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Addio al piccolo Gabriel. La sua storia ha commosso il mondo

Addio al piccolo Gabriel. La sua storia ha commosso il mondo
Credit Foto - Corriere.it

Gabriel, però, non ce l’ha fatta. Il tumore al cervello, ha vinto. «Non ho perso solo mio figlio, ho perso anche il mio migliore amico» scrive su Facebook il padre, per poi aggiungere: «Era un combattente, aveva un’anima unica, non ha mai smesso di credere di potercela fare». «Illuminava ogni stanza» ricorda la madre Bethany. Se n’è andato a nove anni, ma ha fatto in tempo a conoscere i suoi supereroi preferiti, in una sera di novembre, nella chiesa della cittadina dove la sua famiglia vive, aveva incontrato Batman e Superman. «Ma era lui il nostro supereroe» dicono i genitori.

 

La storia del bimbo di Hutchinson, Kansas, era stata raccontata dai media di tutto il mondo, quella foto di padre e figlio rimbalzata ovunque. Gabriel, senza capelli e con la vistosa cicatrice lasciata dall’operazione subita, e il suo papà, con un tatuaggio a rappresentare la stessa cicatrice. Un modo, aveva spiegato l’uomo, per aiutare il bambino a ritrovare la fiducia in se stesso.

 

«Gabriel ha aperto le sue ali». Lo scrive in un post su Facebook, lo racconta sui social il suo dolore Josh Marshall, padre del piccolo Gabriel, nove anni, malato di tumore al cervello. La loro storia aveva commosso il mondo quando proprio papà Josh aveva svelato di essersi tatuato una cicatrice sulla testa identica a quella del figlio, operato per un tumore al cervello.


Annalisa Grandi, corriere.it 



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