NOTIZIE > attualita

L'HA FATTO, L'HA DETTO, L'HA SCRITTO

Nella sua ultima esortazione apostolica Bergoglio ha sottolineato l'importanza di aiutare gli altri per raggiungere la santità

di Enzo Fortunato
L'HA FATTO, L'HA DETTO, L'HA SCRITTO
Credit Foto - Ansa - OSSERVATORE ROMANO HANDOUT

S'intitola "Gaudete et Exsultate" ("Rallegratevi ed esultate") la nuova esortazione apostolica scritta da Papa Francesco e dedicata alla santità nella vita quotidiana. Un "manuale" su come essere santi oggi pensando e stando accanto ai poveri. L'itinerario seguito non è quello che vorrebbe la "logica". Non è quello di molti leader politici che dicono e non fanno. Non è quello di molti "predicatori". Il Papa lo fa, lo dice e poi lo scrive.



Francesco l'ha fatto

L'ha fatto sin dall'inizio del suo Pontificato partendo proprio dalla scelta del nome: "Ho scelto il nome di Francesco d'Assisi, perché vorrei una Chiesa per i poveri, che difenda la pace e sia attenta al Creato". Ma sono i suoi viaggi a parlare, non a caso il primo a Lampedusa, tra i migranti su quella spiaggia dove sono sbarcati migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini in cerca di speranza in cerca di una vita migliore e dove si sono spente le vite di tantissime persone. E poi ogni sua visita è scandita da incontri con ultimi, dimenticati, esclusi. È il Vangelo.



Francesco l'ha detto

Più e più volte Bergoglio ha sottolineato l'importanza di aiutare gli altri per raggiungere la santità:

"È necessario un grande e quotidiano atteggiamento di libertà cristiana per avere il coraggio di proclamare, nella nostra Città, che occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri, che occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!"...



"Sono i poveri, gli umili, quelli che contemplano la presenza di Dio, coloro a cui si rivela il Mistero dell'amore di Dio con maggiore nitidezza".

Le parole e poi i gesti di Papa Francesco sono il Vangelo: "tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,31-40).



Francesco l'ha scritto

Bergoglio ora lo scrive. È l'enciclica "Gaudete et Exsultate": "per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi". La chiamata è "per tutti". Sono santi, per esempio, "i genitori che crescono con tanto amore i loro figli", gli "uomini" e le "donne che lavorano per portare a casa il pane", i "malati", le "religiose anziane che continuano a sorridere".



Ma la santità della porta accanto è accoglienza: "Non difendere i migranti non è da cristiani e i clochard non sono fagotti che sporcano la strada"... "La difesa dei deboli non è comunismo né un delirio passeggero", né tantomeno "l'invenzione di un Papa". Solo seguendo il Vangelo si è santi.



Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

Commenti dei lettori



NON CI SONO COMMENTI PER QUESTO ARTICOLO

Lascia tu il primo commento

Lascia il tuo commento

Nome (richiesto):
Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori):
Il tuo commento(Max. 300 caratteri):
ACCONSENTO NON ACCONSENTO
al trattamento dei miei Dati personali per le finalità riportate nell'informativa, al fine esclusivo di contattare l'utente per sole ragioni di servizio, legate all'evasione delle sue richieste (pubblicazione commenti)
Organo ufficiale di Stampa della Basilica di San Francesco d'Assisi
Custodia Generale Sacro Convento
© 2014 - tutti i diritti riservati
Contatti | Credits