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"Non aggiungiamo al freddo anche l'indifferenza"

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Burian sta stringendo l'Italia in una morsa di gelo e a farne le spese sono coloro che non hanno una casa o un posto caldo dove stare. Così, comuni e associzioni si stanno organizzando per aiutare poveri e senza dimora in queste giornate di freddo polare,

«Non aggiungiamo al freddo anche l'indifferenza»

Un appello alla solidarietà è arrivato dalla Comunità di Sant'Egidio che ha lanciato una raccolta straordinaria di coperte e indumenti caldi da donare a chi ne ha bisogno. «Non aggiungiamo al gelo anche l'indifferenza - ha esortato il presidente Marco Impagliazzo - che è il primo nemico di chi vive per strada: invitiamo tutti a prestare attenzione a chi passiamo accanto ogni giorno, nelle vie delle nostre città, senza fermarci». Proprio contro l'indifferenza, in occasione dei suoi 50 anni, la Comunità ha scelto di collocare, davanti all'entrata della propria sede, in piazza Sant'Egidio, a Roma, la scultura «Homeless Jesus». Per non dimenticare i tanti, che hanno bisogno di un amico che li aiuti nel momento del bisogno: «La strada - ricorda Impagliazzo - non è una condanna: lo è la solitudine. E anche l'emergenza di un freddo che si preannuncia eccezionale può essere risolta offrendo un po' del proprio tempo e, soprattutto, della propria umanità».

Roma, tremila a rischio gelo

La Comunità di Sant'Egidio lancia anche un allarme speciale per Roma città, che stamattina si è svegliata sotto la neve e che, nei prossimi giorni, vedrà le temperature scendere sotto lo zero. Nella Capitale, seconda la stima di Sant'Egidio, vivono circa tremila senza dimora, che ora rischiano di morire assiderati. «Lanciamo un messaggio alle istituzioni, ma anche ai comuni cittadini - dice
Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità di Sant'Egidio - perchè si fermino ad aiutare i senzatetto o segnalino la loro presenza alle Forze dell'ordine. Ricordiamo anche che dalle 19 alle 20 in via Dandolo è possibile portare alla Comunità coperte e quant'altro possa essere utile ai senzatetto». Soltanto nel corso della scorsa notte, fa sapere l'assessore al sociale Laura Baldassarre, «137 persone senza dimora e in condizione di fragilità sono state tolte dalla strada grazie al lavoro della Sala Operativa Sociale e portate presso le strutture allestite da Roma Capitale in sinergia con le associazioni».

Napoli, stazioni aperte. Rete di aiuto a Messina

Napoli e dintorni, Sant'Egidio distribuirà cibo, bevande calde e coperte e, in collaborazione con Eav, la società che si occupa del trasporto pubblico in diversi comuni campani, ha ottenuto l'apertura delle stazioni di Porta Nolana e Montesanto. Anche a Messina, l'amministrazione comunale ha deciso di attivare il piano di emergenza freddo del programma «Homelesszero». La rete vede, insieme al Comune, le Consulte comunali di Protezione civile e delle organizzazioni sociali e le associazioni di volontariato operative nell'area dei senza fissa dimora. Il Piano ha i suoi punti di forza nel dormitorio «Casa di Vincenzo» e nelle case di accoglienza della Caritas e dei Padri Rogazionisti, che da protocollo aumenteranno i posti disponibili e aumenteranno la fascia oraria di accoglienza, anticipando l'orario serale e posticipando quello mattutino. Le due strutture site nei pressi della stazione centrale, «Help Center», per l'accoglienza diurna e la «Casa di Vincenzo», per l'accoglienza notturna, opereranno in stretta connessione per garantire un riparo durante l'intera giornata. Le situazione di emergenza potranno essere segnalate dai cittadini alla Centrale operativa del Comune (telefono 090771000), numero della Polizia municipale che le trasmette al Servizio sociale professionale.

Torino e Venezia, parrocchie aperte ai clochard

Un appello alle parrocchie affinché tengano aperte le porte ai senza dimora, è arrivato anche dall'arcivesco di Torino, Cesare Nosiglia. «Chiedo a tutte le parrocchie, case religiose, associazioni e movimenti ecclesiali - è l'appello di Nosiglia - di accrescere l'impegno per avvicinare le persone che nel proprio territorio (nel Centro storico soprattutto) dormono per strada e necessitano di assistenza. Dove è possibile, chiedo che si aprano nuovi servizi per l'ospitalità notturna. Anche l'Arcivescovado e gli altri dormitori promossi dalla diocesi intensificheranno i servizi di accoglienza. Si tratta di cose molto concrete: c'è bisogno di coperte, abiti pesanti, scarpe; e pasti e bevande calde». 

Anche il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, «raccomanda e ricorda - si legge in una nota del Patriarcato - come le strutture diocesane ed associative già abitualmente impegnate nel campo dell’assistenza (mense, dormitori ecc.) siano ora ancor più attivate e mobilitate per venir incontro ad ulteriori necessità ed esigenze straordinarie. In previsione dei giorni più rigidi, inoltre, il Patriarca invita anche le comunità parrocchiali della Diocesi veneziana a moltiplicare le attenzioni e ad essere particolarmente vigilanti e sollecite di fronte a situazioni di disagio e difficoltà che si potranno presentare nelle prossime ore, specialmente nei riguardi di chi è senza dimora, rendendosi perciò disponibili ad offrire - se possibile - anche direttamente accoglienza, ristoro ed ospitalità».


Paolo Ferrario, Avvenire 



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