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Sport per i giovani, il progetto della Chiesa in Punjab contro l’abuso di droga

Redazione online Ansa - KIM LUDBROOK
Pubblicato il 23-02-2017

Promuovere lo sport tra i ragazzi disoccupati e che hanno abbandonato la scuola per evitare che facciano uso di sostanze stupefacenti e cadano nelle mani dei cartelli della droga. È l’iniziativa attuata in Punjab dalla Navjeevan Charitable Society for Integral Development (Ncsid), il servizio sociale della diocesi di Jalandhar, in collaborazione con Caritas India. P. Antony Madassery, direttore della Ncsid, è convinto che l’intervento della Chiesa contribuisce ad attuare un cambiamento positivo tra i ragazzi e i bambini tossicodipendenti. Ad AsiaNews afferma: “Lo sport è un modo per integrare questi ragazzi e far loro riprendere i contatti con la società e la famiglia, in modo che possano diventare persone responsabili e poi trovare lavoro”.

Il progetto si chiama “Sport per lo sviluppo dei giovani” e coinvolge studenti, insegnanti, leader dei villaggi e delle comunità locali. Il braccio sociale della diocesi ha ingaggiato otto allenatori di hockey che stanno dando lezione a 540 tra bambini e ragazzi. “Sappiamo che le attività sportive – dice il sacerdote – possono cambiare lo stile di vita dei tossicodipendenti, e stanno suscitando sempre più interesse tra i ragazzi”. Per questo la Chiesa locale sta anche creando una rete di organizzazioni e associazioni interessate a risolvere il problema delle droghe. “Speriamo – è l’obiettivo – che i giovani possano essere ricondotti all’interno del sistema sociale. Per reintegrarli, servono amore, affetto e cura”.

Il Punjab è uno degli Stati indiani con il più alto tasso di consumo di oppiacei. Negli ultimi 10 anni è sempre stato ai primi posti per il numero di tossicodipendenti. Il problema è talmente urgente che lo Stato è l’unico di tutta l’Unione in cui è stato effettuato un sondaggio per rilevarne l’entità. Secondo il Punjab Opioid Dependence Survey, condotto tra febbraio e aprile 2015, circa 230mila abitanti consumano droga. Ciò vuol dire 836 persone ogni 100mila, quando la media in tutta l’India è di circa 250 persone ogni 100mila.

L’abuso di droga è alimentato da un circolo vizioso: da una parte, crisi agraria, disoccupazione e abbandono scolastico portano a tentare di dimenticare i problemi attraverso il consumo di sostanze stupefacenti; dall’altra, i tossicodipendenti fanno fatica a integrarsi nella società, divenendo a loro volta consumatori e spacciatori per potersi procurare le dosi.

Queste fasce di popolazione sono terreno fertile per i cartelli della droga, che qui attingono per perpetuare i loro traffici. Allo stesso tempo, l’abuso è anche la causa di un numero elevatissimo di crimini: per l’esattezza 7.524 tra il 2005 e il 2014.

È necessario, conclude p. Madassery, “affrontare con serietà la questione. Per questo abbiamo bisogno della collaborazione e del coinvolgimento di più attori. Siamo contenti del fatto che già ci sono stati dei progressi tra i ragazzi”. (Santosh Digal - Asianews)

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