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Parole per illuminare

Beppe Giulietti
Pubblicato il 21-07-2017

Inquietudine, incompletezza, immaginazione, queste le tre parole chiave che papa Francesco ha posto al centro del messaggio rivolto al collegio degli scrittori di Civiltà Cattolica, in occasione dell'uscita del numero quattromila della rivista dei gesuiti. Parole che racchiudono non solo una esortazione apostolica, ma anche le linee di un "piano editoriale" che dovrebbe sollecitare le coscienze di ogni giornalista, credente o non credente che sia.

Quel messaggio invita ad una permanente tensione verso la verità, alla ricerca della profondità, all'utilizzo pieno del senso critico e del discernimento e dunque invita a scartare la via breve del sensazionalismo, della omologazione, del linguaggio tanto violento quanto vuoto.

Il senso della incompletezza significa anche il riconoscimento del proprio limite, la ricerca dell'invisibile o dell'oscurato, la capacità di "Illuminare" le periferie dell'esistenza e dello spirito e questa capacità deve essere alimentata dalla immaginazione, intesa come il desiderio di scalare i muri del pensiero omologato e omologante e di scendere alla radice di ogni tema, di ogni notizia, di connettere ogni testo con il suo contesto.

Queste parole dovranno ispirare anche l'impegno di chi, come noi, e la rivista San Francesco, intende promuovere un percorso condiviso contro il linguaggio della violenza, contro le cosiddette "bufale": notizie false messe in circolazione per alimentare le tante macchine del fango che inquinano la civile convivenza.

Qualche anno fa, ad Assisi, Padre Enzo Fortunato e l'associazione Articolo 21, definirono una carta per un'informazione libera, critica, sempre rispettosa della dignità di ogni persona, a partire da chi non ha voce né potere. In questi ultimi anni è cresciuto un grande movimento che ha posto con forza il tema del "No hate speech", del contrasto ad ogni forma di giornalismo fondato sulla falsificazione e sull'oltraggio della dignità di chi è diverso da noi, sulla necessità di partire dalle scuole per "alfabetizzare" i giovani ad un uso civile e responsabile delle nuove reti.

Dalla Carta di Roma al gruppo "Parole Ostili", sorto a Trieste, dalla Tavola della Pace a Liberainformazione, dalla Federazione della stampa ad Articolo 21, sono decine e decine le associazioni che hanno intrapreso questo viaggio professionale, ideale, civile.

Forse è giunto il momento di riunire queste ed altre esperienze, di costruire una rete, di promuovere azioni quotidiane contro i muri dell'odio, dell'indifferenza, del razzismo, del l'esclusione sociale e mediatica.

Assisi, la rivista San Francesco, il Cortile di Francesco potrebbero essere la sede migliore per riunire chi, attraverso l'uso sapiente della parola, vuole contribuire a costruire i ponti e ad abbattere i fili spinati.

Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco, la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte.

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