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PAPERBOY, IL PRIMO GIORNALE FATTO DA RAGAZZI AUTISTICI

di Redazione online
PAPERBOY, IL PRIMO GIORNALE FATTO DA RAGAZZI AUTISTICI
Credit Foto - Famiglia Cristiana

Si chiama «Paperboy» ed è una redazione giornalistica molto speciale. Qui fa pratica un gruppo di ragazzi autistici che desidera diventare reporter. Il progetto sperimentale funziona da quattro anni ed è unico nel suo genere: si tratta del primo in Italia e nasce al Sud, a Salerno, nel cuore di una delle città campane più in espansione.

L’idea è di Carlo Noviello, responsabile della cooperativa sociale “Il Villaggio di Esteban” www.ilvillaggiodiesteban.it, un centro di recupero che dal 1997 si occupa di prevenzione e contrasto dell’esclusione sociale a favore dell’inserimento lavorativo di persone che vivono disagi psico-fisici. La cooperativa aiuta minori a rischio ma anche ragazzi e adulti diversamente abili, con disagio mentale, anziani con famiglie problematiche.

Il direttore di Paperboy è Umberto Adinolfi, collaboratore del Mattino di Salerno, un giornalista che conosce molto bene il tessuto sociale e culturale della città, che gratuitamente tiene lezioni settimanali di giornalismo, deontologia, impaginazione, new media e offre loro un percorso completo fra teoria e pratica affinché i ragazzi abbiano gli strumenti necessari per affrontare il futuro.

La rivista - 16 pagine full color, bimestrale - prende il nome dal film omonimo interpretato da Nicole Kidman, Matthew McConaughey e John Cusack, basato sull’indagine di due giornalisti sul caso di un condannato a morte in attesa di essere giustiziato per l'omicidio di uno sceriffo che, spinto dall'odio razziale, uccise sedici persone di colore. A giugno dello scorso anno, Carmine Cristiano, Matteo Vicinanza e Luca Boffa sono stati i primi tre redattori a conseguire il tesserino da pubblicista.

L'Ordine dei Giornalisti della Campania, con il suo presidente Ottavio Lucarelli, accompagna Paperboy con il patrocinio morale. In questa redazione il profumo della carta stampata ha un sapore diverso: l’umanità di un gruppo di operatori sociali si fonde alla passione per il giornalismo di ragazzi che non vivono l’autismo come condizione sfavorevole, piuttosto come una sfida da affrontare, un limite da oltrepassare.

Tra i suoi obirttivi più importanti, la cooperativa punta a inserire nel mondo del lavoro alcuni dei giovani con disabilità più predisposti al mestiere del giornalista. Tant’è che da alcuni anni edita anche il quotidiano di informazione on line Più Mezzogiorno (http://www.piumezzogiorno.it/) che, chissà, potrebbe un giorno aprire le porte a uno dei ragazzi di Paperboy. (Famiglia Cristiana – Romina Rosolia)


Redazione online

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