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Il Papa arriva in Colombia: subito tra la gente

Il Papa arriva in Colombia: subito tra la gente
Credit Foto - ACISTAMPA

Il benvenuto del presidente Manuel Santos, una breve cerimonia di benvenuto con delle danze folcloristiche (la cumbia, un ballo caraibico), ma senza discorsi, e poi sulla Papamobile, per 15 chilometri di percorso in alcune zone della città. Comincia con un bagno di folla il viaggio di Papa Francesco in Colombia. E, nel cortile della nunziatura che lo accoglierà durante tutto il viaggio, incontra alcuni ragazzi e giovani, alcuni vulnerabili e altri parte di una associazione missionaria. Il Papa ascolta alcune testimonianze. 



“Facciamo il primo passo” è il motto del viaggio, ed è scritto sulle magliette dei ragazzi che accolgono il Papa. Il motto segnala l’intento di questo 20esimo viaggio apostolico: il Papa arriva per rianimare la speranza delle persone in Colombia, per invitare a impegnarsi per primi. Non è un viaggio politico, anche se i temi politici sono molto presenti nei commenti del viaggio. Ma il Papa è chiamato soprattutto a spezzare la polarizzazione della società.



E, tra i temi politici, c’è quello del Venezuela. Salutando i giornalisti nell’aereo, il Papa ha ricordato che l'aereo avrebbe sorvolato il Venezuela, e invitato ad una preghiera “anche per il Venezuela, perché vi si possa fare il dialogo e il Paese trovi una bella stabilità, mediante il dialogo con tutti”.



Poi, sempre durante il volo, Greg Burke, direttore della Sala Stampa vaticana, ha confermato che ci sarà un incontro con i vescovi venezuelani. Si tratterà di un saluto “in privato, nella sacrestia, con i vescovi del Venezuela presenti in Colombia”.



Il Cardinale Jorge Urosa Savino ha poi rivelato che i vescovi venezuelani in Colombia sono il Cardinale Baltazar Porras, arcivescovo di Merida; il vescovo ausilare di Caracas Jesus Gonzalez de Zarate; il vescovo Mario Moronta di San Cristobal; e il vescovo José Luis Azuake, di Barinas, che presiede la Caritas dell’America Latina.



Come consuetudine, il Papa ha inviato telegrammi alle nazioni che ha sorvolato (oltre l’Italia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Barbados, Grenada e Venezuela). Il telegramma per il Venezuela terminava sottolineando che il Papa pregava che “tutto ciò che è nella nazione possa promuovere percorsi di solidarietà, giustizia e concordia”.


All’arrivo, il saluto, la presentazione delle delegazioni, e poi il viaggio verso la nunziatura, che si trova nel quartiere di Teusaquillo, dove si trovano anche le sedi di diversi ministeri, dell’Università Cattolica e dell’Istituto Nazionale di radio e televisione.



Nel grande giardino della nunziatura, molti gruppi accolgono il Papa, e succederà ogni sera. 


 Arrivato in nunziatura, il Papa ringrazia per il "cammino" e chiede ai giovani di "andare avanti. Non vi lasciate ingannare, non perdete la speranza, non perdete l’allegria. E ora do la benedizione a tutti".



Il Papa poi ascolta due testimonianze, di un ragazzo e una ragazzo. "Siamo semplicemente indigenti - gli dicono - siamo vittime, alcuni di noi vengono dalla strada, dall’esperienza dell’alcool, ma siamo essere umani che possono essere ascoltati. Sia il nostro portavoce perché possiamo essere integrati nella nostra società".


Davanti al Papa, ci sono due gruppi, in particolare, per un totale di 266 persone.


Ci sono i ragazzi dell’IDIPROM, l’Istituto Distrettuale per la protezione dell’Infanzia e della Gioventù, un ente pubblico che aiuta i ragazzi e i bambini in situazione di vulnerabilità sociale, attraverso un modello pedagogico che ha molto rispetto per la libertà e l’individualità dei bambini.


L’IDIPROM è stata fondata 50 anni fa, sotto la direzione di Javier De Nicolò, un salesiano di origine italiana, il cui lavoro con i “Gamines” (i ragazzi di strada) è stato riconosciuto a livello internazionale. L’attuale direttore è sempre un salesiano, Wilfreda Grajales Rosas, ed è chiamato ad affrontare nuove sfide. In cinquanta anni, l’IDIPROM ha reintegrato in società più di 50 mila persone, e in questi anni l’IDIPROM assisterà 26155 tra bambine, bambini, adolescenti e giovani tra gli 8 e i 28 anni, che è pari al 19 per cento della popolazione sotto la linea di povertà. Vengono dall’IDIPROM anche alcuni membri del gruppo musicale che suona per il Papa.



L’altro gruppo che saluta il Papa è quello delle Familias de la Misericordia (Famis). Si tratta di un gruppo di laici e sacerdoti cattolici, che desiderano vivere la misericordia e crescere insieme nella fede, e per questo guidano missioni con gruppi di famiglie.



Al Papa viene donata una “Ruana”, un capo tradizionale colombiano per difendersi del freddo; una lampada ad olio, che rappresenta la luce del Papa per tutti quanti sono seguaci di cristo; e una vetrata.



Il Papa, con la "ruana" addosso, prende di nuovo la parola: "Grazie per la vostra valentia, grazie per il coraggio. Non si riesce a rubare l’allegria. Non si riesce a rubare nemmeno la speranza". E chiede a tutti il favore di pregare per lui.


Dopo i saluti, è tempo per il Papa del riposo, in attesa di entrare nel vivo del viaggio.


ACISTAMPA 



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