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GiFra, la scuola di formazione

di Redazione online
GiFra, la scuola di formazione
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“Un weekend di fraternità, un weekend per crescere. Quando qualche anno fa mi fu chiesto per la prima volta di servire la fraternità ci fu un attimo di panico: E ora che si fa? Ma soprattutto come si fa? Sono queste le domande che ci hanno spinto, consigli regionali e nazionale, a programmare questa esperienza. Sì perché ci ritroviamo inevitabilmente, la maggior parte delle volte, a improvvisarci animatori e formatori”. Sono le parole del Presidente della Gioventù Francescana d’Italia, Riccardo Insero, alla scuola di formazione nazionale tenutasi a Montesilvano dal 10 al 12 novembre. 

 La preghiera, la formazione, l'evangelizzazione, l'annuncio. Ognuna di queste “categorie” è trattata e valorizzata da tutti i livelli della GiFra d’Italia: locali, regionali e nazionali. Per questo, la comunità francescana che riunisce tutti i giovani sul territorio, i gifrini, ha sentito l'esigenza di “fare e dare una formazione” a livello nazionale. Per dare delle linee guida, cosicché tutte le fraternità possano lavorare andando verso un unico obiettivo: l’incontro con il Padre. Ringraziando e servendo Dio. Proprio come il Santo di Assisi. E il titolo di questa “nuova scuola”. “La nostra è una esperienza di amore che va a braccetto con l'esperienza di fede – continua il Presidente della GiFra durante la presentazione della scuola – e si colloca in una relazione, in un Tu. Da qui la scelta del titolo, “Ringraziate e Servite”, per guardare ancora una volta a Francesco di Assisi come ad un modello. 
Lui sapeva infatti, un po' come un elastico, rifugiarsi in Lui per andare nel mondo, e dal mondo tornare a Lui, alla fonte e nuovamente ripartire in uno splendido e sapiente andirivieni.” Ma cosa significa “ringraziare e servire” all'interno dei settori di impegno? E quali sono i progetti nati dai desideri della Gi.Fra. d’Italia per il prossimo anno fraterno? A rispondere a queste domande sono i responsabili di ciascun settore d'impegno del consiglio nazionale che, insieme alle commissioni nazionali, hanno reso il weekend di formazione un'occasione per crescere. Il servizio a cui ciascun animatore fraterno è chiamato nasce dall'incontro con il Signore per raggiungere il prossimo. 
 “A volte quando pensiamo al “come” e al “quando” un francescano dovrebbe essere presente nel mondo- risponde Francesco Marciano, responsabile per il settore EPM - il nostro primo pensiero è rivolto alla concretezza, al fare, alla realizzazione di piccole o grandi iniziative solidaristiche. Tutto ciò sicuramente non è errato, ma non può prescindere dal nutrimento vitale che alimenta e da senso alle nostre opere, definendo il “perché” siamo chiamati ad essere presenza viva nel mondo. Peraltro, anche il nostro fare operoso non può essere frutto di improvvisazione. Affinché la nostra azione sia veramente efficace, è fondamentale indagare le necessità e i bisogni del territorio in cui viviamo e delle persone che lo abitano, di modo da offrire un servizio che sia anche di qualità, caratterizzato dalla progettualità e rafforzato dalla formazione”. 
 Domenico Trincone, responsabile per il settore della comunicazione commenta: “Troppo spesso si pensa che questo settore di comunicazioni sociali e web, e chi ne fa parte debba solo occuparsi di social e foto. Invece c’è un mondo enorme dietro, tanto da spingere la commissione nazionale ad individuare dei contenuti specifici sui quali ogni gifrino debba lavorare. Quindi siamo andati al cuore di questo settore: la comunicazione. In fase di progettazione della scuola ci siamo tanto interrogati su quanto le nostre fraternità lavorino in merito e quanto un gifrino stia nel mondo dei social. 
Partendo da queste riflessioni,e scorgendo una difficoltà di tanti ad inquadrare questo settore nella loro vita e in quelle delle fraternità, abbiamo pensato che questa scuola dovesse avere come obiettivo quello di formare il gifrino in merito alla comunicazione, allo stare nel mondo e nei social e a fornire alle fraternità riflessioni e strumenti per una corretta comunicazione”. “Da animatori liturgici è importante avere consapevolezza del valore della preghiera e dei gesti che facciamo e proponiamo in ogni momento – commenta Chiara Coclite, responsabile per il settore della liturgia - E soprattutto, è importante sapersi orientare un po’, se non addirittura immergersi, nella liturgia, conoscendone riti, oggetti e momenti di preghiera. È questo l’obiettivo della commissione per la liturgia: avere un metodo, nella proposta e stesura di un momento di preghiera, per “ringraziare e servire con grande umiltà”.(ACI Stampa)


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