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Cattolici e Luterani, storia del dialogo ecumenico - Rivedi speciale TG1 Dialogo

di Mario Scelzo
Cattolici e Luterani, storia del dialogo ecumenico - Rivedi speciale TG1 Dialogo
Credit Foto - Agensir

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“Il Signore e maestro Gesù Cristo, dicendo: «Fate penitenza, etc.», volle che tutta la vita dei fedeli fosse un sacro pentimento.”
Questo il testo della prima delle 95 tesi affisse dal frate agostiniano Martin Lutero il 31 Ottobre 1517 sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg.

Secondo molti autorevoli storici, Lutero non aveva intenzione con questo gesto di arrivare ad una rottura definitiva con la Chiesa Cattolica, eppure questa data di 500 anni fa viene considerata per convenzione l’inizio della Riforma Protestante.



Quali le differenze tra Chiesa Cattolica e Protestante? Quanti i fedeli protestanti nel mondo? Quale la storia del dialogo ecumenico fino all’attuale pontificato? Quale l’apporto di Papa Francesco al dialogo con il mondo protestante? Proverò in maniera sintetica a tratteggiare alcune risposte.



Quali le principali differenze dogmatiche tra Cattolici e Protestanti?  Per esigenze di sintesi citerò rapidamente solamente le tre principali.

1.  Prima di tutto, i protestanti credono che soltanto la Bibbia sia l’unica fonte della rivelazione speciale di Dio all’umanità, e che in quanto tale essa insegni a noi tutti quanto è necessario per la nostra salvezza dal peccato. Dall’altro lato, i cattolici credono che sia la Bibbia sia la tradizione sacra cattolico-romana siano egualmente vincolanti per i cristiani. Molte dottrine cattolico-romane, come il purgatorio, pregare i santi, l’adorazione o la venerazione di Maria, ecc., hanno poco o nessun fondamento di sorta nella Scrittura, ma sono basate esclusivamente sulle tradizioni cattolico-romane.

2.  Un’altra differenza fondamentale riguarda l’ufficio e l’autorità del Papa. Secondo il Cattolicesimo, egli è il “vicario di Cristo” e ha preso il posto di Gesù quale capo visibile della Chiesa. In quanto tale, il Papa ha la capacità di parlare “ex cathedra” (con autorità sulle questioni di fede e di pratica), e quando lo fa i suoi insegnamenti sono considerati infallibili e vincolanti per tutti i cristiani. Al contrario, i protestanti credono che nessun essere umano sia infallibile e che soltanto Cristo sia il capo della Chiesa.  

3.  Una terza differenza fondamentale tra il Cattolicesimo e il Protestantesimo attiene al modo in cui si è salvati. Secondo il Cattolicesimo Romano per essere salvato, il cristiano deve confidare nella fede più le “opere meritorie”. Sono essenziali alla dottrina cattolico-romana della salvezza i sette sacramenti, che sono: battesimo, confermazione, eucaristia, penitenza, unzione degli infermi, ordine sacro e matrimonio. I protestanti invece credono che, sulla base della fede in Cristo soltanto, i credenti sono giustificati da Dio in quanto tutti i loro peccati sono stati scontati da Cristo sulla croce e la Sua giustizia è stata loro imputata.



Quanti i fedeli protestanti nel mondo?

Domanda di non semplice risposta. Prima di tutto, in senso allargato la Riforma Luterana ha “generato” altre confessioni, come ad esempio quella Anglicana (Inghilterra) e quella Riformata (Olanda). In secondo luogo, non esistendo una gerarchia riconosciuta, per capirci non avendo la Chiesa Luterana né Papa né la Santa Sede, specie negli ultimi anni nel mondo anglosassone sono proliferate le chiese neoprotestanti, alcune più riconoscibili e fondate su solida dottrina, altre a detta di molti commentatori realtà non ben definite, più vicine al mondo delle sette e delle superstizioni che a quello del cristianesimo.  Ad oggi si stima esistano 700 milioni di fedeli, prevalentemente presenti nei paesi anglosassoni e nelle loro ex colonie, suddivisi in addirittura 33.000 diverse denominazioni (dal Calvinismo al Metodismo, solo per citarne alcune).



Quale la storia del dialogo ecumenico?

Il cammino dell’ecumenismo muove i primi timidi passi all’inizio del Novecento, ma, perlomeno da parte cattolica, un forte slancio si ha grazie al Concilio Vaticano II: si pensi solo all’invito come “delegati fraterni” di autorevoli membri delle chiese separate, e soprattutto al decreto “Unitati Redintegratio”, che definisce il movimento ecumenico quale:  l'insieme di attività e iniziative che, a seconda delle varie necessità della Chiesa e opportunità dei tempi, sono suscitate e ordinate a promuovere l'unità dei Cristiani. ». L’esperienza del Concilio rafforza il lavoro del Segretariato per la promozione dell’Unità dei Cristiani (nato nel 1960 su volontà di Papa Giovanni XXIII), organo che diviene ufficialmente su impulso di Giovanni Paolo II nel 1988 il “Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani”.



Il Pontificato di Wojtila imprime una enorme accelerazione al cammino dell’ecumenismo: come non pensare allo storico incontro di Assisi del 1986 tra i leader delle diverse religioni?
Va inoltre quantomeno citato l’enorme lavoro teologico portato avanti dal Cardinal Kasper, segretario del Pontificio Consiglio dal 2001 al 2010.

 



E adesso, Papa Francesco

Lo scorso Novembre 2016, Papa Francesco si è recato in Svezia per celebrare i 500 anni dalla Riforma. In quella occasione, a Lund, ha affermato: Si deve riconoscere con "onestà" che la nostra divisione si allontanava dal disegno originario del popolo di Dio ed è stata storicamente perpetuata da uomini di potere di questo mondo più che per la volontà del popolo fedele", ha poi continuato "L'esperienza spirituale di Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio. Come posso avere un Dio misericordioso?, questa la domanda che costantemente tormentava Lutero e la questione del giusto rapporto con Dio è la questione decisiva della vita.



Bergoglio ha ribadito
questo concetto lo scorso mese di Marzo nel corso di un convegno dal titolo “Lutero, 500 anni dopo”. Queste le sue parole: Lo studio attento e rigoroso, libero da pregiudizi e polemiche ideologiche permette alle Chiese di discernere e assumere quanto di positivo e legittimo vi è stato nella Riforma, e di prendere le distanze da errori, esagerazioni e fallimenti, riconoscendo i peccati che avevano portato alla divisione. Siamo tutti ben consapevoli che il passato non può essere cambiato. Tuttavia dopo cinquanta anni di dialogo ecumenico tra cattolici e protestanti, è possibile compiere una purificazione della memoria, senza il rancore che deforma.

Le parole di Papa Francesco sono uno dei segni tangibili di un Cammino Ecumenico che procede a ritmo sempre più spedito.




Mario Scelzo

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