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Braccianti morti, Bassetti: occorre fare giustizia. Italiani non sono razzisti, liberare la gente dalla paura

Braccianti morti, Bassetti: occorre fare giustizia. Italiani non sono razzisti, liberare la gente dalla paura
Credit Foto - Ansa - Riccardo Antimiani

Occorre fare giustizia: gli esseri umani non possono vivere in tuguri come i topi”. Con queste parole il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso la conferenza stampa di presentazione dell’incontro dei giovani italiani con il Papa, in programma l’11 e 12 agosto a Roma in preparazione del Sinodo di ottobre.

A nome della Chiesa italiana”, Bassetti ha espresso “sgomento per la tragedia” avvenuta in Puglia, dove “16 cittadini africani in meno di due giorni sono morti su furgoni che non sono furgoni, senza freni” e “sdegno per le disumane condizioni in cui vivono i lavoratori nelle piantagioni: tanti di loro risultano al nero e tutti sono sottopagati”. Il presidente della Cei ha espresso inoltre “grande pietà per i morti, tutti giovani africani, e per le loro famiglie, a cui loro pur ricevendo così poco di stipendio destinavano i loro risparmi, perché le loro famiglie erano ancora più povere”.

Occorre fare giustizia”, il grido del cardinale: “Gli esseri umani non possono vivere in tuguri come topi. E’ necessario – e vedo che lo stanno già facendo – che tempestivamente e urgentemente intervengano le nostre istituzioni”.

Il popolo italiano, nella sua base, ma non è razzista”, è solo impaurito, ed è per questo che il compito delle istituzioni è “liberare il più possibile la gente dalla paura”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, a margine della presentazione, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, dell’incontro del Papa con i giovani italiani, in programma sabato e domenica prossima, a Roma, in vista del Sinodo di ottobre. “La nostra gente – l’analisi del cardinale, in risposta alle domande dei giornalisti – è terribilmente impaurita per quello che vede, perché non si sente protetta. La paura è terribile, perché porta alla paralisi, ti chiude, ti porta non ad accogliere ma a difenderti dall’altro”. “I problemi vanno risolti, non possiamo essere faciloni”, ha puntualizzato Bassetti, “ma dobbiamo liberare il più possibile la gente dalla paura”.

Alcune forze politiche alimentano le paure?“Non giudico le istituzioni”, ha risposto il presidente della Cei a questa domanda: “Dico a noi e a chi come noi ha compiti istituzionali: liberate la gente dalla paura, perché la paura ti porta a vedere nell’altro un ostacolo, un nemico”.

Per far questo, ha concluso il cardinale, occorre partire “dalla comune umanità che ci affratella tutti. Siamo di razze diverse, di pelle diversa. La natura e l’umanità è bella perché è varia: dobbiamo fare in modo che ciò non sia una difficoltà, ma un valore, una risorsa, ed educare le nuove generazioni a considerarla come tale”.

INCIDENTE BOLOGNA

Il presidente della Cei ha espresso, infine, “viva partecipazione per la tragedia di Bologna”. “Lì per lì – ha detto a proposito dell’altra sciagura di ieri – pensavano che fosse un attentato, qualcosa di sconvolgente”.

Poi la proposta: “In un periodo come questo, ove tutte le nostre strade e autostrade sono piene di traffico perché tutti in questo periodo di agosto si muovono, mi domando se sia prudente che certe autocisterne, autentiche bombe come si è dimostrato, possano camminare tranquillamente in mezzo a tutto quel traffico”. Di qui le necessità di chiedersi, per Bassetti “se ci posano essere accorgimenti per tutelare la vita delle persone e se si sia fatto tutto il possibile per evitarlo”. (AGENSIR)



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