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Il Papa abbraccia Tomasz, ex carcerato innocente

di Andrea Tornielli, Vatican Insider
Il Papa abbraccia Tomasz, ex carcerato innocente
Credit Foto - Vatican Insider - La Stampa

Papa Francesco dopo l’udienza l’ha incontrato e l’ha abbracciato. Ad accompagnare Tomasz Komenda, un uomo di 41 anni, c’erano i genitori. Venuti insieme a Roma per pregare sulla tomba di san Giovanni Paolo II, alla conclusione – purtroppo tardiva – di un incubo allucinante. Quello che ha portato in cella per diciotto anni un ragazzo ventenne, accusato di aver stuprato e assassinato Małgorzata, una ragazza di quindici anni morta nella notte di Capodanno tra il 1996 e il 1997. Tre anni dopo, nel 2000, Tomasz venne arrestato come colpevole di quel delitto.


Aveva 23 anni. Due esperti dell’Università di Wroclaw dissero che erano dei denti di Tomasz i segni lasciati sul corpo della vittima. Non era vero, ma il ragazzo ha dovuto attendere a lungo prima che la sua innocenza venisse riconosciuta e potesse così uscire dal carcere dov’era rinchiuso. In carcere, come spesso accade per le persone riconosciute colpevoli di delitti così gravi e di abusi contro i minori, Tomasz ha subito umiliazioni d’ogni genere da parte dei compagni di prigionia.


«Un’esperienza particolarmente dura», la ricorda lui. Il progetto dell’uomo, «finalmente libero», e dei suoi familiari era quello di recitare una preghiera davanti alla sepoltura del santo Papa polacco, cioè di «ripartire dalla roccia della fede per ricostruire il futuro». Ma il suo amico Konrad Krajewski, l’Elemosiniere pontificio e neo-cardinale, ha saputo della sua presenza e l’ha accompagnato all’udienza generale e poi all’incontro con Francesco. Il Papa era visibilmente commosso. Ha donato i rosari a Tomasz e ai suoi genitori. Si è fatto fotografare con loro. Per Tomasz questi gesti «segnano l’inizio di una nuova vita, una vera e propria risurrezione». «L’abbraccio e le parole di Papa Francesco mi danno quel coraggio di rimettermi in gioco e fare di quei diciott’anni d’inferno un motivo di riscatto», ha confidato ai media vaticani al termine dell’incontro.



Per pranzo il 41enne polacco è stato invitato a casa di Krajewski. Il pranzo è preparato da Enzo, un ex carcerato che ha scontato vent’anni di prigione e ora collabora con l’Elemosineria pontificia. Quando gli è stata raccontata la vicenda di Tomasz Komenda, Enzo, che ogni settimana prepara il cibo caldo distribuito ai poveri e ai senzatetto nelle stazioni di Roma, si è commosso: «So che cosa significa essere dentro per questi reati e so che cosa ti infliggono gli altri carcerati», ha detto. Quindi ha assicurato: «Preparerò per Tomasz un pranzo come mai lo ha avuto prima e come mai lo avrebbe potuto avere dietro le sbarre».


Andrea Tornielli, Vatican Insider

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