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AL VIA L’OPEN DAY DELLE STRUTTURE RIABILITATIVE CATTOLICHE. ANCHE IL SERAFICO APRE LE SUE PORTE

AL VIA L’OPEN DAY DELLE STRUTTURE RIABILITATIVE CATTOLICHE. ANCHE IL SERAFICO APRE LE SUE PORTE
Credit Foto - Assisi Oggi

Tra le oltre cento strutture riabilitative di ispirazione cattolica che hanno deciso di promuovere una cultura dell’accoglienza, della consapevolezza e della trasparenza, il 13 ottobre anche l’Istituto Serafico di Assisi vivrà il suo OpenDay, che si inserisce all’interno del progetto Accolti.it, voluto dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI per contrastare la cultura dell’emarginazione e dei pregiudizi legati al mondo dei più fragiliattraverso la reale conoscenzadel concetto di accoglienza. L’iniziativa nasce come risposta all’appello di Papa Francesco contro la “cultura dello scarto”, che schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti e tende sempre più a divenire mentalità comune. Perché la società del rifiuto, che consuma e scarta, finisce per farlo anche con le persone, soprattutto con i più deboli e fragili, tra cui i disabili gravi, che rischiano di essere emarginati o dimenticati. Ecco l’importanza del prendersi cura della vita dei più deboli, volta a riconoscere e a rispettare in ogni individuo un’insopprimibile dignità originaria, e poter così sostenere la fragilità e non dare nessuno per perduto.


Di qui l’idea di riunire e rendere interattive attraverso il portale Accolti.it le strutture cattoliche e di ispirazione cristiana che accolgono i disabili, permettendo loro di confrontarsi sui percorsi riabilitativi, crescere insieme e condividere le best practices al fine di coltivare un substrato fertile che alimenti la ricerca e il progresso scientifico per procedere e progredire in umanesimo e scienza. Il progetto, che prende il via con la giornata del 13 ottobre, rappresenta un primo passo per l’avvio di una rete in cui maturare la consapevolezza dei bisogni emergenti nel mondo della disabilità, conoscere un ambiente umano capace di ascolto, di attenzione e di incontro con persone che desiderano essere capite nelle loro attese.

«L’OpenDay legato al progetto Accolti.it nasce dalla comune esperienza del prendersi cura dell’uomo più fragile, con la premura e la determinazione di voler realizzare per lui tutto il bene possibile. La nostra Opera, dedicata a San Francesco, pone attenzione a tutte le dimensioni della vita, perché il Serafico è molto più di un centro di riabilitazione dove siriparano funzioni compromesse”. Noi guardiamo all’uomo in una dimensione che non è astratta o immobile, ma che si esprime nella sua relazionalità e nella sua personalità. Per tali ragioni il nostro OpenDay non sarà una mera esibizione di luoghi o di persone, ma rappresenterà un’occasione per conoscere il reale percorso di vita delle persone di cui ci prendiamo quotidianamente cura. Purtroppo nell’immaginario collettivo molti dei nostri centri non sono altro che anonimi luoghi di assistenza in cui rinchiudere malattie, disabilità e sofferenze. Ma non è così, perché i fragili ospiti che abitano i nostri luoghi non sono dei semplici destinatari di anonimi servizi, sono innanzitutto persone che vengono accolte». - DichiaraFrancesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. «Ed è proprio l’accoglienza a qualificare e a caratterizzare i nostri centri, perché ci porta in primo luogo a riconoscere la dignità dell’altro, prima ancora di individuarne i singoli percorsi di cura, e ci spinge a confrontare i traguardi raggiunti nel campo della riabilitazione per mettere la scienza e la tecnologia al servizio della vita, con l’obiettivo di accompagnare le persone accolte verso nuove autonomie e traguardi». - Prosegue la Presidente Di Maolo.

 

Sin dalla sua fondazione, il Serafico è impegnato nel custodire, difendere e promuovere la vita dei più fragili ed aprire le proprie porte al pubblico consentirà a molti di conoscere in prima persona non solo l’alta professionalità dei medici e degli operatori, ma anche gli sforzi quotidiani volti a ricercare il bene della salute psico-fisica dei suoi piccoli ospiti, valorizzando la loro unicità grazie a percorsi riabilitativi ed educativi studiati ad hoc.  Percorsi che si fondano innanzitutto sul concetto del “prendersi cura” e che coinvolgono gli assistiti e le loro famiglie con un’attenzione particolare a tutte le dimensioni della persona e alle dinamiche di relazione e socializzazione. Perché accogliere una persona significa accogliere un progetto di vita: individuale, relazionale, familiare, comunitario.

 

«Mi auguro che l’OpenDay possa rappresentare un momento di avvicinamento verso il mondo della disabilità, con la speranza che possano aumentare i percorsi di inclusione e di integrazione sociale. Questa nostra mobilitazione, che ci vedrà unite a livello nazionale come strutture che “accolgono”, nasce per contrastare la cultura dell’egoismo sociale e per sostenere la voce inascoltata di tante famiglie abbandonate al loro destino. L’uomo è per sua natura fragile e una società che esclude il limite e la sofferenza è una società irragionevole e disumana. Per questo auspico vivamente che le porte aperte delle nostre Opere siano attraversate dalle Istituzioni, dalle imprese e dai privati cittadini, perché una società democratica non dovrebbe mai lasciare indietro i più deboli. Insieme, cercheremo di portare all’attenzione dei nostri governanti i bisogni delle persone più fragili, come quelli legati al mondo del disagio mentale, sempre più presente anche nell’età evolutiva. Si tratta di un mondo complesso e delicato che spesso viene dimenticato, ma l’indifferenza e i pregiudizi che feriscono la dignità di queste persone, nascono principalmente dalla scarsa conoscenza del problema. Avvicinarsi alle nostre realtà permetterà di aprire nuovi orizzonti di consapevolezza nei confronti dei percorsi riabilitativi offerti e dei traguardi raggiunti. Solo attraverso la conoscenza è possibile abbattere le barriere e i pregiudizi ed è per questo motivo che avvertiamo la forte responsabilità di impegnarci concretamente per edificare una società più umana e più attenta ai bisogni dei nostri ospiti». – Conclude Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.

IL PROGRAMMA DELL’OPEN DAY

Nella giornata dell’11 ottobrel’Istituto Serafico di Assisi sarà aperto al pubblico dalle 15:00 alle 18:00  e sarà possibile visitare i seguenti spazi: Ambulatori terapisti della riabilitazione -Ogni bambino e ragazzo che viene accolto al Serafico segue un progetto riabilitativo individualizzato che tiene conto del livello funzionale e delle specifiche attitudini del singolo per assicurare la piena realizzazione; Stanza Snoezelen - La Stanza Snoezelen è un luogo privilegiato per l’ascolto del corpo e delle emozioni ed è il regno della libertà. La Stanza viene animata con la musica e con specifiche attrezzature luminose: il tubo bolle, i led a soffitto, le fibre ottiche manipolabili e il proiettore. L’obiettivo è facilitare la ricerca del benessere; DH Piccoli - Il servizio diurno per l’età evolutiva accoglie e si prende cura di bambini con disabilità complessa e porta avanti un intervento riabilitativo globale, finalizzato al massimo sviluppo possibile delle abilità dei bimbi nelle varie aree funzionali. Gli spazi sono costruiti con accorgimenti tecnici specifici e dotati di attrezzature all’avanguardia; Laboratori educativi occupazionali - I laboratori educativi occupazionali sono inseriti in un percorso terapeutico multidisciplinare e hanno come obiettivo la crescita globale, armonica e partecipata di bambini e ragazzi con gravi disabilità. Con l’uso di materiali artistici quali l’argilla, i colori, la carta e il feltro, il paziente è inserito in un contesto interattivo e comunicativo, in cui sperimentano la libertà di esprimersi attraverso linguaggi alternativi.

Per conoscere quali strutture umbre hanno aderito all’iniziativa insieme all’Istituto Serafico di Assisi, è possibile consultare il sito www.accolti.it




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