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Siria, sospetto attacco con gas cloro nel Ghouta. I turchi entrano ad Afrin

I medici della provincia bombardata dai caccia del regime. Damasco smentisce

Siria, sospetto attacco con gas cloro nel Ghouta. I turchi entrano ad Afrin
Credit Foto - Ansa - MOHAMMED BADRA

Le forze speciali turche e i combattenti arabi sono entrati nell’enclave curda di Afrin, nel nord-ovest della Siria, sotto attacco di Ankara da oltre un mese. Obiettivo: contrastare possibili infiltrazioni di miliziani curdi dell’Ypg nei villaggi già passati sotto il controllo turco e di partecipare all’assedio del centro urbano di Afrin. Con le forze speciali, saranno schierati da oggi nell’area anche circa 600 membri curdi e arabi della `Brigata dei falchi curdi´ dell’Esercito siriano libero.

Nuovo sospetto attacco con gas cloro in Siria, nell’enclave ribelle del Ghouta orientale, i sobborghi di Damasco assediati da cinque anni dall’esercito di Bashar al-Assad. Diciotto persone hanno riportato sintomi di esposizione al gas, e un bambino è morto. Lo denuncia il servizio sanitario gestito dai ribelli, che ha anche raccolto testimonianze della popolazione locale.

Dopo «un’enorme esplosione» nell’area di Al-Chaifounia, attacca ieri dall’aviazione e anche dalle truppe di terra, è stato avvertito un «forte odore di cloro». Diciotto persone sono state curate a causa dei sintomi di soffocamento. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, ong vicina all’opposizione, ha riferito che un bambino è morto, ma ha precisato di non essere in grado di stabilire se il decesso sia legato all’uso di gas tossici.

Fonti vicine al regime fanno però notare che la foto del bambino è stata diffusa dal leader del principale gruppo ribelle del Ghouta, Mohammed Alloush, a capo di Jaysh al-Islam, l’Esercito dell’Islam. L’esercito siriano non ha commentato. Il regime di Damasco ha sempre negato l’uso di armi chimiche nella guerra con i ribelli ma viene sospettato dall’Onu di numerosi attacchi con gas cloro e almeno due, più gravi, con gas sarin, il primo proprio nel Ghouta nell’estate del 2013.

È di almeno 10 morti il bilancio di nuovi bombardamenti e raid aerei sulle città della Ghouta, in Siria, nonostante la risoluzione dell’Onu per la tregua votata sabato scorso. L’Osservatorio per i diritti umani e i volontari degli White Helmets, hanno affermato che 9 persone sono morte in una raid poco dopo la mezzanotte a Duma e un’altra persona ad Harasta. Ieri i morti sono stati 14. (Giordano Stabile - La Stampa)



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