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Sanremo, Avitabile: la preghiera per Scampia. "Una laude dedicata ai miei amici francescani"

Mario Scelzo Ansa - CLAUDIO ONORATI
Pubblicato il 06-02-2018

Il sessantottesimo Festival di Sanremo è appena cominciato al teatro Ariston di Sanremo e durerà fino al 10 febbraio 2018. Sarà condotto da Claudio Baglioni, che ne è anche direttore artistico, insieme a Michelle Hunziker (già co-conduttrice dell'edizione 2007) e Pierfrancesco Favino.

Il Festival non è più quello di una volta… non ci sono più Mina e Battisti… ormai è diventato uno show… è tutta pubblicità… non c’è una canzone decente… sono alcune delle solite critiche che si ascoltano in giro. Sarà, ma vuoi o non vuoi, ogni sera il Festival tiene incollati davanti alla televisione dai 10 ai 15 milioni di telespettatori.

Una delle opere più conosciute di San Francesco è il Cantico delle Creature, uno splendido testo poetico nel quale il Poverello di Assisi ringrazia Dio per il dono del creato, lodandone le sue bellezze. Il testo era fornito di accompagnamento musicale, composto dallo stesso Francesco, oggi perduto (anche se esistono numerose versioni musicate del Cantico).

La Musica è gioia, è espressione popolare dei sentimenti e delle emozioni, è una compagnia nei momenti lieti ma può anche essere un sostegno nelle difficoltà della vita, soprattutto è uno “strumento facilitatore” per imprimere nella memoria immagini, sensazioni e stati d’animo. Un “artista a tutto tondo” come San Francesco certamente darebbe il suo apprezzamento a manifestazioni canore come quella di Sanremo (magari apprezzerebbe meno il “gossip” che ormai si impadronisce di eventi del genere, ma questo è un altro discorso).

Tornando al Festival, per una settimana si parlerà del vestito della Hunzicker, della satira di Fiorello, del cachet dei megaospiti (cifre enormi, anche se va detto che son soldi che garantiscono introiti maggiori per la Tv di Stato grazie alla raccolta pubblicitaria, delle stecche di questo o quel cantante.

Io vorrei spendere due parole su un artista che porterà un tocco di francescanesimo sul Palco dell’Ariston. Ha già vinto due premi Tenco, due David di Donatello, due Nastri d'argento, un Globo d'oro e un Ciak d'oro. Ha duettato con James Brown, Tina Turner, Maceo Parker, Marcus Miller, Richie Havens, Randy Crawford, Afrika Bambaataa, Pino Daniele, Mory Kante, Manu Dibango, Khaled, Franco Battiato, Francesco Guccini, David Crosby, Bob Geldof, Francesco De Gregori, Renato Zero, Giorgia, Mannarino, Caparezza, Paolo Fresu, Goran Bregovic. Dal 1982 ad oggi ha inciso 17 album, macinato centinaia di concerti, scritto oltre 300 opere per quartetti, orchestre da camera e sinfoniche e si prepara all'esordio sul Palco dell’Ariston.

Parliamo di Enzo Avitabile, il quale supportato dai caldi inserti recitati di Peppe Servillo, intonerà “Il Coraggio di Ogni Giorno”, una sorta di “Laudato Sì” contemporanea, “lontana e vicina al mondo, al suo coraggio di ogni giorno”. Si sa che il brano, da collocarsi geograficamente a Scampia, sarà una sorta di inno di speranza delle periferie.

Leggiamo insieme alcune delle dichiarazioni che l’artista ha recentemente rilasciato al quotidiano Avvenire:
«Io sono uno della periferia, arrivo da Marinella, proprio come lui (ci mostra orgoglioso il medaglione con Sant’Alfonso Maria de’ Liguori che porta al collo). Nel brano sono partito con un’immagine molto poetica della mia terra, un inno alla vita per omaggiare l’uomo comune, chiunque la mattina si sveglia e vive i suoi problemi, il suo cammino tortuoso. Insomma, siamo tutti noi, ma qui c’è un’attenzione particolare a coloro che sono un po’ fuori di vista e a queste terre svantaggiate».

C’è chi l’ha definita una preghiera laica. 



«Io non credo che esistano le preghiere laiche, perché non ha senso. Esiste la preghiera e basta, la preghiera personale e la preghiera comune. Che diventa universale quando è utilizzata nel silenzio: anche nella nostra fede cattolica la meditazione nell’adorazione è un momento di grande introspezione dove il silenzio ti riconduce a uno stato di coscienza più alto».


Al polso sinistro lei porta sempre un rosario.
«Il rosario è preghiera attiva. Questo è fatto di noccioli di olivi e mi è stato donato dai miei amici frati minori rinnovati che vivono in quattro vagoni dismessi a Capodimonte, fra Secondigliano e Scampia. Sono i loro padri spirituali che spesso mi ospitano e gli voglio molto bene. L’inciso del brano con un “laudato” in un dialetto vicino a Basile è un omaggio a loro».

http://www.raiplay.it/card/video/2018/02/Sanremo-2018--Enzo-Avitabile-con-Peppe-Servillo-prima-serata----f975662d-0333-450d-9b7f-ba9b39739f36-ssi.html

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