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IUS SOLI: RAVASI, GRANDE STRADA DI DIGNITA' E AUTENTICITA'

IMMIGRAZIONE: CARD. RAVASI, ACCOGLIENZA NON E’ SOLO OFFERTA DI UNO SPAZIO

di Redazione online

Il Cortile di Francesco ha preso il via giovedì 14 settembre. La prima giornata è iniziata con l'incontro “La rete e la degenerazione del linguaggio: parole ostili” nella piazza inferiore di San Francesco d’Assisi al quale hanno partecipato: la Ministra dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, il Direttore Generale LUISS, Giovanni Lo Storto, la Fondatrice di 'Parole O_stili', Rosy Russo, il Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Beppe Giulietti, il segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso e il Digital Marketing, Alessio Carciofi.    

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IL SALUTO DI APERTURA DEL CUSTODE DELLA BASILICA DI ASSISI, PADRE MAURO GAMBETTI:

"Qualche giorno fa Papa Francesco, parlando in Piazza San Pietro, a Roma, per presentare la giornata del Creato, si era detto ''triste nel vedere dei giovani in pensione. I giovani che non cercano nulla - ha detto il Santo Padre - non sono giovani, sono invecchiati prima del tempo''. 

  Quanti sono così? Difficile dirlo, ma se anche ce ne fosse uno solo che non cerca nulla sarebbe già troppo. Non è il vostro caso, ragazze e ragazzi. Voi siete arrivati qui in Assisi, sul colle del Paradiso, da ogni parte d'Italia per mettervi in cammino, incontrando sulla vostra strada, "on the road", altri giovani alla ricerca di una vita autentica, di una felicità vera. È bellissimo vedervi qui, alle porte della Basilica di San Francesco, ad inaugurare il Cortile di Francesco. Molti di voi si fermeranno per vivere incontri ricchi di stimoli e di incanto. È con grande gioia che porgo a tutti voi giovani, agli insegnanti, ai giornalisti, alla Ministra Valeria Fedeli il saluto della comunità francescana di Assisi e di frate Francesco: "Il Signore vi dia pace". Ricominciamo da questa parola buona. Pace. Siete arrivati ad Assisi non per alzare odiosi muri, ma per costruire nuovi ponti. Pace nei cuori, negli sguardi, nelle mani. Pace in famiglia, con gli amici, con i professori. Pace nei quartieri, in Parlamento, nei giornali. Pace con gli esseri viventi, con l’ambiente, con il mondo. Pace. Nel Cortile di Francesco, vi troverete di fronte popoli, fedi, culture, esperienze e competenze diverse. L' obiettivo è camminare insieme e generare nuove prospettive, che promuovano sensibilità e approcci capaci di vivere la realtà con serenità, fiducia e speranza. Grazie per essere qui. Benvenuti ad Assisi! Che frate Francesco sia vostro compagno di viaggio".

"Tanto stiamo facendo e tanto faremo su questo tema ed ho già in programma una campagna sul rispetto": ad annunciarlo è stata la ministra dell' istruzione Valeria Fedeli a margine del suo intervento all' incontro sul tema "La rete e la degenerazione del linguaggio: parole ostili", iniziativa che ha aperto il "Cortile di Francesco" ad Assisi. Fedeli ha parlato di una campagna del "rispetto" per far discutere e conoscere bene questi temi nelle scuole e quindi "anche attraverso una riflessione vera sull'articolo 3 della Costituzione". "Questo articolo - ha aggiunto - è tanto, ti dice tante cose, dice di avere attenzione verso l'altro che significa anche qualificare le relazioni". La ministra ha ribadito che la campagna sul "rispetto" è creata "per far conoscere e discutere" e non si fermerà quindi "solo su quello che facciamo anche oggi qui, ricordando l' accordo con chi ha creato questo kit contro delle dieci parole ostili". Per Fedeli la giornata ad Assisi e il tema di cui si parla "è straordinariamente importante e di attualità perché è necessario contrastare le parole oltre che i comportamenti dell' odio per imparare a dialogare e a rispettarsi".

Il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli ha inoltre risposto ai giornalisti su alcune domande relative ai vaccini: "Sta partendo tutto molto bene perché la maggior parte di famiglie sono consapevoli dell'importanza di essere tutelati sia nella salute sia nel diritto allo studio": così il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli. Il ministro ha risposto ai giornalisti ad Assisi dove ha partecipato all'incontro che ha aperto la quattro giorni di iniziative del "Cortile di Francesco" promossa dal Sacro Convento. (ANSA)


LE IMPRESSIONI DELLA MINISTRA FEDELI: "BISOGNA COMINCIARE DALLE PAROLE"

“Questa piazza è meravigliosa, i ragazzi molto motivati e coinvolti, il tema è straordinariamente importante e di attualità. Bisogna contrastare le parole, oltre che i comportamenti dell’odio, e imparare a dialogare, imparare a rispettarsi" - queste le prima parole pronunciate dalla Ministra Fedeli.

E sui compiti della scuola per affrontare il tema, la Fedeli ha citato il “Manifesto della comunicazione non ostile”, un kit, ideato dall’associazione “Parole Ostili” e distribuito ai ragazzi in piazza, in cui è contenuto il decalogo per esprimersi in modo rispettoso.

“Inoltre – ha detto la Fedeli - faremo anche la campagna del rispetto facendo discutere e conoscere nelle scuole l’articolo 3 della Costituzione in cui sono contenuti i principi per non discriminare, avere attenzione all’altro, qualificare le relazioni”.

Ma come si conciliano lo smartphone in classe e le parole ostili in rete?

“Lo smartphone è uno strumento della digitalizzazione, quindi non bisogna mai confondere gli strumenti con i contenuti di cui dobbiamo farci carico.

Noi stiamo affrontando un terreno, perché la digitalizzazione cambia tutto: il modo di produrre, il modo di consumare. E’ la quarta rivoluzione tecnologica, che cambia davvero tante cose, compresi gli aspetti cognitivi.

Noi tutti abbiamo la grande responsabilità di decidere quali contenuti vanno in rete, quando e come si deve usare il web. Abbiamo affrontato questo tema e organizzeremo una commissione che continui esattamente l’attuazione del piano digitale, una straordinaria necessità: la scuola per pima e, secondo me, tutti i media devono insegnare ai ragazzi che non bisogna fermarsi alla prima cosa che si trova in rete.

Bisogna dare loro gli strumenti per arrivare all’autorevolezza, alla certificazione dell’informazione, se è vera o non è vera, in rete trovi tutto, autenticità o fake news.

Come insegnare questo ai ragazzi?

A noi interessa ogni strumento dell’innovazione per la didattica. Ma sono gli insegnanti capaci e le scuole, nella loro autonomia, a dovere decidere. E’ però utile per tutti riflettere su questo.

Nelle scuole già si usano gli strumenti del digitale, perché sono un elemento utile all’apprendimento e quindi vanno gestiti in classe. Non è lo smartphone con cui fai quello che vuoi, ma è uno strumento a disposizione dei docenti quando e come lo riterranno necessario per parti dell’apprendimento”.

Sui Vaccini ministro come sta partendo l’obbligatorietà?

Sta partendo molto bene perché il numero maggiore di famiglie sono consapevoli dell’importanza di tutte e due le cose: essere tutelati nella salute e nel diritto allo studio (Davide Denina)

SCUOLA: MINISTRO FEDELI FIRMA AD ASSISI PROTOCOLLI SU WEB E FAKE NEWS

Due protocolli sul web e le "fake news" sono stati firmati stamani, ad Assisi, dal ministro dell'istruzione, Valeria Fedeli, in occasione dell'incontro "La rete e la degenerazione del linguaggio - Parole Ostili " che ha aperto il Cortile di Francesco, la quattro giorni di incontri sul tema "Cammino" con politici, filosofi, religiosi, artisti, giornalisti, in programma fino a domenica prossima.

Obiettivo del primo documento - sottoscritto da ministero, Università cattolica di Milano, Istituto di Studi Superiori Toniolo di Milano e associazione “Parole ostili” - è quello di costruire una serie di progetti, sia di ricerca, sia di didattica, sul tema della comunicazione non ostile nelle scuole italiane. Sono comprese anche iniziative per sostenere gli insegnanti nell’attività di insegnamento del tema in aula e per fare delle ricerche di monitoraggio sull’utilizzo del web da parte degli studenti.

Il secondo documento, firmato dal ministro Fedeli e dal presidente della Federazione nazionale della stampa, Beppe Giulietti, comprende una serie di attività all’interno delle scuole per insegnare agli studenti a riconoscere le fonti attendibili e a smascherare le fake news, le notizie che non hanno alcun fondamento nella realtà.

PRODI, RICOSTRUZIONE BASILICA ASSISI ESEMPIO DI UN'ITALIA CHE DECIDE CON CORAGGIO

"Grazie ad un aspetto corale di difesa della Basilica di San Francesco, un Santo caro a tutti, è stato possibile ricostruire così in fretta:, in due anni: si potrebbe fare così in tuttl' Italia, perché San Francesco è protettore di tutta l'italia''.  Lo ha detto, parlando con i giornalisti, Romano Prodi, parlando della ricostruzione della Basilica di San Francesco, ad Assisi, lesionata dal terremoto del settembre del 1997.

Prodi, che allora era il presidente del Consiglio dei ministri, e' giunto ad Assisi per partecipare ad uno degli incontri del Cortile di Francesco insieme al presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti. Accompagnato dalla moglie Flavia, dal Custode del Sacro Convento, Padre Mauro Gambetti, e da Padre Enzo Fortunato, direttore della rivista San Francesco, l’ex Presidente del Consiglio si è inginocchiato  di fronte alla tomba di San Francesco e ha recitato il Padre Nostro.

  "Venti anni fa- ha sottolineato Prodi -  ricostruire è stato possibile perché il responsabile era una persona autorevolissima, l'allora Commissario straordinario Antonio Paolucci. Ricordo che quando visitai il cantiere, complessivamente lo visitai quattro volte, c'erano dappertutto pezzettini di macerie. Quando ripenso a cosa è stato fatto poi, ritengo che con grandi obiettivi si fanno i miracoli. Paolucci aveva il coraggio di decidere con senso di responsabilità. Così potemmo fare tutto in fretta".

  "Ma oggi, di fronte alla incertezza della legge e della giustizia - ha osservato l'ex presidente del Consiglio -  noi abbiamo trasformato il Paese in una struttura di protezione reciproca. Tutti hanno paura, comprensibilmente, di prendere una decisione. E invece, per l'incertezza della legge, abbiamo moltiplicato i controlli e deresponsabilizzato coloro che prendono decisioni complesse". (Davide Denina)

GIORNALISMO E LE INCOGNITE DELLA RETE: PER DAMILANO LA RIVOLUZIONE E' SOLO L'INIZIO


«La verità, quando è venuta al mondo, venne crocifissa».Marco Damilano, per il suo esordio al Cortile di Francesco, nell’incontro con i giornalisti sul futuro – ma soprattutto il presente – dell’informazione, sceglie i riferimenti della sua formazione cattolica. Dalla Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi il vicedirettore de L’Espresso offre spiegazioni alla crisi attuale del mondo dell’informazione, al potere della rete e dei social col fenomeno delle fake news, partendo da lontano, mettendo a confronto due termini da sempre utilizzati nel linguaggio politico, economico e giornalistico: riformae rivoluzione.

Per lui la riforma per antonomasia è quella protestante di Martin Lutero con l’affissione delle 95 tesi sulle porte della cattedrale di Wittenberg che provocarono una scossa religiosa senza non poche ripercussioni anche di carattere politico. Qualche anno prima, nel 1455, l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg, diede inizio a una rivoluzione. «Chi aveva tra le mani un libro – spiega Damilano -  pensava di aver visto tutto, ma era solo l’inizio di una rivoluzione».

«Anche nel giornalismo è così: sappiamo com’è cominciata, ma non come finirà» dice e tira fuori una lettera manoscritta inviatagli da un lettore di 95 anni di Cassano delle Murge, in provincia di Bari. «C’è ancora chi prende carta e penna e scrive lettere – dice con una punta di contentezza il giornalista – dovrò rispondergli anch’io con carta e penna, una busta da affrancare e spedire perché non ha e-mail o facebook». «È un mondo (quello odierno) in cui il lettore e il telespettatore ha la possibilità di partecipare in prima persona e il giornalista che aveva accesso ai posti in cui altri non potevano andare (fa l’esempio della Camera dei Deputati o dei luoghi di guerra) e con le sue foto, il suo taccuino raccontava ai lettori ciò che vedeva, oggi è bombardato dopo pochi minuti dall’uscita del suo articolo in rete».  «L’innovazione ha stravolto questa professione annullando lo spazio e il tempo e dal mito dell’agorà democratica che ci avrebbe arricchito, la rete è diventata nel giro di pochissimi anni un luogo in cui non si discute tra diversi ma tra tifoserie» aggiunge.

Damilano è sicuro che sono due le speranze del giornalismo moderno: la memoria e la profondità.

«L’appiattimento della società sull’attualità è il male del giornalismo – sostiene – Noi non ricorderemo più nulla della settimana scorsa e con questo pensiero di essere sempre in un evento senza precedenti ci giocano molti politici».

«La profondità è collegata alla memoria ma è una scrittura non sciatta che supera sé stessa per controbattere la superficialità dell’informazione. La rivoluzione è solo all’inizio». Parola di un maestro di giornalismo. (Emiliano Amato) 


GRECO: "L'UMANITA' AVRA' SEMPRE BISOGNO DI SENTIRE LA RADIO" 

“Una delle prime fake news della storia del giornalismo risale a circa 15 anni fa. Su facebook cominciò a circolare la foto di un gattino in bottiglia. E la gente la condivise, mostrando stupore e sdegno. Peccato che in realtà era un fotomontaggio. Fu quello uno dei primi esempi di amplificazione dei sentimenti causata dalla cattiva“.

Fake news e credibilità, digitale e tradizione, futuro della carta stampata. Questi alcuni dei temi toccati da Gerardo Greco, direttore del giornale Radio Rai e di Radio 1, che ha presentato l’incontro dal titolo “Futuro del giornalismo. Ne parliamo con…”: un viaggio in un settore attraversato da cambiamenti epocali.

“Google e Facebook hanno dato una spallata mortale alla carta stampata – ha detto Greco. Da sole raccolgono il 50% degli introiti pubblicitari online mondiali. È una sproporzione incredibile. Scovare le notizie ha costi elevati. Se le aziende editoriali tradizionali non saranno più in grado di sostenerli, sarà la credibilità e l’autorevolezza del settore dell’informazione a farne le spese. E se il mercato sparisce, allora a fare un passo avanti deve essere il servizio pubblico”

Questi e altri argomenti, tutti legati all’evoluzione di un settore che in cui la digitalizzazione sta prendendo piede, rendendo fruibile un prodotto su una piattaforma diversa da quella originale. Anche in Rai, pur con un po’ di ritardo, con Raiplay. 

“Quelli che hanno la mia età ricordano che negli anni ’70 e ’80, il sabato e la domenica pomeriggio la gente andava in giro con la radiolina attaccata all’orecchio. Questo sta accadendo anche oggi. Perché il cellulare non può tornare a essere una radiolina? Cambiano i tempi, ma - ha concluso Greco - ci sarà sempre gente che ha bisogno di sentire". (DAVIDE DENINA)

CORTILE FRANCESCO, VISCO: RIPRESA COINVOLGE ANCHE GIOVANI

Tre anni di rafforzamento dell'economia italiana, con un'accelerazione negli ultimi 12 mesi. Una crescita che per il 2017 dovrebbe attestarsi intorno all'1,5%. Buone esportazioni soprattutto per le aziende medio-grandi. Sono questi alcuni dei dati presentati, nella seconda giornata de "Il Cortile di Francesco" dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco al convegno "Terre-moto cosa fare? III tappa: sicurezza, lavoro, economia. Un'economia al servizio dell'uomo.

Un ritratto ottimista quello di Visco, che sottolinea anche come "nei primi sei mesi dell’anno il numero degli occupati è salito di 130.000 unità. La ripresa coinvolge anche i più giovani, particolarmente colpiti dalla lunga recessione. Tra quelli con meno di 30 anni la percentuale di coloro che non hanno un lavoro né sono impegnati in un percorso formativo è diminuita di circa due punti tra il 2014 e il 2016 e ha continuato a ridursi nel 2017. Attualmente si colloca poco al di sopra del 23 per cento". Una cifra che però, sottolinea Visco, "è ancora lontana da quella di gran parte dei Paesi europei".

Limiti allo sviluppo del Paese sono costituiti dalla "rigidità del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività, dall’insufficiente propensione al cambiamento".
A questi problemi si sommano un  ritardo tecnologico, e livelli di istruzione formale e di competenze di lettura e comprensione, logiche e analitiche, distanti da quelle di molti altri Paesi europei.

Visco, infine, non ha dimenticato i territori terremotati:"un aumento delle risorse dedicate alla ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente, non solo pubblico, e alla prevenzione dei rischi idrogeologici, oltre che al contenimento delle conseguenze di quelli sismici, avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica, in misura più accentuata nel Centro Sud. Non è un compito che lo Stato può svolgere da solo, va coinvolto anche il settore privato".

DELRIO: INCENTIVI FISCALI PER SICUREZZA

"La ricostruzione della Basilica di Assisi può essere un esempio per il patrimonio italiano danneggiato. E' giusto imparare dalle lezioni del passato, specialmente quando sono positive. L'importante è ricordare agli italiani che il nostro Paese è fragile e ha bisogno di cura, manutenzione e prevenzione. Le detrazioni fiscali che stiamo dando per chi vuole mettere in sicurezza la propria casa devono decollare. Gli italiano amano la propria casa, è importante che capiscano che renderla sicura le dà più valore". Queste le parole del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio a margine dell'incontro su "Una politica lungimirante per la casa" durante il Cortile di Francesco. (Davide Denina)

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DE AMICIS E IL FUTURO DEL GIORNALISMO 



  DESCALZI: "LO SVILUPPO E' BENE, MA L'UOMO NON SA GESTIRNE GLI STRUMENTI"


Negli ultimi 15 anni 3 milioni di lavoratori italiani sono stati espulsi dal mondo del lavoro. Tutta colpa delle nuove tecnologie? O di come gli uomini hanno gestito il processo?  


Tre top-manager italiani, Claudio Descalzi, amministratore delegato di ENI, Luigi Gubitosi, ex direttore generale della Rai e attuale Commissario Straordinario di Alitalia, Francesco Sperandini, ad di GSE, hanno discusso dei travolgenti cambiamenti generati dai progressi tecnici e tecnologici e su come continuare il cammino per riuscire a governarli. 


"Evoluzione significa sviluppo? Leggendo i dati sull'aumento della disuguaglianza parrebbe che lo sviluppo stia mandando indietro la gente. Ma è chi utilizza gli strumenti dello sviluppo che li usa male - ha detto Descalzi. 


"Nei prossimi anni, ci sarà un boom nell'informatizzazione dei Paesi emergenti, ma i dati ci dicono che il gap nella ricchezza tra il 20 per cento dei più ricchi e il resto del mondo continuerà ad allargarsi" - ha continuato l'ad di ENI. 


Un intervento che si è concluso con una serie di interrogatativi rivolta al pubblico: "Di chi è la responsabilità? Dello sviluppo? Dei suoi strumenti? O della mancanza di generosità? Lo avete capito tutti: è dell'uomo e delle sue scelte ". 

IUS SOLI: CARDINALE RAVASI, GRANDE STRADA DI DIGNITA' E AUTENTICITA'

"Lo Ius Soli è veramente una delle grandi strade di dignità e autenticità". Lo ha affermato il cardinale Gianfranco Ravasi, parlando con i giornalisti ad Assisi a margine della celebrazione eucaristica tenutasi nella Basilica Superiore di San Francesco.

Ravasi - che questa sera alle 18,30 si confronterà con il Ministro dell'interno italiano Marco Minniti sul tema "Genti del Mediterraneo" - ha osservato che "Un popolo grande come quello italiano, deve riuscire ancora a ritrovare la capacità di far sì che nel suo terreno germoglino delle persone che sono diverse, ma hanno tante componenti con noi a partire certo dall'umanità, ma anche da un percorso di cultura. Credo che questo diritto  debba essere realizzato".

IMMIGRAZIONE: CARD. RAVASI, ACCOGLIENZA NON E’ SOLO OFFERTA DI UNO SPAZIO

 “L’accoglienza deve avere il valore di questa parola: non deve essere soltanto l’offerta di uno spazio nel quale le persone stanno, magari, in maniera stretta e angosciata, ma far sì che trovino anche la bellezza e la serenità. E’ per questo che, come dice Papa Francesco, è arrivato il momento di introdurre il dono dell'accoglienza bella e buona". Lo ha detto il Cardinale Gianfranco Ravasi, parlando con i giornalisti questa mattina ad Assisi a margine del Cortile di Francesco.

 “Con il ministro Minniti – ha proseguito il Cardinale Ravasi - ho avuto già altre occasioni di confronto e questa sera credo che potremmo dialogare da angolature diverse, non solo sullo ius soli, ma anche sull'altra componente che è quella dell'accoglienza”.



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