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La strage dimenticata. Nel 2018 aumentano le morti bianche in Italia, l'ultima a Carrara

La strage dimenticata. Nel 2018 aumentano le morti bianche in Italia, l'ultima a Carrara
Credit Foto - controradio.it

Aveva un contratto di lavoro di soli sei giorni. E soprattutto un contratto che non prevedeva «mansioni in un contesto così pericoloso», hanno spiegato i sindacati e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Invece Luca Savio, 37 anni, lavoratore precario di Marina di Carrara, è morto dopo essere stato colpito al torace da un blocco di marmo “informe”, cioè non ancora squadrato, nel deposito della Fc Autogru. Savio è la seconda vittima nel 2018 nel settore del marmo sulle Apuane. Lascia una moglie e un figlio piccolo. Dal 2006 al 2016 sulle cave delle Apuane, gli infortuni sono diminuiti da 174 a 61 ma sono aumentati quelli mortali. Tre solo nel 2016, nessuno nel 2017, già due quest’anno. Ma ciò che fa rabbia tra i lavoratori delle cave e dell’indotto è che forse l’operaio, che lavorava come autotrasportatore, non doveva neanche essere lì, vicino al blocco di marmo.


«Nei piazzali le operazioni di carico e scarico devono essere svolte da lavoratori preposti e formati allo scopo — dice Giacomo Bondielli della Filca Cisl — occorre che si rispettino le procedure, ognuno faccia il suo mestiere». E il presidente della Regione, che dal 2016 ha stanziato oltre 3 milioni per la sicurezza nelle cave, continua: «Siamo di fronte agli effetti inaccettabili di una precarietà, c’è una proliferazione di terzocontisti e vengono fatti svolgere compiti diversi da quelli che un lavoratore è chiamato a eseguire. Non possiamo più chiudere gli occhi». La dinamica esatta di cosa sia successo nel deposito di Marina di Carrara la stabiliranno i carabinieri e i medici del lavoro dell’Asl. Nel frattempo il Comune ha istituito per oggi una giornata di lutto cittadino. «Quello che sta pagando il mondo del marmo in termini di vite umane è un prezzo troppo alto — dice il sindaco Cinquestelle di Carrara Francesco De Pasquale — insostenibile per qualsiasi città che si voglia definire civile». Ieri i lavoratori, circa 2 mila tra cavatori e addetti, si sono fermati dopo l’incidente e sciopereranno nel giorno dei funerali.


«La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la comunità», dice la Cgil. L’operaio negli scorsi mesi aveva lavorato sempre per la stessa ditta con un contratto di sei mesi. Poi, una volta scaduto il 6 luglio, ne ha firmato uno di pochi giorni, fino a sabato 14 (Gerardo Adinolfi, Repubblica).




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