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Dalle Social Network Communities alla Comunità Umana

Incontro a Roma, con Ruffini, Foa, Cazzullo sul mondo dei social e la Chiesa

di Antonio Tarallo
Dalle Social Network Communities alla Comunità Umana
Credit Foto - weca.it

Chiesa degli artisti, nel pieno centro di Roma. La chiesa, è gremita di operatori della comunicazione, di laici, di religiosi. Un importante evento che vede coinvolti Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Marcello Luigi Foa , Presidente della Rai e Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera. Modera l’incontro la giornalista Benedetta Rinaldi. Personaggi noti nel mondo della comunicazione, per per parlare dell’importante tema “Dalle Social Network Communities alla Comunità Umana”.

L'evento prende spunto dalla lettera di Papa Francesco per la 53esima giornata mondiale della comunicazione. Si legge nella lettera: “Da quando Internet è stato disponibile, la Chiesa ha sempre cercato di promuoverne l'uso a servizio dell'incontro tra le persone e della solidarietà tra tutti”. Ancora una volta, le parole del pontefice parlano chiaro, con semplicità e profondità sociologica. A cornice dell’incontro, l'installazione artistica (presente nella chiesa dal 6 maggio al 30 giugno), dal titolo “Tensegrity, un tentativo di unificazione” ad opera di Jwan Yosef.

Le svettanti croci di nastro argentato sembrano davvero incorniciare gli ospiti, in una sorta di sipario che si apre sull’altare maggiore. Ad introdurre la serata, don Walter Insero, attuale rettore della basilica e direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Roma, che ha voluto fortemente questa installazione.

Ed è stato sempre Don Walter Insero a iniziare i lavori della tavola rotonda, con una riflessione sul tema della comunicazione vista come “possibilità di rapporto con il prossimo”. Il rettore della basilica ha sottolineato come lo stesso Papa Francesco, nel suo stile di comunicazione, metta sempre al primo posto il senso di alterità: “Pone egli stesso in secondo piano, per poter dare più spazio all'altro, a Dio”. E poi, è la volta di Vincenzo Corrado, ex direttore dell’agenzia Sir (l'agenzia giornalistica cattolica), neo vicedirettore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, che ha posto l’attenzione sul preoccupante problema sociale di oggi: “la perdita della interiorità”.

La comunicazione, per Corrado, avviene solamente “grazie a un ascolto e a un linguaggio purificato”. Paolo Ruffini, ha incentrato il suo intervento sulla riscoperta dell'unità. Non è un caso, infatti, che a fare da sottotitolo alla settimana della comunicazione, svoltasi dal 26 maggio al 2 giugno a Chioggia, sia stata la frase paolina “Siamo membra gli uni degli altri” (Efesini 4,25). Nella lettera del Santo Padre, infatti, il tema della ricerca dell'unità, nel vasto mondo dei social, è uno dei temi fondamentali.

Si legge, sempre nella lettera: “La metafora del corpo e delle membra ci porta a riflettere sulla nostra identità che è fondata sulla comunione e sull'alterità. Come cristiani ci riconosciamo tutti membra dell'unico corpo di cui Cristo è il capo, questo ci aiuta a non vedere le persone come potenziali concorrenti ma a considerare anche i nemici come persone. Non c'è più bisogno dell'avversario per auto-definirsi perché lo sguardo di inclusione che impariamo da Cristo ci fa scoprire l'alterità in modo nuovo come parte integrante e condizione della relazione e della prossimità.

Ed è sempre in merito all’unità che Paolo Ruffini sottolinea la preoccupante visione di “un mondo dove è presente, sempre di più, la logica del dividere il noi dagli altri, così come il cervello dal cuore”.  Continua Ruffini: “La rete serve per unire, non certo per dividere, perché se si è divisi, si è più soli e nemmeno poi capace di interpretare bene i fatti”.

Il presidente della Rai Foa, parlando della lettera di Papa Francesco, evidenzia il suo saper “toccare il cuore”. E poi, si lascia andare a un ricordo personale, commentando con grande timore quello che egli stesso vede molte volte andando al ristorante: “Vedo famiglie al tavolo divise. Genitori e figli con telefonini in mano. E il silenzio fra loro”. Anche il presidente Rai sottolinea, dunque, questo aspetto così preoccupante della solitudine, “quando, invece, il desiderio intimo dell'uomo è quello di fare comunità”.

Il dibattito incalzato dalla Rinaldi, si concentra, poi, sui nuovi strumenti di comunicazione che la Chiesa sta adottando. Ruffini è molto categorico: “E’ importante non pensare che la storia sia tutta scritta; la storia non è fatta di algoritmi. La Chiesa si pone il problema della rete, ed è Papa Francesco stesso, a porsi questo problema, come uomo. Il pontefice più volte ha sottolineato come internet possa offrire migliori strumenti per poter creare comunità”.

Assente della giornata, per via di un accavallamento di impegni, don Ivan Maffeis, direttore dell'Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della CEI. Ma leggiamo pure quello che ha scritto Maffeis, nell’opuscoletto ufficiale della giornata, edito dalle Edizioni paoline e dalla San Paolo, promotrici dell’evento:

“Il messaggio di Papa Francesco rilancia quel bisogno di comunità, di relazione che c'è nel cuore di ciascuno. Se ci guardiamo attorno e forse anche se ci guardiamo dentro, non facciamo fatica a riconoscere i segni di sfilacciamento del tessuto sociale, della comunità, che parlano tante volte nel linguaggio incattivito e rancoroso, parlano del fatto che un po' tutti percepiamo un peggioramento delle condizioni di vita, non solo di carattere economico, ma anche esistenziale”.

A fine serata, la consegna del Premio Paoline Comunicazione e Cultura 2019 a Monsignor Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma, che si è esibito nel corso della kermesse, con alcuni dei brani più famosi composti dallo stesso Frisina.


Antonio Tarallo

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