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FESTA DI SAN GIUSEPPE, FESTA DI TUTTI I PAPA'

INVIA LA PREGHIERA PER IL TUO PAPPA', I FRATI LA PORTERANNO SULLA TOMBA DI SAN FRANCESCO DI ASSISI

di Mario Scelzo
FESTA DI SAN GIUSEPPE, FESTA DI TUTTI I PAPA'

La Festa del Papà, ormai conosciuta con il nome di Festa di San Giuseppe in Italia, è una ricorrenza molto importante per i bambini (e per i grandi) che per l’occasione dedicano poesie e filastrocche all’amato babbo. Come vedremo in questo articolo però, data e significato della festa variano da paese a paese. Inizieremo il nostro viaggio dall’Italia per passare poi al resto del mondo e chiuderemo tornando nel Belpaese per raccontare di curiosità ed aneddoti legati a questa festa.

L’Italia e la maggior parte dei paesi cattolici associano la Festa del Papà a quella di San Giuseppe. I primi a celebrare la festa di San Giuseppe furono i monaci benedettini nel 1030, seguiti dai servi di Maria nel 1324 e dai francescani nel 1399, la festa divenne poi canonica per la Chiesa Cattolica nel 1621 grazie a Papa Gregorio XV. Fino al 1977, ricorderanno i miei lettori più avanti negli anni, il giorno di San Giuseppe era considerato in Italia festivo anche agli effetti civili ma con legge 5 marzo 1977 n. 54, questo riconoscimento fu abolito e da allora il 19 marzo divenne un giorno feriale.

Nei paesi di cultura anglosassone invece le prime tracce della celebrazione della Festa del Papà risalgono al 5 Luglio 1908, esattamente nella Chiesa Metodista di Fairmont, West Virginia (Stati Uniti).Tuttavia la prima a sollecitarne l’ufficializzazione fu la signora Sonora Smart Dodd che, ispirata da un sermone ascoltato durante la Santa Messa ma ignara della tradizione di Fairmont, organizzò una festa il 19 Giugno 1910 a Spokane, Washington, per celebrare il padre che aveva combattuto nella guerra di secessione americana. A partire da questi avvenimenti, la Festa del Papà negli Stati Uniti si celebra ogni terza domenica di Giugno.

Vediamo la situazione nel resto del mondo. In Russia la ricorrenza cade il 23 febbraio e coincide con il “Giorno dei difensori della Patria”, data che ricorda il primo reclutamento di massa dell’Armata Rossa nel 1918. In pratica, l’ideologia sovietica associa il ruolo del Padre a quello del Valoroso Soldato chiamato a difendere la propria terra. Paragone azzardato ma in fondo un buon padre è colui che “difende” i figli, e quindi in senso esteso la Patria, dai pericoli della vita.

In Germania invece la Festa del Papà coincide con l’Ascensione, giorno festivo per i tedeschi. La festa viene chiamata Mannertag (giorno degli uomini) e, secondo la tradizione ottocentesca, comitive di uomini si ritrovano a spingere un carretto carico di alcolici…solo che alla fine se li bevono e si ubriacano!

In Thailandia la festa coincide con il compleanno del defunto sovrano Rama IX, venerato come padre della nazione, Il Suo compleanno è celebrato in tutto il paese col nome di “Wan Pho Heng Chat” (Festa del Papa’ – วันพ่อแห่งชาติ), in quanto il Re è considerato anche il padre di tutti i thailandesi. Tradizionalmente, all’alba di questa festa nazionale milioni di thailandesi scendono in strada e fanno delle offerte di cibo a lunghe file di monaci buddisti avvolti in sgargianti drappi arancioni.

Torniamo ora in Italia per parlare sia degli aneddoti e delle tradizioni legate a questa festa sia del vasto “patrimonio culinario”, diverso da regione a regione, ad essa abbinato.Ad esempio in alcuni paesi della Sicilia ogni 19 Marzo si usava (ora questa bella tradizione si sta perdendo) invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe, e sempre in questa occasione, un sacerdote benediva la tavola ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. Questo perché nella tradizione popolare San Giuseppe è il santo protettore dei poveri e dei derelitti, in quanto capofamiglia di una giovane coppia di sposi in un paese straniero. In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa.

Chiudiamo queste articolo con un tocco di dolcezza, andando a vedere le prelibatezze culinarie legate alla Festa del Papà. Famose in tutta Italia sono le squisite “Zeppole di San Giuseppe”, di origine campana. Sembrerebbe che questa prelibatezza nasca come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento napoletano di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. Ma c’è anche chi ne attribuisce “l’invenzione” alle monache della Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore. Quello che è certo è che la prima zeppola di San Giuseppe “certificata” risale al 1837, ad opera del celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino.

E’ interessante notare che già Goethe, in viaggio a Napoli alla fine del ‘700, così descriveva la Festa di San Giuseppe e potremmo dire….le origini della moderna zeppola: “Oggi era anche la Festa di San Giuseppe, patrono di tutti i frittaroli cioè venditori di pasta fritta…sulle soglie delle case grandi padelle erano poste sui focolari improvvisati….Un garzone lavorava la pasta, un altro la manipolava e ne faceva ciambelle che gettava nell’olio bollente, un terzo le preparava per venderle ai passanti”. Addirittura però secondo alcuni storici la zeppola, intesa come dolce di pasta fritta, ha origini nella Antica Roma: le matrone romane, in occasione dei “baccanali” del 17 Marzo, erano use offrire frittelle di frumento fritte nello strutto e intinte col miele.

Siamo il paese dei cento campanili, e potremmo dire dei cento modi diversi di preparare le zeppole. Quella napoletana è probabilmente la più famosa, ma esistono zeppole siciliane, pugliesi, e cosi via. Allo stesso tempo, al Nord e particolarmente in Emilia-Romagna, usanza per la Festa del Papà è la preparazione delle “raviole”, ovvero fagottini di pasta frolla a forma di mezzaluna ripiene di marmellata di prugne o di mele cotogne, poi spolverate di zucchero a velo.

Usanze, piatti  e tradizioni diverse che ci testimoniano quanto in tutto il mondo sia vissuta con partecipazione la Festa del Papà. Mi raccomando, non dimenticatevi di fare gli auguri al vostro babbo!

 


Mario Scelzo

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