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Estate, in vacanza riposiamoci con generosità

Divertimento, svago e spensieratezza, ma anche rischio di superficialità e conformismo. La riflessione sui pericoli e sulle opportunità delle vacanze estive

di Enzo Fortunato
Estate, in vacanza riposiamoci con generosità
Credit Foto - Pixabay

Il riposo può significare divertimento, svago, spensieratezza e può coincidere spesso con il silenzio: la quiete di una spiaggia su cui ci culla il rumore delle onde o la grandezza di un cielo montano pieno di stelle. Un silenzio in cui trovare pace, raccoglimento e preghiera. Un vuoto da riempire con la riflessione e la generosità.

L’estate è tutto questo, ma può significare anche altro: ingorghi chilometrici sulle autostrade, assordanti discoteche dove l’indifferente gioventù “sbanda a povere mete”, come affermava il poeta triestino Umberto Saba, o ancora l’abbandono degli anziani nelle città assolate. L'estate può essere superficialità e conformismo. Come canta Francesco Gabbani: “Eppure non partiamo mai/Ci allontaniamo solo un po’/Davvero non andiamo mai/Oltre le nostre suole/Muovi il passo, tieni il tempo/Gira come gira il vento”.

Don Bosco era convinto che “le vacanze sono la vendemmia del diavolo”. Il fondatore dei salesiani considerava il periodo estivo come un tempo vacuo, una sorta di atrofia del cervello in cui il venir meno degli obblighi, degli orari e della routine coincideva con la perdita del senso morale e dava luogo a comportamenti riprovevoli. Per san Francesco, invece, il tempo estivo era quello della generosità. Francesco si chiudeva in se stesso per lunghi periodi. Tuttavia, anche isolato negli eremi in cui pregava, trovava il modo di donare alle comunità che gli stavano vicino.

Per me, la lentezza del riposo e la vuotezza del tempo possono avere senz’altro risvolti positivi. Penso, per esempio, ai giovani che decidono di donare parte del proprio tempo ai bambini dei gruppi estivi che in tutte le città italiane fanno divertire i più piccoli. Ricordo la mia gioia quando, piccolino, salivo sulle spalle degli animatori e mi sentivo grande anche io. Ancora oggi ricordo con gratitudine quei ragazzi che mi hanno donato parte delle loro vacanze. Prego per loro e spero che diventino sempre di più.

Ricordo con gratitudine anche tutti quei giovani che d’estate si dedicano al volontariato nelle parrocchie, nei Comuni, nelle associazioni: Libera Terra, per esempio, organizza settimane di vacanza-lavoro nei terreni confiscati alle mafie.

Sono migliaia i giovani che si rimboccano le maniche e piantano, potano, vendemmiano. Riscoprono la terra, il territorio e, con essi, l’umiltà. E allora il mio auspicio è che in vacanza possiamo prendere spunto da questi modelli, incamminandoci sui sentieri del riposo, del silenzio e della generosità. Proprio come san Francesco. Per mettere a frutto davvero l’estate. Per creare relazioni, esperienze, gioia di vivere. Buone vacanze, cari amici.


Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

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