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Canindé, l'anima francescana del Brasile

di Redazione online
Canindé, l'anima francescana del Brasile
Credit Foto - Giorgio Negro/ Dario De Dominicis

E' stata appena inaugurata a Officine Fotografiche Roma la mostra Canindé - L’anima francescana del Brasile di Giorgio Negro e Dario De Dominicis.

 

Canindé è una piccola città situata nel cuore del sertão, una regione semi-desertica del nord-est del Brasile. Sarebbe una tranquilla e anonima cittadina di provincia se non fosse che ogni anno ospita il secondo maggior pellegrinaggio al mondo dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi.

 

In ottobre, un’immensa moltitudine di devoti invade la città, provenendo dagli angoli più remoti di quella regione, tradizionalmente molto cattolica. Si tratta di persone umili che dimostrano la propria fede con pratiche tipiche della cultura religiosa locale: se da un lato accettano i dogmi imposti dalla Chiesa, dall’altro non rinunciano al loro patrimonio di tradizioni, dove la fede si confonde con superstizioni e credenze popolari.

 

Nei giorni della festa di San Francesco, Canindé si trasforma in un quadro vivente di quel cattolicesimo popolare che ha fatto della devozione ai santi il fulcro del proprio universo religioso, garantendo con esso l’impulso alla diffusione del cattolicesimo ufficiale.

 

Il lavoro fotografico presentato in questa esposizione si intitola Canindé – L’anima francescana del Brasile e nasce da una ricerca realizzata dai fotografi Giorgio Negro e Dario De Dominicis. Colpiti dalla forza visiva dell’evento e incuriositi dal fenomeno sociale connesso, essi hanno documentato l’evento per quattro anni consecutivi.

 

In questo scenario anche la fotografia vive il suo momento di protagonismo: fotografi ambulanti in cerca di clienti, pellegrini e curiosi con i loro immancabili selfies, fino a ritrovarsi consacrata come oggetto di fede, nelle mani dei tanti devoti che offrono immagini di ogni tipo come ex-voto al Santo.

 

L’esperienza vissuta dai due fotografi ha dato anche origine ad un film documentario intitolato “Un altro Francesco”, scritto e diretto da Margarita Hernández e prodotto dalla Globo Film Brasile. Attraverso l’analisi del processo creativo di un saggio fotografico, il film vuole promuovere la riflessione sulla funzione dell’immagine nella nostra società e creare un parallelo tra le visioni popolare e “elitista” della fotografia.


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