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DIS-UMANITA’

Non basta sventolare un rosario o un Vangelo. Non basta proclamarsi cristiani per purificare la coscienza

di Enzo Fortunato
DIS-UMANITA’
Credit Foto - ANSA - Rene Rossignaud

Se dovessi raccontare a cinquant’anni da oggi la storia di questo periodo utilizzerei un termine: disumanità. Un termine che sintetizza la cronaca di questi lunghissimi anni, di queste lunghissime giornate, di queste lunghissime ore. I migranti sulla Sea Watch e sulle altre imbarcazioni in balia delle onde lasciateli marcire nella tempesta. Lasciateli nelle loro terre di guerra e sangue, a noi non interessa.

Il “belpaese” sostiene che vengono prima gli italiani e poi gli altri per non dire prima io. È l’egoismo del 2019 che disumanizza l’umanità. È la storia di sempre. Ogni volta che rifiutiamo l’altro, chiunque esso sia, emerge senza mezzi termini la nostra brutalità. Non ci accorgiamo che il veleno che lanciamo sugli altri uccide prima noi stessi.


Non basta sventolare un rosario o un Vangelo. Non basta proclamarsi cristiani per purificare la coscienza. Ha detto bene Papa Francesco: Meglio atei che cristiani ipocriti.

E allora coraggio non arrendiamoci. Quei pochi brandelli di umanità riprendano forma. Non solo attraverso la voce che serve per fare rete e non esclude nessuno, ma soprattutto con la testimonianza e le azioni. Azioni che non escluderanno nessuno, ma includeranno tutti anche quelli che la pensano diversamente da noi. Solo così si rende giustizia all’umanità.




Le vicende di questi anni ci mostrano come si è passati da una politica inclusiva e rispettosa delle diversità di chi soffre e vive ai margini della società ad una politica disumana dove si fa fatica ad essere uomini per pochi voti.

Si fa fatica ad essere uomini quando insultiamo le scelte altrui.

Si fa fatica ad essere uomini quando siamo pronti a voltare la faccia dall’altra parte se incontriamo una persona in difficoltà.

Si fa fatica ad essere uomini quando pensiamo di dover aiutare solo gli Italiani.




Il tempo è galantuomo. I tempi cambiano e la vita continua. Il marciume viene sempre a galla e il politichese, il linguaggio d’odio che prende la pancia delle persone prima o poi sarà un lontano ricordo di disumanità.



Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

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