla situazione di questo Stato dell’Africa occidentale. Il Centro Kolbe, che è dotato anche di un Pronto Soccorso, di un reparto maternità e di tre sale operatorie, deve fare i conti con la mancanza di una rete elettrica fissa e con la mancanza di acqua potabile. Tra le prospettive in cantiere ci sono il collegamento alla società elettrica nazionale, la costruzione di un serbatoio di 5000 litri e l’acquisto di una pompa solare.

Il Centro Missionario Francescano Onlus finanzia gli interventi, ma la sostenibilità dell’Ospedale è affidata come sempre alla generosità dei donatori. In servizio, giorno e notte, ci sono circa 70 operatori tra medici, infermieri, guardiani, farmacisti ed educatori. «La nostra struttura deve risolvere il problema della carenza dei professionisti medici e paramedici e della loro formazione, in quanto solo potenziando e formando il personale locale – continua padre Tomasz – potremo essere in grado di fronteggiare l’emergenza sanitaria e ristabilire un’assistenza sanitaria adeguata: questo aspetto costituisce l’importante innovazione dell’idea progettuale della Ong “Emergenza Sorrisi”».

I casi più frequenti accusano i sintomi della malaria, hanno infezioni respiratorie acute, il morbillo, la meningite o la diarrea o presentano segni di malnutrizione. I francescani non hanno perso la speranza e continuano a investire nella formazione del personale e nell’educazione alimentare. Hanno imparato a vivere «ogni momento con grande attenzione per non perdere le occasioni di fare del bene. Non è importante solo il valore della vita in sé, ma come si vive la vita».

Come dar loro torto in un Paese nel quale il tasso di mortalità infantile è pari a 70 bambini ogni 1.000 nati vivi e la speranza di vita è di 56 anni. (Luciano Zanardini - Vatican Insider)



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