cronaca

Unicef: 2016 anno atroce per i bimbi siriani, mai così tanti morti

Redazione online Ansa - Unicef
Pubblicato il 14-03-2017

A sei anni dall’inizio della guerra in Siria, che ha visto innumerevoli massacri di bambini e un numero imprecisato di minori mutilati e permanentemente segnati nel corpo e nell’anima, gli enti umanitari internazionali scendono in campo con forza per chiedere aiuti immediati e per denunciare una situazione di colpevole indifferenza a livello internazionale.



L’Unicef (ente Onu per la protezione dell’Infanzia) ha fornito ieri alcune cifre: nel 2016, l’anno peggiore per le nuove generazioni, in Siria sono stati uccisi 652 bambini. Tra loro almeno 255 piccoli hanno perso la vita mentre erano a scuola o nelle vicinanze, mentre 1,7 milioni di giovani non possono più frequentare le lezioni. Una scuola su tre in Siria è inutilizzabile, o perchè bombardata o perché occupata da gruppi armati. Altri 2,3 milioni di bambini siriani - denuncia ancora l’Unicef - sono rifugiati in altre parti del Medio Oriente e sono in gran parte costretti a vivere in condizioni spaventose.



L’appello dell’Unicef è comune a varie organizzazioni umanitarie non governative. Da Oxfam a Terres des Hommes si invoca l’adesione al progetto `Corridoi Umanitari´ in grado di garantire una via di salvezza a centinaia di rifugiati vulnerabili. Denuncia Oxfam che «78.000 siriani sono bloccati al confine con la Giordania, centinaia di migliaia vengono respinti alla frontiera con la Turchia, 640.000 restano in Siria sotto assedio militare ... Milioni di persone si ritrovano intrappolate, vittime di politiche restrittive che innalzano muri e di fatto impediscono una chance di futuro a chi ha dovuto lasciarsi tutto alle spalle. I quasi cinque milioni di siriani che sono riusciti a scappare dal paese oggi vivono sulla propria pelle le conseguenze delle decisioni dei paesi più ricchi che si traducono per moltissimi nell’impossibilità di trovare un luogo sicuro in cui vivere».



Da ciò la richiesta pressante fatta da Oxfam di «porre fine alla politica dei muri» e di «assicurare - scrive Terres des Hommes - accesso incondizionato ai servizi di base a tutta la popolazione civile, in qualunque luogo si trovi e a qualsiasi comunità appartenga». Non ultime le vaccinazioni dei bimbi per le quali si batte Medici senza Frontiere. «Dall’inizio del conflitto - spiega l’organizzazione - in diverse aree della Siria i vaccini non arrivano e la maggior parte dei bambini è a rischio per malattie come morbillo, rosolia, tetano o polmonite ... Patologie prevedibili o curabili sono diventate malattie mortali». `Effetti collaterali´ della guerra, per i quali il silenzio non è più tollerabile. (La Stampa)

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