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Il Papa in lotta contro Satana

Nei primi cinque anni di pontificato Francesco ha citato numerosissime volte il diavolo, insistendo non soltanto sulla sua esistenza ma anche sulla sua pericolosità

di Andrea Tornielli
Il Papa in lotta contro Satana
Credit Foto - ANSA

L’ha citato in cinque anni più di quanto abbiano fatto insieme i suoi predecessori nell’ultimo mezzo secolo: per Papa Bergoglio il diavolo e la sua capacità di dividere sono argomenti comuni nella sua predicazione quotidiana. Una predicazione controcorrente, dato che il Maligno è stato per lungo tempo un grande assente. Ecco una piccola e incompleta rassegna di citazioni.

Francesco ne ha parlato l’ultima volta con un gruppo di gesuiti durante il recente viaggio in Myanmar, riferendosi ai Rohingya e più in generale alla situazione dei profughi: «Oggi si discute tanto su come salvare le banche… Ma chi salva la dignità di uomini e donne oggi? La gente che va in rovina non interessa più a nessuno. Il diavolo riesce ad agire così nel mondo di oggi».

Fin dall’omelia della prima messa concelebrata con i cardinali nella Cappella Sistina all’indomani dell’elezione, il 14 marzo 2013, Bergoglio, citando una frase di Léon Bloy, aveva affermato: «Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo». Il giorno dopo, incontrando i cardinali riuniti nella Sala Clementina, il nuovo Pontefice, abbandonando il discorso scritto, aveva detto: «Non cediamo mai al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno».

Rivolgendosi alla Gendarmeria vaticana il 28 settembre 2013 Francesco ricordava che «il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale». Nell’omelia di Santa Marta il 14 ottobre 2013 il Papa argentino invitava a non confondere la presenza del diavolo con le malattie psichiche: «No! La presenza del demonio è nella prima pagina della Bibbia».

Il 29 settembre 2014, nella messa in Santa Marta Bergoglio spiegava che «Satana è nemico dell’uomo ed è astuto perché presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggerlo, magari con motivazioni umanistiche».

Il 3 ottobre 2015, rivolgendosi alla Gendarmeria vaticana, Francesco ricordava che «Satana è un seduttore, è uno che semina insidie e seduce col fascino, col fascino demoniaco, ti porta a credere tutto. Lui sa vendere con questo fascino, vende bene, ma paga male alla fine!».

Il 12 settembre 2016 nell’omelia mattutina il Papa spiegava che «il diavolo ha due armi potentissime per distruggere la Chiesa: le divisioni e i soldi. Il diavolo semina gelosie, ambizioni, idee, ma per dividere! O semina cupidigia… È una guerra sporca quella delle divisioni è come un terrorismo».

Il 13 ottobre 2017 Francesco ha descritto l’azione «che il diavolo lentamente fa, nella nostra vita, per cambiare i criteri, per portarci alla mondanità. Si mimetizza nel nostro modo di agire, e noi difficilmente ce ne accorgiamo».

E come non ricordare, infine, le parole con cui il Pontefice, nell’intervista con don Marco Pozza per Tv2000 sul Padre Nostro, ha ricordato che il diavolo «è una persona» e non bisogna «mai dialogare con Satana» perché «è più intelligente di noi». (La Stampa)


Andrea Tornielli

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