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Papa: non cercare alibi per non pensare a Dio

Francesco a Santa Marta: chiedere a Gesù che dia il coraggio di seguirLo

Papa: non cercare alibi per non pensare a Dio
Credit Foto - Ansa - OSSERVATORE ROMANO

A volte i discepoli «non capivano cosa volesse dire» Cristo. O «non volevano capire». Magari perché «erano impauriti». Altre volte «nascondevano la verità». O si distraggono, prendono iniziative «alienanti». Invece non si devono «cercare alibi per non pensare» a Dio. Lo indica Francesco, che invita a chiedere al Figlio del Signore il coraggio di seguirLo. L’appello papale è lanciato nella Messa di questa mattina, 3 ottobre 2017, a Casa Santa Marta, come riporta Radio Vaticana

Gesù con i discepoli sta raggiungendo Gerusalemme, perché «si compivano i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto», si lege nel Vangelo di oggi, da Luca. Si avvicina l’ora della Passione e della Croce. Il Pontefice evidenzia due iniziative di Gesù: «Prese la ferma decisione di mettersi in cammino», dunque accetta la volontà del Padre, e «annuncia questo ai suoi discepoli». Solo «una volta si è permesso di chiedere al Padre di allontanare un po’ questa croce: “Padre – nell’Orto degli Ulivi – se possibile, allontana da me questo calice”», ricorda il Vescovo di Roma. Però «non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

Cristo è obbediente: fa ciò che il Signore vuole. È «deciso e obbediente e niente di più. E così, fino alla fine. Il Signore entra in pazienza… Entra in pazienza. È un esempio di cammino, non solo morire soffrendo sulla croce, ma camminare in pazienza». Davanti a questa scelta di obbedienza totale, i discepoli non Lo seguono. Il Vangelo lo racconta in varie pagine: a volte «non capivano cosa volesse dire o non volevano capire, perché erano impauriti»; altre volte «nascondevano la verità» o si distraggono facendo «cose alienanti»; oppure, come si legge nella liturgia odierna, «cercavano un alibi per non pensare» a quanto attende Cristo. Dunque, come se non bastasse, Gesù è «solo.

Non era accompagnato in questa decisione, perché nessuno capiva il mistero di Gesù. La solitudine di Gesù nel cammino verso Gerusalemme: solo. E questo, fino alla fine. Pensiamo poi all’abbandono dei discepoli, al tradimento di Pietro… Solo». Gli appare solo «un angelo dal cielo per confortarlo nell’Orto degli Ulivi. Soltanto quella compagnia. Solo», rimarca il Papa. Francesco suggerisce di «prenderci un po’ di tempo per pensare» a Gesù che «tanto ci ha amato, che ha camminato solo verso la croce», nell’incomprensione dei suoi amici.

Il Pontefice invita a «pensare, vedere, ringraziare» Gesù, obbediente e coraggioso, e «fare con lui un colloquio». Con le questioni consigliate da Papa Bergoglio: «Quante volte io cerco di fare tante cose e non guardo Te, che hai fatto questo per me? Che sei entrato in pazienza – l’uomo paziente, Dio paziente -, che con tanta pazienza tolleri i miei peccati, i miei fallimenti? E parlare con Gesù così». Perché «Lui è deciso sempre ad andare avanti, a mettere la faccia, e ringraziarlo. Prendiamo oggi un po’ di tempo, pochi minuti – cinque, dieci, quindici – davanti al Crocifisso forse o con l’immaginazione vedere Gesù camminare decisamente verso Gerusalemme e – conclude – chiedere la grazia di avere il coraggio di seguirlo da vicino». (Domenico Agasso - Vatican Insider)



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