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EDITORIALE: DONNA

Poche righe e scopriamo che è Gesù che ferma la violenza contro una donna. E' Gesù che per primo ha rotto gli schemi sull'universo femminile

di Enzo Fortunato

 

Non c'è gesto più bello di quello di Gesù all'Adultera quando gli scribi e i farisei portano una donna sorpresa e vogliono lapidarla. Gesù dice alcune parole "Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra su di lei", gli astanti uno ad uno se ne vanno ed  infine rivolgendosi a lei: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".

 

Poche righe e scopriamo che è Gesù che ferma la violenza contro una donna. E' Gesù che per primo ha rotto gli schemi sull'universo femminile  perché, come ebbe a dire qualche anno fa papa Francesco durante l'Angelus "la misericordia è più forte dei pregiudizi".

 

Ma non è solo questo, nel Vangelo sono le donne ad accompagnarlo, sono le donne che lo ospitano, a loro viene affidato il più importante messaggio della storia: quello della Risurrezione.

 

Ma è  di pregiudizi che si parla ancora oggi a migliaia di anni di distanza. Giorni fa a pochi passi da me ho sentito pronunciare da un uomo con orgoglio: "le donne nel consiglio amministrativo  non dovrebbero esserci". Una frase che echeggia di una cultura maschilista.

 

Tre sono le strade che dovremmo percorrere nel rapporto con la donna: Saperle rispettare, saper cogliere la loro dignità, saper essere coprotagonisti della vita in tutte le sue sfaccettature, da quella familiare a quella lavorativa. Gesù nel chiamare Maddalena 'donna' ci indica questo percorso.

 

Francesco d'Assisi stesso invitava i suoi frati a essere a turno madri gli uni per gli altri a testimonianza di una stile di vita che egli sente aderente alla figura di Gesù e ai suoi insegnamenti.

 

I dati sono impressionanti e fanno riflettere: centosedici sono le donne che sono state uccise nel 2016 fino ad oggi. Tre milioni quelle che subiscono stalking. Migliaia ogni anno subiscono violenza psicologica e o fisica.

Oggi con Francesco, vorremmo che il muro del pregiudizio e della violenza cada definitivamente. Ognuno di noi può ne deve fare la sua parte.


Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

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