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EXPO2015, un minuto di silenzio per la strage di Capaci

di Redazione online
EXPO2015, un minuto di silenzio per la strage di Capaci
Credit Foto - ANSA

Dall’Albero Falcone all’Albero della Vita. Dalla via Notarbartolo di Palermo all’Expo di Milano. Un minuto di silenzio alle 17.58 del 23 maggio, il ventitreesimo anniversario della strage di Capaci. Per i ragazzi raccolti a Palermo e per i visitatori della grande esposizione un appuntamento sincronizzato, in linea con il tema scelto quest’anno dalla Fondazione intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, «Palermo chiama Italia».




Mattarella a Palermo

Tema del quale parlano da settimane migliaia di studenti nelle sei città che sabato 23 saranno collegate in diretta con l’aula bunker dell’Ucciardone, presente alle 10.30 il Capo dello Stato, Mattarella, per la prima volta nella sua Palermo in visita ufficiale con il presidente del Senato Piero Grasso e il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Sarà Maria Falcone, la sorella del giudice, ad accogliere i ragazzi. Come ha già fatto con i 30 studenti di un college di Washington e con gli altri 50 arrivati da Grecia, Albania, Bulgaria, Estonia, Macedonia, Croazia e tanti altri Paesi, una sorta di «Erasmus dell’antimafia».

Dalle navi alle piazze

Abolite quest’anno le cosiddette «navi della legalità» con le quali mille ragazzi arrivavano a Palermo dopo una selezione nelle scuole. Lo spiega Maria Falcone: «Il progetto delle navi ci ha fatto sognare, anche grazie al ministero dell’Istruzione. Ma adesso facciamo un passo avanti: accanto ai giovani devono esserci i loro genitori. In tante piazze si raccolgono infatti 40 mila ragazzi con insegnati e genitori».


Dal bunker al teatro

Fitto il calendario degli avvenimenti con dibattiti, convegni, cortei, laboratori di animazione, spettacoli. Il più atteso al Teatro Massimo di Palermo dove a mezzogiorno di sabato va in scena «Dieci storie proprio così», da un’idea di Giulia Minoli con la regia e drammaturgia di Emanuela Giordano. Dieci storie di impegno civile come quelle di Falcone, Paolo Borsellino, Don Giuseppe Diana, Giancarlo Siani ma anche meno conosciute come quelle di Annalisa Durante, Federico Del Prete, Silvia Ruotolo.


La lettera di Rosaria

Mentre Tina Montinaro, vedova di uno dei tre agenti uccisi con Falcone, anima le iniziative a Capaci, dalla Liguria, dove abita, arriva la lettera scritta per l’anniversario agli studenti da Rosaria Schifani, l’altra vedova che durante i funerali 23 anni fa gridò a potenti e mafiosi «vi perdono, ma inginocchiatevi». Della lettera pubblichiamo qui il testo e la clip audio della stessa Rosaria Costa Schifani andata in onda per Radiouno su «Voci del mattino». (Corriere)


Redazione online

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