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Il Papa in visita in Cile: intervista a Padre Herrera

Il Papa in visita in Cile: intervista a Padre Herrera
Credit Foto - Agensir

Tutto quasi pronto. Il Cile si appresta ad accogliere Papa Francesco che arriverà a Santiago il 15 gennaio e ripartirà il 18 alla volta del Perù, seconda tappa di questo viaggio papale in America Latina. Nonostante la complessità delle “sfide” che attraversa oggi il Paese e la sua Chiesa, i numeri della partecipazione sono importanti e lasciano prevedere fin da ora un’accoglienza calda, da parte di questa parte del pianeta, terra di Bergoglio.



Si attendono, infatti, oltre 1.200.000 persone, provenienti non solo dal Cile, ma anche da Argentina, Bolivia e Brasile. Dopo Santiago, il Papa farà tappa a Iquique (nell’estremo Nord del Paese, quasi a confine con il Perù) e a Temuco (nel Sud, terra dei mapuche), percorrendo in tre giorni una distanza record di 5mila chilometri in questo stretto lembo di terra che si affaccia sul Pacifico. Migliaia sono le persone – per lo più giovani – che hanno dato la loro disponibilità a lavorare nel dietro-le-quinta dei grandi eventi.


Padre Herrera, che clima si sta respirando a Santiago in queste ore di vigilia?


Non solo a Santiago, ma in tutto il Cile c’è una gioia grandissima per l’arrivo del Santo Padre.


Abbiamo vissuto qui, negli ultimi 5 anni, una situazione progressiva di divisione sociale, a causa di una cultura sempre più individualistica e uno sviluppo economico che ha lasciato molte persone agli “scarti” della società, come dice Papa Francesco. Abbiamo sempre detto che il Papa non viene soltanto per la Chiesa ma per tutto il Cile. Sarà qui per aiutarci a rinnovare questa società ferita per la divisione, rinsaldando un nuovo patto di coesione. Per questo lo attendiamo non solo con gioia ma anche con una grande speranza.



Uno studio realizzato da “Latinobarometro” ha indicato che solo il 36% dei cileni ha ancora fiducia nella Chiesa cattolica, registrando un abbassamento di 43 punti percentuali rispetto al 2010. Il Papa troverà ad accoglierlo un Cile freddo nonostante sia lì piena estate?



Il Cile ha vissuto negli ultimi due anni una crisi generalizzata e progressiva di disaffezione verso tutte le istituzioni, e questo calo di credibilità non lo ha subito quindi solo la Chiesa. Anche la Chiesa cattolica però ha vissuto la sua crisi in seguito agli scandali sessuali che l’ha coinvolta e ai vescovi che non hanno saputo rispondere appropriatamente. Quindi sì, c’è una disaffezione, c’è un calo di credibilità. Il Cile è un Paese cresciuto in un forte laicismo, talvolta anche molto aggressivo. Ma nello stesso tempo, vediamo che la gente è alla ricerca di un rinnovamento profondo. Per rispondere a questa sete di rinnovamento il Papa ci sta chiedendo di essere fedeli al Vangelo e di uscire e non lo sta chiedendo per crescere numericamente ma per facilitare il rapporto tra Dio e le persone. Certo, è un dolore vedere che la gente non va più in chiesa. Ma questo dolore, lo possiamo vivere o come una catastrofe o come una grande opportunità.

Agensir



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