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Il concistoro, quando si diventa Santi…

di Antonio Tarallo
Il concistoro, quando si diventa Santi…
Credit Foto - Ansa - ALESSANDRO BIANCHI / POOL

La data è pronta. Ed è prossima. Sabato 19 maggio. Orario? Ore 10,00. Il Concistoro Ordinario Pubblico (questa è la definizione per esteso) è stato convocato da Papa Francesco per indicare  la data in cui saranno promulgati Santi, Paolo VI (Giovanni Battista Montini) e l’arcivescovo di El Salvador, Oscar Arnulfo Romero. Con loro, altre quattro importanti figure della Chiesa vedranno l’elevazione agli altari: don Francesco Spinelli, fondatore dell’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento; don Vincenzo Romano; Maria Caterina Kasper, fondatrice dell’Istituto delle Povere Ancelle di Gesù Cristo; Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù, fondatrice della Congregazione delle Suore Misioneras Cruzadas de la Iglesia.


In questo approfondimento vedremo di comprendere un po’ meglio, prima di tutto, cosa voglia dire Concistoro, questa arcana parola dal “sapore antico” ( e infatti lo ha) che ancora oggi vive di una lungimirante freschezza, per la Storia della Chiesa. Per poi, successivamente, passare a conoscere queste due immense figure che – chi in un modo, e chi in un altro – hanno vissuto davvero profondamente, nelle loro biografie, il Magistero della Chiesa.



L’origine è sempre un buon incipit per carpire dalle parole il loro significato. La nostra lingua italiana ci aiuta sempre in questa delicata e affascinante operazione. Vediamo allora un po’ cosa troviamo alla parola “concistoro”: consistorium, in origine col significato di “sala d'aspetto” poi di “consiglio dell'imperatore”. Dunque, il verbo è “cunsistere”, ossia “fermarsi”. Ed è questo il termine che meglio, forse, riesce a sintetizzare cosa voglia dire “concistoro”. Fermarsi. Quello del 19 maggio prossimo sarà appunto un momento in cui i Cardinali, riuniti con il Santo Padre, si fermeranno in questa “immaginaria” sala d’aspetto, per poter rendere pubblica la data in cui Montini sarà definito San Paolo VI e l’arcivescovo salvadoregno San Oscar Romero.



Altra fonte importantissima per approfondire il tema è senz’altro il Diritto Canonico, la serie di leggi che governa l’istituzione della Chiesa. Sì, perché come ogni stato, anche la Chiesa ha la sua lex. Una costituzione di leggi che struttura l’ordine della Santa Roma Chiesa. Le parole, sì, sembrano un po’ ridondanti, ma trattandosi di “diritto” è inevitabile. Ma non facciamoci scoraggiare, ne tantomeno impaurire. Si potrebbe far riferimento ai canoni 349-361 del Diritto Canonico, quelli che definiscono questo Collegio Cardinalizio, ma cercando di semplificare – in poche battute – il suo compito, potremmo dire, con essenzialità: è innanzitutto quello di ausilio e collaborazione con il Papa nello svolgimento della sua missione nella Chiesa. Molte volte viene convocato per l’ordinazione di nuovi cardinali scelti dal Papa. Precedentemente al 1983,  si potevano distinguere tre modelli: “Concistoro segreto, semipubblico e pubblico”.

Dalla riforma del 1983 invece troviamo una struttura più esemplificata. In questo caso è bene citare il Diritto, per non sbagliare ed essere chiari (in fondo il testo giuridico è assai lineare): “Canone 353 I Cardinali prestano principalmente aiuto con attività collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori, nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; i Concistori possono essere ordinari o straordinari”. Dunque ordinari o straordinari. Vediamo nel dettaglio: “Canone 353, 2. Nel Concistoro ordinario vengono convocati tutti i Cardinali, almeno quelli che si trovano nell'Urbe, per essere consultati su qualche questione grave, che tuttavia si verifica più comunemente, o per compiere determinati atti della massima solennità. (..) Canone 353, 4.Solo il Concistoro ordinario in cui si celebrino particolari solennità può essere pubblico, in cui cioè, oltre ai Cardinali, vengono ammessi i Prelati, i legati delle società civili ed altri che vi sono invitati”.


Per l’elezione di nuovi Cardinali, Francesco ne ha convocati fino adesso quattro, creando 61 porporati, provenienti da 42 nazioni. Ecco i numeri complessivi del Concistoro: 225 i membri del Collegio cardinalizio, di cui 121 elettori e 104 non elettori.


Quello del 19 maggio, sarà in riunione “pubblica”. Questa volta, il Concistoro, è convocato per “fermarsi” (riprendiamo il termine “originale”) a vivere un giorno emozionante e importante per il cammino della Chiesa: la promulgazione di nuovi Santi è sempre un momento prezioso.  Diviene simbolo del perenne cammino della Chiesa che trova figure di Santità in alcune persone che “sono” loro la Chiesa stessa. Un ponte che dura fino ad oggi e che sempre durerà in imitazione di Cristo.  



Antonio Tarallo

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