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Papa: Giovani, non abbiate paura di fare scompiglio e porre domande

L’ultima messa di Francesco in Myanmar: non temete se «a volte percepirete di essere pochi e sparpagliati. Il Vangelo cresce sempre da piccole radici. Per questo, fatevi sentire! Vorrei che gridaste con la vita e con il cuore»

di Andrea Tornielli
Papa: Giovani, non abbiate paura di fare scompiglio e porre domande
Credit Foto - ANSA - OSSERVATORE ROMANO HANDOU

«Non abbiate paura di fare scompiglio, di porre domande che facciano pensare la gente. E non abbiate paura se a volte percepirete di essere pochi e sparpagliati. Il Vangelo cresce sempre da piccole radici». L’ultimo appuntamento pubblico di Papa Francesco in Myanmar è un abbraccio corale con i giovani cattolici birmani.

In tanti l’hanno atteso in silenzio per ore fuori dalla cattedrale di Santa Maria, attorno alle mura e nel giardino circostante. In tantissimi hanno pregato con lui all’interno. Sono presenti gruppi provenienti anche dalla Cambogia, dall’Indonesia, dal Vietnam, da Taiwan.

Avvolto nei paramenti rossi, nell’omelia, Bergoglio parla della gioia dell’annuncio evangelico: «Alcuni si chiedono come sia possibile parlare di lieti annunci quando tanti attorno a noi soffrono. Dove sono i lieti annunci quando tanta ingiustizia, povertà e miseria gettano ombra su di noi e sul nostro mondo? Vorrei, però, che da questo luogo uscisse un messaggio molto chiaro. Vorrei che la gente sapesse che voi, giovani uomini e donne del Myanmar, non avete paura di credere nel buon annuncio della misericordia di Dio, perché esso ha un nome e un volto: Gesù Cristo».

Dopo aver ricordato che chi soffre ha bisogno «delle vostre preghiere e della vostra solidarietà, ma anche della vostra passione per i diritti umani, per la giustizia e per la crescita di quello che Gesù dona: amore e pace», il Papa, parlando ai giovani «come padre (o meglio come nonno!», spiega: «Il nostro mondo è pieno di tanti rumori e distrazioni che possono soffocare la voce di Dio. Affinché altri siano chiamati a sentirne parlare e a credere in Lui, hanno bisogno di trovarlo in persone che siano autentiche, persone che sanno come ascoltare. È certamente quello che voi volete essere. Ma solo il Signore può aiutarvi a essere genuini; perciò parlategli nella preghiera».

Francesco invita a i giovani a parlare ai Santi, «come sant’Andrea, che festeggiamo oggi. Era un semplice pescatore e divenne un grande martire, un testimone dell’amore di Gesù. Ma prima di diventare un martire, fece i suoi errori ed ebbe bisogno di essere paziente, di imparare gradualmente come essere un vero discepolo di Cristo. Anche voi, non abbiate paura di imparare dai vostri errori!». Il suggerimento è di condividere «con Lui tutto quello che avete nel cuore: le paure e le preoccupazioni, i sogni e le speranze».

Bergoglio chiede ai giovani birmani di «essere “discepoli missionari”, messaggeri del lieto annuncio di Gesù, soprattutto per i vostri coetanei e amici. Non abbiate paura di fare scompiglio, di porre domande che facciano pensare la gente. E non abbiate paura se a volte percepirete di essere pochi e sparpagliati. Il Vangelo cresce sempre da piccole radici. Per questo, fatevi sentire! Vorrei chiedervi di gridare, ma non con la voce, no, vorrei che gridaste con la vita, con il cuore, così da essere segni di speranza per chi è scoraggiato, una mano tesa per chi è malato, un sorriso accogliente per chi è straniero, un sostegno premuroso per chi è solo».

Ma essere inviati, precisa Francesco, significa «seguire Cristo, non precipitarsi in avanti con le proprie forze! Il Signore inviterà alcuni di voi a seguirlo come preti e a diventare in questo modo “pescatori di uomini”. Altri li chiamerà a diventare persone consacrate. E altri ancora li chiamerà alla vita matrimoniale, a essere padri e madri amorevoli. Qualunque sia la vostra vocazione, vi esorto: siate coraggiosi, siate generosi e, soprattutto, siate gioiosi!». (Vatican Insider)


Andrea Tornielli

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