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La storia di Ahmad, il ballerino che ha sfidato la famiglia e l'Isis in Siria per poter ballare insieme a Roberto Bolle - VIDEO

Ha 27 anni, è palestinese ma è cresciuto in Siria. Il padre lo ha bastonato alle gambe per non farlo danzare, mentre l'Isis voleva decapitarlo

La storia di Ahmad, il ballerino che ha sfidato la famiglia e l'Isis in Siria per poter ballare insieme a Roberto Bolle - VIDEO
Credit Foto - Rai Replay

La danza è linguaggio muto del corpo, la danza è passione, la danza è eleganza: sono state tante le declinazioni date alla danza classica nel corso della prima serata di Rai 1 dedicata all'arte di Roberto Bolle. Tuttavia, una più delle altre, è quella che è emersa con prepotenza dalla trasmissione "Danza con me", in cui l'étoile italiana si è esibito con i più grandi colleghi internazionali: la possibilità che quest'arte ha di salvare le persone che la praticano. A dimostrarlo è stata la storia di Ahmad Joudeh, ballerino palestinese che, per inseguire il suo amore per la danza classica, è dovuto sfuggire alle minacce di morte dell'Isis, così come è stato ripudiato dalla famiglia. Nella notte del primo gennaio, duettando con Roberto Bolle, ha finalmente coronato il suo sogno di sempre.



Ahmad è indubbiamente il protagonista più brillante di una serata, quella di Rai 1 dedicata a Bolle, piena di stelle. Prima e dopo il danzatore siriano, infatti, volteggiano le allieve e gli allievi dell'Accademia de La Scala, le affermate prime ballerine Polina Semionova e Melissa Hamilton, così come c'è spazio per ospiti del mondo dello spettacolo - quali Virginia Raffaele, Tiziano Ferro, Pif, Geppi Cucciari e Fabri Fibra e altri - che alleggeriscono la serata donando il giusto tocco di ironia. Un programma molto apprezzato sui social, in cui il nome di Ahmad Joudeh è però quello più citato dopo quello del patron di casa: la sua storia ha fatto commuovere e riflettere tutti.

Ha 27, è di origine palestinese ma è nato e cresciuto in un campo profughi di Damasco, come ha ricordato Marco D'Amore, il cerimoniere di "Roberto Bolle - Danza con me". Ahmad ha un sogno che lo accompagna sin da quando era piccolo: danzare. Il padre se ne accorge e, in un primo momento, gli vieta ogni contatto con quel mondo. Il ragazzo non ci sta e continua; il padre, allora, lo picchia ripetutamente, fino a prenderlo a bastonate sulle gambe nella speranza che ceda. Così non è.

Oltre all'allontanamento dalla famiglia, poi, Ahmad è stato costretto anche a fronteggiare le minacce del Califfato, che si era accorto di lui e di quanto la sua passione lo rendesse libero dentro. È a questo punto che la vita del giovane è a un bivio: come gesto di estrema ribellione verso i terroristi, decide di farsi un tatuaggio con la scritta "Danza o muori", e lo fa sul collo, nel punto esatto in cui cade la scure dell'Isis al momento delle esecuzioni capitali.

Sono stati YouTube e Instagram a salvare Ahmad da morte certa. Il ragazzo, infatti, pubblica per mesi sulle due piattaforme i video delle sue esibizioni per i cieli della Siria in fiamme, filmati che ben presto diventano virali e ottengono l'attenzione internazionale. Il primo europeo ad accorgersi di Ahmad e del suo potenziale è un regista olandese; in seguito, nel 2016, arriva la proposta tanto attesa direttamente dal direttore del Dutch National Ballet di Amsterdam: volare nella capitale con un passaporto da rifugiato politico e poter finalmente vivere per il ballo.

Esibendosi a due col suo idolo di sempre, Roberto Bolle, Ahmad ha coronato il suo sogno e dimostrato che vale sempre la pena di inseguirlo fino in fondo. Ad accompagnare i ballerini nella coreografia di Massimiliano Volpini c'è stata la musica di Sting, presente sul palco, che ha intonato la sua Inshallah, brano dedicato a tutti i migranti che lasciano la propria terra per cercare fortuna altrove... (Huffington Post)



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